Morto Davide Comba a Barge: il ricordo degli amici per l’artista appassionato di treni

Giorgia Tedesco

Un silenzio carico di commozione ha accompagnato la scomparsa di Davide Comba, a soli 63 anni: una perdita a cui molti faranno fatica ad abituarsi. A raccontare chi fosse davvero Davide sono soprattutto le parole di chi lo ha conosciuto da vicino. Tra i ricordi più intensi, emerge quello affidato ai social da un amico, un messaggio carico di affetto e dolore, capace di restituire tutta la profondità umana della persona prima ancora che dell’artista.

Un uomo “immenso” nelle qualità umane

Davide viene descritto come una persona unica, un uomo immenso. Non sono parole usate per caso: chi lo ricorda parla di lui come di qualcuno in cui convivevano tutte quelle virtù che spesso si cercano negli altri senza trovarle davvero.

Gentilezza, umanità, sincerità, bontà d’animo: qualità che in lui non erano solo presenti, ma evidenti, quotidiane, naturali. Un modo di essere che lo rendeva speciale agli occhi di chiunque lo incontrasse.

La passione di una vita: i treni

Fin da bambino, Davide aveva trovato la sua strada in una passione precisa e profonda: i treni. Non solo quelli reali, ma anche i modellini, che per lui non erano semplici oggetti, ma vere e proprie opere da costruire, curare, perfezionare.

Aveva “mani d’oro”, come viene ricordato, e una fantasia rara, raffinata. Due qualità che, unite, gli hanno permesso di dare vita a creazioni di modellismo ferroviario incredibili, tanto da essere apprezzate e riconosciute anche a livello internazionale.

Il contributo di Davide Comba a Cavallersolaro

Tra le opere più significative a cui ha lavorato c’è il progetto di Cavallersolaro. Un lavoro che non è stato marginale, ma fondamentale. Davide ha collaborato alla realizzazione con un impegno concreto, curando molte delle rifiniture e realizzando praticamente tutti i fabbricati della stazione.

Un contributo così importante che, da quanto emerge, da oggi il piazzale della stazione di Cavallersolaro porterà il suo nome. Un gesto simbolico, ma anche estremamente concreto, che lega per sempre il suo ricordo a ciò che ha costruito con le proprie mani.

Un legame lungo oltre quarant’anni

Dietro l’artista c’era soprattutto l’uomo, e dietro l’uomo c’erano legami profondi. L’amicizia con chi lo ricorda durava da oltre quarant’anni: una vita intera condivisa tra esperienze, incontri, momenti importanti e altri più semplici. Tra questi, riaffiora il ricordo di una sera d’agosto, trascorsa insieme a casa sua, tra risate e leggerezza. Un’immagine quotidiana, quasi semplice, ma proprio per questo autentica e preziosa.

Le difficoltà e la forza

Nel ricordo emerge anche un passaggio più intimo, che lascia intuire come la vita non sia stata sempre facile per Davide. Si parla di un destino a tratti duro, severo, persino impietoso. Eppure, accanto a questo, c’è un’altra verità: Davide non si è mai lasciato spegnere. Non ha mai permesso che le difficoltà lo trascinassero via. È rimasto saldo, presente, vivo nel suo modo di essere e di affrontare ciò che gli accadeva.

L’ultimo viaggio, nel segno della sua passione

Il saluto che gli viene rivolto è carico di poesia e dolore insieme. La sua morte viene raccontata con una metafora che sembra appartenergli profondamente: quella del viaggio in treno. “Ha preso l’ultimo treno per Barge”, viene scritto. Un’immagine che racchiude tutto: la sua passione, la sua vita, il suo addio.

I funerali saranno questo martedì, cinque maggio, alle ore 15:00 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.