Aveva 60 anni, avrebbe compiuto 61 a settembre. Endocrinologo e dirigente medico agli Spedali Civili di Brescia e all’ospedale di Montichiari, viveva a Nave. Lascia la moglie Morena e i figli Matteo e Francesca. I funerali sabato 2 maggio.
Ci sono medici che si ricordano per quello che sanno fare. E ci sono medici che si ricordano per come lo fanno. Il dottor Massimo Licini era entrambe le cose. Se n’è andato dopo una lunga malattia, a soli 60 anni. Avrebbe compiuto 61 a settembre.
La notizia ha fatto rapidamente il giro di Brescia e dintorni, lasciando un vuoto che i colleghi, i pazienti e la comunità di Nave — il paese dove viveva — stanno cercando di mettere a fuoco in queste ore.
Una carriera costruita sulla competenza e sulla vicinanza ai pazienti
Massimo Licini si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Brescia, dove aveva poi conseguito anche la specializzazione in Endocrinologia e Malattie del ricambio. Un percorso lineare, tutto dentro la stessa città, che diceva già qualcosa di chi era: uno che non cercava riconoscimenti lontani, ma costruiva le cose dove aveva le radici.
Aveva iniziato con anni di attività come medico sostituto per i medici di base e medico di guardia, passando per strutture convenzionate. Poi il salto all’ospedale: dirigente medico di I livello in Medicina generale prima al Civile di Brescia — nel reparto di Endocrinologia e Medicina ad indirizzo endocrino-metabolico — e poi al presidio ospedaliero di Montichiari, sempre nell’orbita dell’ASST Spedali Civili.
Chi lo ha incrociato come paziente ha lasciato negli anni testimonianze che parlano chiaro. «Ringrazio di cuore il dottor Licini per la sua professionalità e la sua persona», si legge in una recensione sul reparto di Medicina degli Spedali Civili. «Nonostante con pazienti sempre molto impegnativi, ha dimostrato anche la sua umanità — e questo è da pochi — attraverso gesti e parole.» Parole scritte da un paziente, non da un collega. Che valgono doppio.
L’Avis, il volontariato, la comunità
Massimo Licini non era solo il medico in corsia. Era anche un punto di riferimento per la comunità di Nave, nel Bresciano, dove viveva con la famiglia. La sezione Avis di Nave e Caino lo ha ricordato con queste parole: «Con impegno, passione e professionalità non ci ha mai fatto mancare il suo sostegno e la sua preziosa presenza.» Un riconoscimento che arriva dal basso, da chi organizza donazioni e volontariato, e che completa il ritratto di un uomo che aveva scelto il servizio agli altri come stile di vita — non solo come professione.
La famiglia e i ringraziamenti
Lascia la moglie Morena, i figli Matteo e Francesca con Elia, la mamma Lisa, il fratello Claudio con Elisabetta, la sorella Daniela, la suocera Costantina e il cognato Fabrizio con Monica.
Nel momento del dolore, la famiglia ha voluto ringraziare esplicitamente il reparto di Ematologia e la Prima Rianimazione degli Spedali Civili di Brescia — in particolare la dottoressa Chiara Cattaneo e i dottori Roberto Stefini e Gianbattista Contessi. Un gesto di gratitudine che racconta anche la lunghezza e la durezza del percorso affrontato.
I funerali
La salma riposa all’obitorio del Civile. Le esequie si terranno sabato 2 maggio alle ore 14 nella chiesa parrocchiale di Nave.
Sessant’anni. Una carriera dedicata ai pazienti, una vita dedicata alla famiglia e alla comunità. Certe perdite pesano in modo diverso.
La redazione si unisce al dolore della famiglia Licini.
FAQ
Chi era il dottor Massimo Licini? Era un medico endocrinologo e dirigente medico di I livello in Medicina generale agli Spedali Civili di Brescia e al presidio ospedaliero di Montichiari. Viveva a Nave, in provincia di Brescia.
Quanti anni aveva? 60 anni. Avrebbe compiuto 61 a settembre 2026.
Quando sono i funerali? Sabato 2 maggio 2026 alle ore 14 nella chiesa parrocchiale di Nave.
Chi lascia? La moglie Morena, i figli Matteo e Francesca con Elia, la mamma Lisa, il fratello Claudio, la sorella Daniela e i parenti tutti.
Di cosa si occupava professionalmente? Era specializzato in Endocrinologia e Malattie del ricambio. Lavorava come dirigente medico in Medicina generale agli Spedali Civili di Brescia e all’ospedale di Montichiari, nell’ambito dell’ASST Spedali Civili.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






