Il Diavolo veste Prada 2 senza Nate (Adrian Grenier): il fidanzato di Andy escluso dopo anni di accuse, era lui il vero cattivo?

Daniela Devecchi

Il Diavolo veste Prada 2 senza Nate (Adrian Grenier): il fidanzato di Andy escluso dopo anni di accuse, era lui il vero cattivo?

C’è un’assenza che fa rumore, anche se non entra mai in scena. In Il Diavolo veste Prada 2 tornano Miranda Priestly, Andy Sachs, Emily Charlton e Nigel Kipling, ma Nate Cooper, il fidanzato storico di Andy interpretato da Adrian Grenier, non c’è. Sparito. Fuori dal sequel. E no, non è un dettaglio qualsiasi.

Perché Nate, negli anni, è diventato uno dei personaggi più discussi del film originale. Anzi, per una parte del pubblico è diventato proprio il vero cattivo de Il Diavolo veste Prada. Non Miranda, non Runway, non il mondo spietato della moda. Lui. Il ragazzo “normale”, quello che avrebbe dovuto sostenere Andy e che invece, secondo molti fan, l’ha fatta sentire in colpa proprio mentre lei provava a crescere.

Perché Nate non c’è ne Il Diavolo veste Prada 2

La versione ufficiale è più prudente. Il regista David Frankel ha spiegato che un cameo di Adrian Grenier era stato preso in considerazione, ma che alla fine l’idea è saltata per questioni di tempi produttivi. In pratica: se ne è parlato, ma troppo tardi per inserirlo davvero nel film.

Una spiegazione lineare, certo. Però il caso non finisce lì.

Lo stesso Adrian Grenier ha raccontato di essere rimasto deluso per non essere stato richiamato. E ha ammesso che il clima negativo attorno a Nate, diventato negli anni bersaglio di critiche e meme, potrebbe aver avuto un peso. Non una conferma ufficiale, attenzione. Ma una frase che basta a riaccendere tutto il dibattito.

Perché se un personaggio viene “odiato” dal pubblico per quasi vent’anni, riportarlo in scena non è mai una scelta neutra.

Nate era davvero il problema di Andy?

Nel film del 2006, Nate era il fidanzato di Andy Sachs prima che lei venisse travolta dal mondo di Runway. All’inizio sembrava il ragazzo giusto: semplice, ironico, lontano dalle ossessioni della moda. Uno che rappresentava casa, normalità, equilibrio.

Poi però Andy cambia. Entra nel meccanismo di Miranda Priestly, impara a muoversi in un ambiente durissimo, scopre un’ambizione che forse nemmeno lei sapeva di avere. E Nate? Invece di accompagnarla, spesso sembra giudicarla.

È proprio qui che il pubblico, riguardando il film con occhi più moderni, ha cambiato prospettiva. Nel 2006 molti vedevano Andy come una ragazza che si stava perdendo. Oggi molti spettatori vedono una giovane donna che sta provando a costruirsi una carriera, mentre il fidanzato la fa sentire sbagliata perché non è più disponibile come prima.

Non è curioso come un film possa cambiare significato col passare degli anni?

La scena del compleanno che i fan non gli perdonano

La scena più citata è quella del compleanno di Nate. Andy arriva tardi, anzi quasi non arriva, perché trattenuta dal lavoro. Lui ci resta male. Umanamente comprensibile, certo. Ma il modo in cui reagisce è diventato, nel tempo, il simbolo di tutto ciò che molti fan non sopportano del personaggio.

Nate non sembra vedere la pressione che Andy sta subendo. Non vede la fatica, la confusione, il tentativo di sopravvivere in un lavoro feroce. Vede solo il proprio compleanno rovinato. E da lì parte la rilettura più dura: Nate non è il fidanzato ferito, è il fidanzato incapace di reggere l’ambizione della donna che ha accanto.

Per molti spettatori, il problema non è che Nate soffra. Il problema è che non prova davvero a capire Andy.

Perché il pubblico ha iniziato a odiarlo

Le accuse contro Nate si possono riassumere così: è giudicante, poco empatico, immaturo e troppo concentrato su ciò che Andy non fa più per lui. La sua frustrazione diventa una forma di pressione. Ogni passo avanti di Andy nel lavoro sembra trasformarsi in un passo indietro nella loro relazione.

Negli anni, sui social, questa lettura è esplosa. Nate è stato definito “il vero villain”, il fidanzato tossico, quello che non sopporta di vedere Andy brillare in un mondo che non capisce. Una definizione forse estrema, ma ormai entrata nella cultura pop.

La cosa interessante è che Nate non è un cattivo scritto come tale. Non tradisce Andy, non la manipola apertamente, non ha scene da antagonista classico. Proprio per questo il dibattito è diventato così acceso. Nate è quel tipo di personaggio che divide perché sembra reale: non malvagio, ma fragile. Non crudele, ma incapace di stare accanto a qualcuno che cambia.

E a volte, al cinema come nella vita, basta questo per diventare il personaggio sbagliato.

Adrian Grenier fuori dal sequel: scelta narrativa o effetto social?

La domanda resta: Nate è stato escluso perché odiato dal pubblico?

La risposta più corretta è: non ufficialmente. La produzione non ha mai dichiarato che Adrian Grenier sia stato lasciato fuori per colpa delle critiche. La spiegazione data riguarda i tempi del cameo e la costruzione del film.

Però è difficile ignorare il contesto. Nate oggi non è più solo “l’ex fidanzato di Andy”. È un simbolo. Rappresenta un certo tipo di relazione che il pubblico contemporaneo guarda con molta meno indulgenza rispetto al passato: quella in cui la donna cambia, cresce, lavora di più, e l’uomo accanto a lei vive tutto questo come una minaccia.

Rimetterlo nel sequel avrebbe significato riaprire quella ferita narrativa. Avrebbero dovuto redimerlo? Farlo chiedere scusa? Mostrarlo cambiato? Oppure usarlo solo come cameo nostalgico? Qualunque scelta avrebbe fatto discutere.

Forse, allora, lasciarlo fuori era la soluzione più semplice. E anche la più furba.

Andy è andata avanti, e forse Nate appartiene al passato

Nel nuovo film Andy non sembra avere bisogno di tornare alla relazione che aveva nel 2006. Il sequel la ritrova adulta, diversa, con un’altra consapevolezza. Anche sentimentalmente, la sua vita sembra aver preso un’altra direzione.

Ed è qui che l’assenza di Nate acquista senso. Non serve per forza una scena in cui qualcuno spiega che fine ha fatto. A volte basta non esserci. Nate resta fuori perché appartiene a un’altra Andy, quella che cercava ancora di tenere insieme il vecchio mondo e il nuovo. Ma quella Andy non esiste più.

Il pubblico, in fondo, forse non voleva davvero rivederlo. Voleva sapere se il film avrebbe avuto il coraggio di lasciarlo dove stava: nel passato.

Era lui il vero cattivo de Il Diavolo veste Prada?

Dire che Nate fosse “il vero cattivo” è una provocazione, ma funziona perché tocca un punto vero. Miranda Priestly era dura, spietata, spesso ingiusta. Però rappresentava anche una sfida professionale. Nate, invece, rappresentava qualcosa di più intimo: il senso di colpa.

Andy non doveva solo dimostrare qualcosa al lavoro. Doveva anche difendersi dall’idea di essere diventata una persona peggiore solo perché stava inseguendo un’occasione.

E questo, oggi, pesa moltissimo nella lettura del film.

Forse Nate non era il cattivo. Forse era solo un ragazzo immaturo, incapace di capire che amare qualcuno significa anche lasciarlo cambiare. Ma per tanti spettatori è proprio questa la sua colpa più grande: non aver sostenuto Andy quando lei stava diventando se stessa.

Il caso Nate dice molto più del sequel

Alla fine, l’assenza di Adrian Grenier da Il Diavolo veste Prada 2 racconta qualcosa che va oltre il cast. Racconta come sono cambiati gli spettatori. Come sono cambiate le domande che facciamo ai film. Una volta chiedevamo: “Andy si è venduta al sistema?”. Oggi chiediamo anche: “Perché il suo fidanzato non era felice per lei?”.

Ed è forse questo il vero motivo per cui Nate continua a far discutere, anche senza apparire. Perché la sua assenza non chiude il dibattito. Lo riapre.

Nate non c’è nel sequel, ma il pubblico parla ancora di lui. E per un personaggio accusato per anni di essere il vero ostacolo di Andy, forse non esiste condanna più ironica.

FAQ

Perché Nate non c’è ne Il Diavolo veste Prada 2?

La spiegazione ufficiale parla di un cameo pensato ma poi saltato per questioni di tempi produttivi. Adrian Grenier ha però riconosciuto che le critiche contro Nate potrebbero aver avuto un peso.

Adrian Grenier ha rifiutato di tornare?

No, non risulta che abbia rifiutato. L’attore ha detto di essere rimasto deluso per non essere stato richiamato nel sequel.

Perché Nate è odiato dal pubblico?

Perché molti fan lo accusano di non aver sostenuto Andy nella sua crescita professionale, facendola sentire in colpa mentre cercava di affermarsi nel mondo del lavoro.

Nate era davvero il cattivo del primo film?

Non in senso classico. Però negli anni molti spettatori lo hanno rivalutato come un personaggio negativo, soprattutto per il modo in cui reagisce all’ambizione di Andy.

Andy e Nate tornano insieme nel sequel?

No, Nate non compare nel film e Andy sembra ormai appartenere a una fase completamente diversa della sua vita.