Giovinazzo è stata raggiunta da una notizia che ha lasciato senza parole amici, parenti e conoscenti: Antonio Lasorsa è morto a 57 anni. Per tutti era Nino, o Ninuccio, un nome pronunciato in queste ore con affetto, incredulità e dolore da chi lo conosceva e non riesce ancora ad accettare una scomparsa arrivata all’improvviso.
A dare voce al lutto è stato il fratello Vito Lasorsa, con un messaggio breve ma fortissimo. Poche righe, quelle che bastano quando il dolore è troppo grande per essere spiegato. “Ciao Antonio carissimo fratello, non è un addio ma un arrivederci”, ha scritto Vito, immaginando Antonio mentre riabbraccia il papà Lorenzo e il cognato Giovanni, già scomparsi.
Antonio Lasorsa morto a 57 anni: Giovinazzo sotto choc
La morte di Antonio Lasorsa ha scosso profondamente la comunità. A Giovinazzo, nel Barese, il suo nome era conosciuto da tante persone, e la notizia ha iniziato subito a correre tra amici, parenti e conoscenti, lasciando dietro di sé un’ondata enorme di commozione.
C’è chi lo ricorda come una persona buona, chi parla di lui come di un uomo corretto, chi semplicemente scrive di non riuscire a crederci. Sono messaggi spontanei, pieni di dolore vero, di quelli che raccontano molto più di tante parole formali.
Nei tanti pensieri lasciati in suo ricordo torna spesso la stessa sensazione: lo sgomento. Perché quando una persona è parte della vita quotidiana di tanti, la sua assenza diventa subito un vuoto collettivo.
Il messaggio straziante del fratello Vito
Il saluto del fratello Vito è il cuore di questa storia dolorosa. Non un discorso lungo, non una frase costruita. Solo amore, memoria e una ferita aperta.
“Non è un addio ma un arrivederci”, ha scritto. Poi il riferimento al papà Lorenzo e al cognato Giovanni: “Adesso riabbraccerai il nostro amato papà Lorenzo e il nostro amato cognato Giovanni… proteggeteci da lassù”.
Parole che hanno commosso centinaia di persone. In tanti hanno risposto stringendosi a Vito e alla famiglia Lasorsa, lasciando messaggi di condoglianze, abbracci, ricordi, preghiere. Perché davanti a una perdita così, spesso, resta solo il bisogno di esserci. Anche con una frase semplice. Anche con un “ti sono vicino”.
Addio a “Nino”, il ricordo degli amici
Per molti Antonio Lasorsa era Nino. Per altri Ninuccio. Due nomi affettuosi, familiari, che dicono subito qualcosa del rapporto che aveva con le persone attorno a lui.
Nei messaggi di cordoglio emerge il ritratto di un uomo benvoluto, capace di lasciare un segno nella vita di chi lo incontrava. C’è chi parla delle chiacchierate fatte con lui, chi ricorda il suo modo di stare con gli altri, chi sottolinea la sua disponibilità e la sua bontà.
Il dolore della moglie Raffaella, dei figli e della famiglia
Il pensiero più grande va alla sua famiglia. Nei messaggi di cordoglio vengono citati la moglie Raffaella, i figli, la madre Laura, il fratello Vito e tutti i familiari colpiti da un lutto pesantissimo.
La perdita di un marito, di un padre, di un figlio e di un fratello è una ferita che non si misura. E infatti sono tanti, tantissimi, i messaggi rivolti proprio a loro: parole di vicinanza, abbracci, preghiere, ricordi pieni di affetto.
“Veglia su Raffaella e sui tuoi figli”, scrive qualcuno. Altri parlano di una famiglia unita, travolta da un dolore che nessuno avrebbe mai voluto vivere. In mezzo a tanta tristezza, però, si sente anche una cosa forte: Antonio era amato. E non poco.
Una comunità intera si stringe alla famiglia Lasorsa
La notizia della morte di Antonio Lasorsa ha superato in poco tempo i confini della cerchia familiare. Il cordoglio è arrivato da tante persone, da amici vicini e lontani, da chi lo conosceva bene e da chi magari lo aveva incontrato anni prima, ma non lo aveva dimenticato.
Giovinazzo, e più in generale il Barese, oggi piangono un uomo che aveva costruito rapporti sinceri. Il suo nome viene associato a ricordi di amicizia, famiglia, vita cittadina, momenti condivisi. Non solo un lutto privato, quindi, ma una perdita sentita da una comunità intera.
Quando tanti si fermano per lasciare un pensiero, vuol dire che una persona qualcosa ha seminato. Antonio, a leggere i messaggi dedicati a lui, aveva seminato affetto.
Il legame con la vita cittadina e con lo sport
Antonio Lasorsa era ricordato anche per il suo legame con la vita locale. Il suo nome era conosciuto in diversi ambienti cittadini, tra iniziative, amicizie, tradizioni e anche sport.
In particolare, torna il riferimento al calcio a 5 giovinazzese, un mondo fatto di passione, squadra, appartenenza. Per chi lo ha conosciuto, però, prima ancora di ogni attività o ruolo, Antonio era una presenza familiare: uno di quelli che si incontrano, si salutano, si ricordano.
L’ultimo saluto ad Antonio Lasorsa
“Ciao Nino”, “riposa in pace”, “fai buon viaggio”, “veglia sulla tua famiglia”. Sono queste le parole che accompagnano l’addio ad Antonio Lasorsa.
Il messaggio del fratello Vito resta il saluto più intenso, quello che racconta tutto: il legame tra fratelli, la mancanza che comincia subito, la speranza di un arrivederci oltre il dolore.
Antonio Lasorsa lascia la moglie Raffaella, i figli, la madre Laura, il fratello Vito e una comunità intera che oggi lo ricorda con affetto. Giovinazzo piange Nino, un uomo che a 57 anni se n’è andato troppo presto, lasciando dietro di sé un vuoto enorme e tantissime persone incredule.
FAQ
Chi era Antonio Lasorsa?
Antonio Lasorsa era un uomo di 57 anni, conosciuto da molti come Nino o Ninuccio. La sua morte ha colpito profondamente familiari, amici e conoscenti.
Dove viveva Antonio Lasorsa?
Antonio Lasorsa era legato alla comunità di Giovinazzo, nel Barese, dove era conosciuto e stimato da tante persone.
Chi ha annunciato la morte di Antonio Lasorsa?
A salutarlo pubblicamente è stato il fratello Vito Lasorsa, con un messaggio molto commosso dedicato al fratello.
Antonio Lasorsa aveva moglie e figli?
Nei messaggi di cordoglio vengono citati la moglie Raffaella e i figli, ai quali in queste ore stanno arrivando tantissimi pensieri di vicinanza.
Si conosce la causa della morte?
Al momento non ci sono conferme ufficiali sulla causa della morte. La scomparsa viene vissuta come improvvisa, ma non sono stati diffusi dettagli certi sulle circostanze.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






