Decreto Primo Maggio 2026 approvato: bonus donne fino a 800 euro, under 35 e salario giusto. Tutto quello che cambia

Serena Comito

Decreto Primo Maggio 2026 approvato: bonus donne fino a 800 euro, under 35 e salario giusto. Tutto quello che cambia

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera oggi al decreto lavoro. Esoneri contributivi al 100% per chi assume donne disoccupate e giovani under 35. Nuove regole per i rider. E il salario giusto diventa il requisito di accesso a tutti gli incentivi.

Il governo ha approvato oggi, 28 aprile 2026, il decreto Primo Maggio. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri: «Un tassello di una strategia molto più ampia che ha l’obiettivo di sostenere la creazione di maggiore occupazione, stabile e di qualità.» Sul piatto ci sono quasi 960 milioni di euro tra misure già quantificate e coperture ancora da definire.

Vediamo cosa c’è dentro, senza giri di parole.

Bonus donne 2.0: fino a 800 euro al mese

Il cuore del decreto per l’occupazione femminile è l’esonero contributivo totale — 100% dei contributi previdenziali a carico del datore — per chi assume a tempo indeterminato donne lavoratrici svantaggiate entro il 31 dicembre 2026.

Chi rientra nella categoria? Donne di qualsiasi età, disoccupate da almeno 24 mesi, oppure prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi se appartenenti a categorie di svantaggio specifiche. L’esonero vale per un massimo di 24 mesi e ha un tetto di 650 euro mensili, che sale a 800 euro se la lavoratrice risiede nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno — Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo, Molise, più Marche e Umbria per le assunzioni successive al 31 dicembre 2025.

Condizioni da rispettare: l’assunzione deve generare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, e il datore non deve aver licenziato nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva. La copertura prevista è di 26,5 milioni nel 2026, 63,7 milioni nel 2027 e 51,3 milioni nel 2028.

Bonus giovani 2.0: under 35, proroga fino a dicembre

Il bonus giovani stava per scadere il 30 aprile — con il Milleproroghe era stato ridotto al 70%. Il decreto lo riscrive e lo prolunga fino al 31 dicembre 2026 al 100%.

Per tutte le assunzioni stabili di under 35 — mai occupati a tempo indeterminato in precedenza — è riconosciuto un esonero contributivo del 100% per 24 mesi, fino a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro per le assunzioni nelle regioni Zes. La dote è la più consistente del pacchetto: 109,7 milioni nel 2026, 252,4 milioni nel 2027 e 135,4 milioni nel 2028.

C’è anche un incentivo specifico per chi stabilizza un contratto a termine: per le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato di under 35 effettuate tra agosto e dicembre 2026, l’esonero è del 100% per 24 mesi fino a 500 euro mensili.

Bonus Zes 2.0: piccole imprese del Sud

Per le aziende con fino a 10 dipendenti che assumono nel Sud, il decreto introduce un esonero del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi, riservato a lavoratori con almeno 35 anni e disoccupati da almeno 24 mesi. Copertura: 26 milioni nel 2026, 60 milioni nel 2027 e 34 milioni nel 2028.

Il salario giusto: niente minimo legale, ma i contratti diventano obbligatori

È la novità più discussa. Il governo non introduce un salario minimo per legge — scelta politica ben precisa, che ha già sollevato le riserve della Cgil — ma crea un meccanismo alternativo: il “salario giusto” viene ancorato ai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

In pratica: nessuna azienda può applicare un contratto che preveda una retribuzione inferiore a quella del contratto nazionale più rappresentativo del settore. E, novità fondamentale, tutti gli incentivi del decreto sono accessibili solo a chi rispetta questa soglia salariale. Chi non applica il salario giusto è fuori da bonus, sgravi e agevolazioni.

Nelle offerte di lavoro e nelle comunicazioni obbligatorie diventa obbligatorio indicare il contratto collettivo applicato e la retribuzione prevista. Per i contratti scaduti, gli aumenti dei rinnovi decorrono dalla data di scadenza naturale del contratto precedente.

I rider: algoritmi trasparenti e accesso con SPID

Un capitolo specifico è dedicato al lavoro sulle piattaforme digitali. L’accesso alle app di consegna potrà avvenire solo tramite SPID, CIE o CNS, o con un sistema di autenticazione a più fattori fornito dalla piattaforma stessa. L’obiettivo è combattere il caporalato digitale — la pratica di intermediari che raccolgono account di lavoratori vulnerabili e li rivendono — e garantire che ogni lavoratore sia riconoscibile e tracciabile.

Le piattaforme dovranno garantire trasparenza sugli algoritmi che assegnano le consegne, per evitare discriminazioni. Il compenso minimo orario dovrà essere rispettato indipendentemente dal numero di consegne effettuate.

Conciliazione vita-lavoro: bonus per le aziende certificate

Le imprese in possesso della certificazione di parità di genere potranno accedere a un esonero contributivo fino all’1%, con un tetto massimo di 50.000 euro annui, entro un limite di spesa di 15 milioni l’anno. La certificazione non sarà più solo un bollino reputazionale, ma un vantaggio economico concreto.

Fondo nuove competenze: 500 milioni in più

Per la formazione, il decreto incrementa il Fondo nuove competenze di 500 milioni di euro nel 2026, destinati a finanziare ore di formazione collegate alle transizioni digitale, ecologica e organizzativa. I costi — retribuzione oraria e oneri contributivi — vengono coperti dal fondo.

Il nodo delle coperture

Non tutto è chiuso. Il valore già quantificato del decreto supera i 759 milioni nel triennio 2026-2028, ma alcune voci — in particolare l’incentivo alla stabilizzazione dei contratti a termine — hanno ancora importi non definiti. Il valore complessivo del provvedimento potrà salire dopo la chiusura delle coperture finanziarie.

FAQ

Cos’è il decreto Primo Maggio 2026? È il decreto lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 aprile 2026. Contiene incentivi per l’assunzione di donne, giovani under 35 e lavoratori nel Sud, introduce il concetto di “salario giusto” legato ai contratti collettivi e nuove regole per i rider delle piattaforme digitali.

Quanto vale il bonus donne 2026? Fino a 650 euro al mese di esonero contributivo totale per 24 mesi, che sale a 800 euro per le assunzioni nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno.

Chi può beneficiare del bonus donne? Le donne disoccupate da almeno 24 mesi, o prive di lavoro retribuito da almeno 12 mesi se svantaggiate, assunte a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2026.

Il bonus giovani è stato prorogato? Sì. Era in scadenza il 30 aprile 2026 ed è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026 al 100% dell’esonero contributivo, fino a 500 euro mensili.

Cos’è il salario giusto? Non è un minimo legale fisso, ma un parametro costruito sui contratti collettivi nazionali più rappresentativi. Chi non lo rispetta non può accedere ai bonus del decreto.

Cosa cambia per i rider? Accesso alle piattaforme solo con SPID, CIE o CNS. Obbligo di trasparenza sugli algoritmi. Misure contro il caporalato digitale.