La Battipagliese perde uno dei suoi volti più amati. È morto Giggino Maruottolo, ex calciatore bianconero degli anni Settanta, ricordato dalla società con un messaggio semplice, affettuoso, di quelli che non hanno bisogno di troppe parole per far capire il peso di un addio.
“La famiglia della Battipagliese1929 si stringe commossa alla famiglia Maruottolo per la scomparsa dell’amato Giggino, ex calciatore bianconero degli anni ’70”. Così il club ha voluto salutare un uomo che, per tanti tifosi e appassionati, non era soltanto un nome legato al passato sportivo della squadra. Era un pezzo di memoria cittadina, una presenza rimasta nel cuore di chi lo aveva conosciuto.
Il cordoglio della Battipagliese per Giggino Maruottolo
Il messaggio pubblicato dalla Battipagliese1929 ha raccolto in poco tempo decine di commenti. Non frasi di circostanza, ma ricordi veri, personali, quasi familiari. Ed è proprio lì, tra le parole lasciate da amici, tifosi ed ex compagni, che viene fuori il ritratto più bello di Giggino Maruottolo.
C’è chi lo chiama “grande capitano”, chi “grande persona”, chi semplicemente “Gigi” o “Giggino”, con quella confidenza affettuosa che si riserva a chi ha fatto parte della vita di una comunità. Non è curioso come certi nomi, anche dopo tanti anni, riescano ancora a unire generazioni diverse di tifosi?
La Battipagliese, nel suo post, ha espresso vicinanza alla famiglia Maruottolo, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Una frase, in particolare, ha colpito molti: “Che la terra ti sia lieve, Giggino”. Poche parole, ma dentro c’è tutto il sentimento di una società che saluta uno dei suoi.
Ex calciatore bianconero degli anni Settanta
Giggino Maruottolo viene ricordato dalla Battipagliese come ex calciatore bianconero degli anni ’70. Un dettaglio importante, perché colloca il suo nome dentro una stagione calcistica che, per chi ama la storia della squadra, ha un sapore particolare.
Gli anni Settanta furono un periodo intenso per il calcio locale. Le partite erano appuntamenti di paese, di quartiere, di amicizia. Si andava allo stadio per tifare, certo, ma anche per ritrovarsi. In quel calcio meno patinato e più ruvido, fatto di campi pesanti, maglie sudate e appartenenza vera, figure come Maruottolo diventavano punti di riferimento.
La Battipagliese, con i suoi colori bianconeri, ha sempre avuto un legame forte con la città. Chi ha indossato quella maglia non ha rappresentato soltanto una squadra, ma un’identità. E forse è anche per questo che la notizia della morte di Giggino ha toccato così tante persone.
I ricordi dei tifosi: “Grande capitano e grande persona”
Sotto il post della società sono arrivati tanti messaggi di cordoglio. Alcuni fanno intuire quanto Maruottolo fosse stimato non solo per quello che aveva dato in campo, ma anche per il modo in cui si era fatto voler bene fuori.
Vincenzo Anzalone lo ha salutato definendolo un “grande capitano” e una “grande persona”. Un altro commento lo ricorda come un uomo leale, rispettoso, un combattente in campo e fuori. Parole che pesano, perché vengono da chi evidentemente lo aveva visto giocare, conosciuto o incrociato nel mondo del calcio.
C’è anche chi immagina Giggino ancora con la sua maglia da titolare, “anche in Paradiso”. Una frase tenera, istintiva, di quelle che spesso dicono più di un lungo discorso. Perché il calcio, quando entra nella vita delle persone, resta lì. Cambiano le squadre, gli stadi, i campionati. Ma certi ricordi no.
Un lutto che attraversa la comunità bianconera
La morte di Giggino Maruottolo non è stata accolta come una semplice notizia sportiva. Dai messaggi pubblicati sui social emerge qualcosa di più profondo: il saluto a una persona conosciuta, rispettata, sentita come parte della famiglia bianconera.
In tanti hanno scritto “ciao Giggino”, “ciao Gigi”, “riposa in pace”, “condoglianze alla famiglia”. Frasi brevi, magari simili tra loro, ma sincere. E quando un post di cordoglio si riempie così rapidamente di ricordi e saluti, vuol dire che quella persona ha lasciato un segno.
Qualcuno lo chiama anche “Mister”, dettaglio che lascia intuire un possibile legame con il calcio anche dopo l’esperienza da calciatore. Al momento, però, il dato certo resta quello indicato dalla società: Maruottolo è stato un ex calciatore bianconero degli anni Settanta. Per il resto, meglio lasciare parlare i ricordi, senza aggiungere ciò che non è confermato.
Battipaglia saluta uno dei suoi
Il dolore della famiglia Maruottolo è diventato, in queste ore, anche il dolore di una parte della città sportiva. Battipaglia sa riconoscere chi ha indossato con orgoglio quei colori. E sa anche custodire certi nomi, soprattutto quando appartengono a un calcio vissuto con passione sincera.
Giggino Maruottolo se ne va lasciando dietro di sé l’immagine di un uomo amato, ricordato con rispetto e affetto. Non servono grandi titoli per raccontarlo. Basta leggere i messaggi di chi lo ha conosciuto: “un esempio”, “grande persona”, “grande capitano”, “sempre nel cuore”.
Alla famiglia Maruottolo, agli amici e a tutta la comunità bianconera va il cordoglio per una perdita che tocca il cuore sportivo di Battipaglia. Ciao Giggino, che la terra ti sia lieve.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






