Antonio Bianco morto a 79 anni dopo 3 settimane di agonia: Taggia piange “lo zio”, storico sacrestano e volto dello Sporting Taggia Sanremo, il dolore della moglie Rita, della figlia Rosanna e dei nipoti

Daniela Devecchi

Antonio Bianco morto a 79 anni dopo 3 settimane di agonia: Taggia piange “lo zio”, storico sacrestano e volto dello Sporting Taggia Sanremo, il dolore della moglie Rita, della figlia Rosanna e dei nipoti

Taggia ha perso uno di quei volti che sembravano esserci da sempre. Antonio Bianco, 79 anni, non ce l’ha fatta dopo tre settimane di agonia seguite all’incidente avvenuto mentre era in bicicletta. Una notizia che ha attraversato la città con il passo pesante delle cose difficili da accettare, perché Antonio non era soltanto un nome conosciuto: per tanti era semplicemente “lo zio”.

Antonio Bianco era così: presenza discreta nella vita religiosa di Taggia, storico sacrestano della Basilica Santuario della Madonna Miracolosa, e figura legata da anni allo Sporting Taggia Sanremo, dove era ricordato come un uomo di sport, di servizio e di comunità.

A piangerlo sono la moglie Rita, la figlia Rosanna, i generi Roberto e Marco, i nipoti Francesco, con Beatriz, e Marika. Ma il cordoglio, in queste ore, va molto oltre la famiglia. È quello di una città intera che saluta un uomo diventato, nel tempo, parte della sua memoria quotidiana.

L’incidente in bici e il ricovero al San Martino

L’incidente risale al 27 marzo 2026. Antonio Bianco si trovava in bicicletta a Taggia, nella zona di una rotatoria vicino all’Aurelia Bis, non lontano dal parco commerciale. Da quel momento è iniziata una lunga battaglia, durata circa tre settimane.

Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. Dopo i primi soccorsi, il 79enne è stato trasferito all’ospedale San Martino di Genova, dove è rimasto ricoverato fino al decesso. Giorni di attesa, di speranza, di paura. Quei giorni in cui una famiglia resta sospesa, aggrappata a ogni piccolo segnale, mentre fuori una comunità chiede notizie e spera nel miracolo.

Poi, purtroppo, è arrivata la notizia più dura. Antonio Bianco è morto, lasciando un vuoto profondo a Taggia e in tutti gli ambienti che aveva frequentato per una vita.

Chi era Antonio Bianco, per tutti “lo zio”

Antonio Bianco era una persona conosciutissima. Il soprannome “lo zio” racconta bene il tipo di affetto che lo circondava: non una notorietà distante, ma una vicinanza vera, familiare, fatta di saluti, ricordi, abitudini condivise.

Per anni era stato una presenza fondamentale nella Basilica Santuario della Madonna Miracolosa di Taggia. Il ruolo di sacrestano, spesso, viene visto da fuori come qualcosa di pratico: aprire, chiudere, sistemare, preparare. In realtà, dentro una comunità parrocchiale, significa molto di più. Significa esserci sempre. Conoscere le persone, accompagnare i momenti belli e quelli dolorosi, custodire gesti piccoli ma importanti.

Antonio lo faceva con costanza. Era uno di quegli uomini che non hanno bisogno di mettersi al centro per diventare indispensabili. Bastava la sua presenza.

Il legame con lo Sporting Taggia Sanremo

Accanto alla vita in Basilica, c’era anche il suo grande legame con il calcio locale. Antonio Bianco è stato per anni vicino allo Sporting Taggia Sanremo, realtà sportiva che lo ha ricordato con parole cariche di affetto.

Nel mondo del calcio dilettantistico, figure come la sua contano tantissimo. Non sono soltanto dirigenti, accompagnatori, collaboratori. Sono persone che tengono insieme tutto: i ragazzi, le famiglie, gli allenatori, gli spogliatoi, le trasferte, le giornate storte e quelle da festeggiare.

Antonio era considerato un pezzo di storia della società. Uno di quelli che conoscono il campo non solo per le partite, ma per tutto ciò che succede prima e dopo. Le attese, i consigli, le pacche sulle spalle, le parole giuste dette a un ragazzo nel momento giusto. Non è forse anche questo il cuore dello sport di provincia?

Per tanti giovani e per molte famiglie, “lo zio” era una presenza rassicurante. Una figura adulta, semplice, diretta, capace di trasmettere appartenenza senza grandi discorsi.

L’inchiesta sulla dinamica: indagato un automobilista

Sulla morte di Antonio Bianco è stata aperta un’inchiesta. Un automobilista di 70 anni, residente a Taggia, risulta indagato nell’ambito degli accertamenti sulla dinamica dell’incidente.

Le ipotesi di reato contestate riguardano omicidio stradale colposo, fuga e omissione di soccorso. Secondo quanto emerso, gli investigatori sarebbero risaliti all’uomo anche attraverso le immagini delle telecamere presenti nella zona e verifiche sulla targa del veicolo.

La vicenda, però, resta ancora da chiarire in modo definitivo. La difesa dell’automobilista contesta infatti la ricostruzione dell’urto e sostiene che il conducente non si sarebbe accorto della caduta. Per questo, al momento, è necessario mantenere cautela: saranno gli accertamenti tecnici e medico-legali a stabilire cosa sia accaduto davvero quel 27 marzo.

La Procura ha disposto l’autopsia per chiarire il nesso tra le lesioni riportate da Antonio Bianco e il decesso avvenuto dopo il lungo ricovero. Un passaggio fondamentale, anche per dare risposte alla famiglia.

L’ultimo saluto nella sua Basilica

I funerali di Antonio Bianco si sono svolti nella Basilica Santuario della Madonna Miracolosa di Taggia, lo stesso luogo che per tanto tempo lo aveva visto presente e attivo.

La comunità religiosa lo ha ricordato per il servizio svolto negli anni e per la disponibilità dimostrata in tanti momenti della vita parrocchiale. Parole semplici, ma pesanti. Perché certe persone non si misurano dai titoli, ma dal vuoto che lasciano quando non ci sono più.

Taggia saluta un uomo di comunità

La morte di Antonio Bianco colpisce perché racconta la perdita di un uomo profondamente legato al suo territorio. La Basilica, lo Sporting Taggia Sanremo, la famiglia, gli amici, i ragazzi incontrati nel mondo dello sport: tanti fili diversi che, messi insieme, compongono la storia di una vita vissuta accanto agli altri.