Francesco Ielá, morto il giornalista de “Il Lametino” a 42 anni: una vita interamente dedicata all’informazione locale

Giorgia Tedesco

E’ scomparso a soli 42 anni Francesco Ielá, giornalista pubblicista e storico collaboratore de Il Lametino, testata con la quale aveva costruito l’intero suo percorso professionale.

L’annuncio della morte di Francesco Ielà

La comunicazione ufficiale è stata diffusa dalla stessa redazione del quotidiano locale attraverso un articolo dal titolo “Ciao, Ciccio!”, in cui viene tracciato un ritratto umano e professionale del giornalista.

Una carriera nata e cresciuta nella redazione de “Il Lametino”

Francesco era giornalista pubblicista ormai da quasi vent’anni, e aveva iniziato il suo percorso nel mondo dell’informazione fin da ragazzetto, proprio all’interno de Il Lametino. Francesco cresce nel giornale: muove i primi passi nella redazione dell’edizione cartacea e successivamente nel settore online, fino a diventare un redattore stabile e punto di riferimento della testata

Il ricordo della redazione: professionalità e umanità

Nel messaggio di addio pubblicato dal giornale, la redazione sottolinea come Francesco Ielá non fosse soltanto un collega, ma una presenza fondamentale nella vita quotidiana della testata. Il quotidiano evidenzia inoltre come il suo contributo abbia lasciato un vuoto “incolmabile” sia sul piano professionale sia su quello umano.

Il percorso di studi e la formazione

Francesco Ielá aveva frequentato il Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Lamezia Terme, istituto cittadino da cui provengono numerosi professionisti del territorio e che rappresenta uno dei principali poli formativi della città. Il liceo, attivo dal 1969 e oggi situato in via Leonardo da Vinci, è noto per la sua forte vocazione scientifica, è vero. Ma anche per i numerosi progetti culturali e formativi rivolti agli studenti.

Il gesto finale della famiglia: la donazione degli organi

Uno degli aspetti più significativi riportati dalla testata riguarda la decisione della famiglia di autorizzare la donazione degli organi, permettendo così di offrire una speranza di vita ad altre persone. Un gesto definito come ultimo atto di generosità, che ha trasformato il dolore in un contributo concreto alla vita altrui.

La redazione de Il Lametino, insieme all’editore e ai collaboratori, si è stretta attorno alla famiglia del giornalista: la madre Santina, il padre Alberto e la sorella Elisa in questo momento di immenso dolore. I funerali sono stati fissati nella Chiesa del Santissimo Rosario, mentre la camera ardente è stata allestita presso la Casa Funeraria “Il Tempio”.