Calascibetta piange Salvatore Rosso, morto dopo un male incurabile: l’ex sindaco lascia la moglie e tre figli

Daniela Devecchi

Calascibetta piange Salvatore Rosso, morto dopo un male incurabile: l’ex sindaco lascia la moglie e tre figli

A Calascibetta oggi il dolore ha un nome preciso: Salvatore Rosso. La notizia della sua morte si è diffusa in poche ore. Se n’è andato dopo aver affrontato un male incurabile. Lascia la moglie e tre figli.

Per tanti non era soltanto un ex sindaco. Infatti, nel corso degli anni ha ricoperto diversi incarichi: consigliere comunale, assessore, sindaco.

Il suo percorso affondava le radici nell’area della Democrazia Cristiana, in una fase in cui anche nei piccoli centri siciliani le appartenenze politiche avevano un peso forte e riconoscibile. Il suo nome è stato accostato a quel mondo e a una stagione che, nel bene e nel male, ha segnato profondamente la vita amministrativa locale.

Gli anni in municipio

Sindaco di Calascibetta, nei primi anni Novanta per lui fu un periodo intenso, non semplice, dentro un’Italia che stava cambiando rapidamente e dentro una realtà locale dove ogni scelta amministrativa aveva un’eco immediata tra la gente.

Fare il sindaco in un paese come Calascibetta non significa entrare nelle case, nelle discussioni, persino nei silenzi del paese. Rosso quella stagione la visse da protagonista.

La sua candidatura fu sostenuta anche da ambienti politici importanti di quel tempo, segno di un profilo che andava oltre il semplice peso locale.

Una presenza rimasta anche dopo la fascia tricolore

La fine dell’esperienza da sindaco non coincise con l’uscita di scena. Anzi. Salvatore Rosso continuò a restare un riferimento per una parte della politica locale. Il suo nome continuò a circolare, a essere discusso, cercato, ascoltato.

Ed è forse questo uno degli aspetti che colpisce di più oggi, nel giorno della sua scomparsa: non era soltanto un ex amministratore appartenente al passato. Era una figura che, in modi diversi, era rimasta dentro la vita pubblica del paese anche negli anni successivi. Un uomo che conosceva bene persone, famiglie, dinamiche, equilibri e ferite di una comunità piccola ma politicamente vivace.

In fondo è anche per questo che la sua morte pesa così tanto. Perché con lui non scompare soltanto un ex sindaco. Se ne va un pezzo riconoscibile della storia di Calascibetta.
Per Calascibetta, Salvatore non era soltanto un nome negli archivi comunali. Era una figura concreta, riconoscibile, parte di una memoria ancora viva.

L’ultimo saluto

La sua scomparsa arriva dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo. Attorno alla famiglia, in queste ore, si sta stringendo l’abbraccio della comunità. Alla moglie e ai tre figli va il pensiero di chi oggi partecipa con commozione a questo lutto. I funerali sono stati fissati per venerdì 24 aprile alle ore 16, nella Chiesa Madre di Calascibetta

Un addio che chiude una stagione

Ci sono morti che fanno rumore per quello che interrompono nel presente. E poi ce ne sono altre che colpiscono perché riaprono il passato, i ricordi, le stagioni vissute. La scomparsa di Salvatore Rosso appartiene a questa seconda categoria.

Con lui se ne va uno dei protagonisti della vita politica xibetana, uno di quei nomi che, anche a distanza di anni, restavano immediatamente riconoscibili. Un uomo che ha attraversato il Comune da più posizioni e che ha lasciato un’impronta chiara nella storia amministrativa del paese.

Oggi Calascibetta lo saluta con tristezza sincera. E nel farlo saluta anche un pezzo della propria memoria.