Possiamo prevedere certe cose? Questa è la domanda che ronza, incessantemente, in testa da questa mattina, da dopo aver appresso quello che è successo questa notte a Catanzaro: una donna si è gettata nel vuoto dal balcone della propria abitazione portando con sé i tre figli piccoli.
Il dramma in via Zanotti Bianco
Il suicidio si è consumato in via Zanotti Bianco e, stando alle prime ricostruzioni, la donna si sarebbe lanciata dal terzo piano, scavalcando il parapetto del balcone. Stringeva, però, a sé i bambini. Il volo di diversi metri ha, inevitabilmente, provocato la morte della madre, morta sul colpo, e di due dei tre figli. I più piccoli avevano circa 4 anni e pochi mesi. La scena che si è presentata ai soccorritori è stata drammatica, segnata dalla violenza dell’impatto e dalla disperazione dei primi testimoni.
I soccorsi e la corsa contro il tempo
A chiamare i soccorsi sono stati i vicini, svegliati nel cuore della notte da urla spaventose. Così, in pochi minuti sono arrivati i membri 118 e le forze dell’ordine. I sanitari hanno provato disperatamente le manovre di rianimazione, ma per la donna e due dei bambini non c’è stato nulla da fare.
La terza figlia: ricoverata in condizioni gravissime
In questa tragedia, tutta via, sembra resistere una sola flebile speranza: la terza figlia, di circa 6 anni, è stata trovata ancora in vita. Così, è diventata una corsa contro il tempo adesso: la bambina è stata ricoverata in rianimazione. Le sue condizioni sono giudicate gravissime e la prognosi resta riservata, ma i medici stanno facendo il possibile per salvarle la vita, questo è certo.
Indagini aperte: nessuna ipotesi esclusa
Sul caso è stata immediatamente aperta un’indagine da parte della Procura di Catanzaro, mentre gli investigatori stanno lavorando per chiarire le cause del gesto, la situazione familiare ed eventuali segnali di disagio o difficoltà. Al momento, non viene esclusa alcuna ipotesi. Il gesto potrebbe rientrare nella tragica dinamica dei cosiddetti “suicidi allargati”, ma sarà necessario approfondire ogni elemento prima di trarre conclusioni.
Catanzaro: una comunità sotto shock
Lo shock quest’oggi è immenso nella popolazione. Il quartiere dove si è consumata la tragedia è stato avvolto da un clima di incredulità e dolore. Residenti e conoscenti parlano di una vicenda difficile da comprendere, maturata nel silenzio e sfociata in una delle forme più drammatiche di violenza familiare.
Episodi come questo si inseriscono in una categoria tragica e complessa: quella delle stragi familiari o suicidi allargati, fenomeni spesso legati a condizioni di fragilità psicologica, isolamento o crisi personali profonde.
Ogni caso, tuttavia, è unico e richiede indagini accurate per comprendere cosa possa aver portato a un gesto così estremo. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori accertamenti investigativi, eventuali testimonianze di familiari e conoscenti e aggiornamenti sulle condizioni della bambina sopravvissuta. La città trascorre queste ore in attesa di risposte, mentre il dolore per una tragedia così profonda continua a crescere.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
www.linkedin.com/in/giorgia-tedesco-b781401b6
Per eventuali rettifiche scrivere a giorgia.tedesco@alphabetcity.it






