Morto Emanuele di 16 anni, una malattia al cuore e il rap per raccontare tutto: Lecce piange un artista giovane e già vero

Daniela Devecchi

Updated on:

Emanuele aveva 16 anni, una malattia al cuore e il rap per raccontare tutto: Lecce piange un artista giovane e già vero

Era figlio della cantante Irene Lungo degli Opa Cupa. Combatteva con una grave patologia cardiaca fin dalla nascita. Aveva trovato nel rap il suo linguaggio. Gli amici gli hanno dedicato un murales.

Sedici anni. Una malattia al cuore con cui conviveva fin dal primo giorno di vita, diversi interventi, lunghi periodi tra ospedali e cure. E in mezzo a tutto questo, la musica — non come consolazione, ma come necessità. Emanuele se n’è andato, e Lecce si è fermata.

Il figlio della musica

Emanuele era figlio di Irene Lungo, voce degli Opa Cupa, una delle formazioni più radicate nella scena musicale salentina. Era cresciuto respirando musica da sempre, in una casa in cui i suoni non erano sottofondo ma sostanza. Negli ultimi tempi aveva fatto un passo in più: aveva cominciato a scrivere e incidere i suoi brani, da solo, seguendo una direzione precisa. Aveva scelto il rap.

Nei suoi testi chi lo conosceva riconosceva qualcosa di raro per un sedicenne: una sensibilità profonda, un bisogno autentico di dire le cose per quello che erano. Non pose, non imitazione. Parole che venivano da dentro, probabilmente anche da quel corpo che lo aveva messo alla prova fin troppo presto.

Sul palco con Cesare Dell’Anna

La sua strada stava prendendo forma. Aveva avuto anche l’occasione di salire sul palco accanto a Cesare Dell’Anna, figura centrale della scena musicale legata agli Opa Cupa e al progetto Giro di Banda. Un riconoscimento informale ma inequivocabile: c’era qualcosa, in quel ragazzo, che valeva la pena ascoltare.

Non ha fatto in tempo a mostrare fino in fondo cosa sarebbe diventato.

Il murales

Gli amici gli hanno dedicato un murales. È il modo in cui le generazioni giovani salutano chi non c’è più — lasciando un segno visibile sui muri, perché il dolore privato diventi qualcosa di condiviso, qualcosa che si può vedere camminando per strada.

Emanuele aveva sedici anni. Aveva una malattia, una voce, e qualcosa da dire. Lo stava già dicendo.