Gemelli morti a Magione: cos’è successo? Francesco e Giacomo Fierloni, 23 anni, stavano tentando di togliere un piccione dal palo dell’alta tensione: hanno cercato di salvarsi a vicenda

Giorgia Tedesco

La morte tragica e inaspettata di Francesco e Giacomo Fierloni, i gemelli di 23 anni rimasti folgorati nelle campagne di Magione, continua a scuotere profondamente non solo la provincia di Perugia, ma tutta la Nazione. Con il passare delle ore, emergono sempre più dettagli che aiutano a ricostruire non solo la dinamica della tragedia, ma soprattutto chi erano davvero i due ragazzi, restituendo il ritratto umano di due giovani legatissimi tra loro e al loro territorio.

Due fratelli, una vita condivisa in tutto

Francesco e Giacomo non erano semplicemente gemelli: erano inseparabili. Vivevano a Magione, in un contesto familiare solido e molto conosciuto nella zona. Il loro legame era evidente in ogni aspetto della quotidianità: lavoro, passioni, amicizie.

Avrebbero compiuto 23 anni a maggio, un traguardo che purtroppo non raggiungeranno mai. La loro morte simultanea ha amplificato il dolore della comunità, colpita dalla perdita di due giovani vite nello stesso istante e nello stesso drammatico contesto.

Il lavoro dei Fierloni: l’azienda di famiglia e l’impegno quotidiano

I due fratelli lavoravano insieme nella ditta termoidraulica del padre, un’attività radicata nel territorio e punto di riferimento per molti nella zona. Per loro, non era solo un impiego, ma un vero e proprio percorso di vita. Erano già pienamente inseriti nell’attività, contribuivano concretamente alla gestione e al lavoro operativo e rappresentavano il futuro dell’azienda di famiglia. Chi li conosceva li descrive come ragazzi seri, laboriosi e affidabili, cresciuti con il valore del lavoro e della responsabilità.

Le passioni: piccioni da richiamo e vita all’aria aperta

Oltre al lavoro, Francesco e Giacomo condividevano una passione molto particolare: quella per i piccioni da richiamo, attività che richiede competenza, pazienza e dedizione. Uscivano spesso insieme per allenare i volatili, conoscevano bene le tecniche e le attrezzature e vivevano questa passione come momento di libertà e contatto con la natura.

Proprio durante una di queste uscite si è consumata la tragedia: nel tentativo di recuperare un piccione finito su un palo elettrico, hanno utilizzato un’asta che ha provocato il contatto con i cavi ad alta tensione, generando una scarica letale. Un elemento che emerge da più ricostruzioni è il gesto estremo di uno dei due fratelli, che avrebbe cercato di salvare l’altro, rimanendo a sua volta folgorato. Un dettaglio che racconta più di ogni parola la profondità del loro legame.

Sport e vita sociale: due ragazzi comuni

I due gemelli erano anche appassionati di calcio e frequentavano spesso gli ambienti sportivi locali. Non erano personaggi isolati: al contrario, erano perfettamente integrati nella vita sociale del paese. Questo spiega perché la notizia della loro morte si sia diffusa rapidamente, generando una reazione emotiva così forte.

Anche perché, bisogna aggiungere, che tutte le testimonianze convergono su un punto: Francesco e Giacomo erano due “ragazzi d’oro”. Vengono ricordati come: educati e rispettosi, disponibili con tutti e molto legati alla famiglia, oltre che sempre pronti ad aiutare il prossimo. Un’immagine limpida, senza contraddizioni, che emerge sia dai racconti diretti sia dai messaggi di cordoglio apparsi sui social e nei media locali.

Il dramma della sera del 21 aprile

La sera della tragedia, i due erano usciti nel tardo pomeriggio con un furgone e l’attrezzatura per la loro attività. Non vedendoli rientrare, i familiari hanno iniziato a cercarli. Il ritrovamento dei corpi, avvenuto in una zona impervia, è stato un momento devastante: a trovarli è stato il padre insieme ad altri parenti, mentre i soccorsi, arrivati intorno alle 23:30, non hanno potuto fare nulla, la scarica elettrica, stimata intorno ai 20mila volt, è stata immediatamente fatale.

Una morte atroce e scioccante

A Magione il dolore è palpabile. La morte dei gemelli ha lasciato un vuoto enorme, non solo nella famiglia ma in tutto il tessuto sociale. Due vite semplici ma piene, interrotte in un istante. Due fratelli che hanno condiviso tutto, fino all’ultimo gesto.