Castello Brianza si è svegliata con una notizia che ha lasciato il paese senza parole. Luigina De Capitani è morta oggi, martedì 21 aprile 2026, all’età di 72 anni. Una scomparsa che colpisce profondamente la comunità, perché con lei se ne va una figura molto conosciuta, presente, radicata nella vita pubblica e civile del territorio.
Non era soltanto un’ex amministratrice. Per tanti cittadini, Luigina De Capitani ha rappresentato un volto familiare, uno di quelli che si associano subito a una stagione precisa della storia del paese. Il suo nome, negli anni, è diventato quasi inseparabile da quello del Comune, delle sue vicende politiche e anche di tante battaglie vissute da vicino.
Dieci anni alla guida del Comune
Il tratto più noto del suo percorso pubblico resta quello da sindaco di Castello Brianza. Luigina De Capitani ha guidato il Comune per due mandati consecutivi, dal 2004 al 2014, diventando una delle figure politiche più riconoscibili della realtà locale.
Erano anni in cui la sua presenza in municipio era costante, forte, visibile. Prima ancora di arrivare alla carica di primo cittadino aveva già maturato esperienza amministrativa, costruendo passo dopo passo un rapporto diretto con il territorio. Poi, una volta eletta, aveva consolidato quel legame con una lunga esperienza di governo del paese.
Nel 2009 arrivò anche la conferma alle urne, con una rielezione che rafforzò ulteriormente il suo peso politico. Quel risultato segnò uno dei momenti più alti della sua carriera pubblica e certificò il consenso raccolto in una parte importante della comunità.
Un nome legato alla storia recente di Castello Brianza
Ci sono sindaci che passano quasi in silenzio, e altri che invece restano associati a decisioni, opere e fasi delicate della vita di un Comune. Luigina De Capitani appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Il suo nome viene ricordato soprattutto per alcuni momenti chiave dell’amministrazione cittadina, a partire dalla gestione dell’emergenza frana, una vicenda particolarmente pesante anche sul piano personale. Non fu infatti un episodio osservato da lontano: quella situazione la toccò da vicino, fino a coinvolgere anche la sua abitazione. Un dettaglio che, ancora oggi, restituisce la misura concreta di quanto quelle settimane siano state difficili.
Accanto a questo, resta nella memoria del paese anche la realizzazione del sovrappasso, opera diventata negli anni uno dei simboli più riconoscibili della sua amministrazione. Per molti cittadini è uno dei segni più tangibili lasciati dal suo mandato.
La politica, poi il ritorno tentato
Anche dopo la fine dei dieci anni da sindaco, Luigina De Capitani non sparì dalla scena. Anzi, continuò a seguire la vita pubblica del paese, restando una figura attiva e riconoscibile anche dai banchi dell’opposizione.
Nel 2014, conclusa l’esperienza da sindaco, il suo schieramento lasciò la guida del Comune. Ma il suo nome rimase centrale nelle dinamiche locali. E in effetti, qualche anno più tardi, tentò anche il ritorno: nel 2019 si ricandidò alla carica di primo cittadino, senza però riuscire a riconquistare il municipio.
Quel passaggio racconta bene quanto il suo legame con la politica non fosse stato affatto superficiale. C’era ancora la volontà di esserci, di mettersi in gioco, di tornare a rappresentare il paese. Anche quando il risultato non le diede ragione, la sua figura rimase comunque una presenza importante nella memoria politica di Castello Brianza.
Non solo istituzioni: il suo impegno nel volontariato
Ridurre Luigina De Capitani alla sola dimensione amministrativa, però, sarebbe incompleto. Il suo nome era conosciuto anche per l’impegno nel sociale e nel volontariato, un aspetto che oggi rende il ricordo ancora più intenso.
Faceva parte della Foglia Verde ODV di Castello Brianza ed era impegnata anche nel volontariato presso l’Ospedale di Lecco. È un elemento che pesa molto nel ritratto umano che emerge in queste ore. Perché dice qualcosa di più profondo: il desiderio di restare utile, vicina, presente, anche oltre la politica e oltre i ruoli ufficiali.
In fondo è proprio questo che rende certe figure difficili da dimenticare. Non il titolo che hanno avuto, ma il modo in cui hanno attraversato il proprio paese, intrecciando relazioni vere, contatti quotidiani, disponibilità concreta.
Il dolore della comunità
Quando viene a mancare una persona così nota in un piccolo centro, il dolore assume subito una forma collettiva. Non riguarda solo chi le voleva bene da vicino, ma attraversa strade, ricordi, parole scambiate negli anni. In queste ore, a Castello Brianza, il sentimento sembra essere proprio questo: la sensazione di aver perso una donna che, nel bene o nel male, faceva parte della storia del paese.
Luigina De Capitani viene ricordata come una persona legata alla famiglia, alle tradizioni e alla vita della comunità. Ed è forse questo il punto che più colpisce. Al di là della politica, delle elezioni, delle maggioranze e delle opposizioni, resta l’immagine di una presenza costante, di una donna che per lungo tempo ha avuto un ruolo preciso nella quotidianità del territorio.
Quando saranno i funerali
I funerali di Luigina De Capitani saranno celebrati giovedì 23 aprile 2026 alle ore 15, nella chiesa di San Lorenzo a Castello Brianza, indicata anche come chiesa di Cologna.
Lascia il marito Sergio Riva e i figli Riccardo e Lorenzo, insieme alle rispettive famiglie. Ed è proprio accanto a loro che oggi si stringe l’abbraccio del paese, in un momento in cui la cronaca lascia inevitabilmente spazio al silenzio, al rispetto e alla memoria.
L’addio a una figura che resterà nel ricordo del paese
La morte di Luigina De Capitani chiude davvero una pagina importante della storia recente di Castello Brianza. Per alcuni resterà l’ex sindaco che ha guidato il Comune per dieci anni. Per altri sarà la donna del volontariato, la presenza familiare, il volto noto incrociato per anni nella vita del paese.
Ma c’è una cosa che sembra mettere tutti d’accordo: il suo nome non passerà inosservato nella memoria della comunità. Quando una persona lascia un segno autentico nel luogo in cui ha vissuto e operato, il ricordo non ha bisogno di troppe spiegazioni. Resta. E basta.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






