Inchiesta all’ospedale Guido Compagna di Corigliano-Calabro: Leonardo De Leo, 64 anni, ex comandante dei carabinieri di Francavilla muore per un presunto caso di malasanitĂ 

Giorgia Tedesco

Leonardo De Leo, ex comandante della stazione dei carabinieri di Francavilla, è morto all’ospedale Guido Compagna, eppure qualcosa sembra non tornare ai familiari, e a quanto pare, neppure alle autoritĂ . Si sospetta un altro caso di malasanitĂ  locale: sequestrate salma e cartella clinica.

Cos’è successo all’ospedale Guido Compagna?

Una morte inaspettata, non prevista: ma per davvero. Appare ancora tutta da chiarire la vicenda che nelle ultime ore ha sconvolto la serenità cosentina e l’ambiente dell’Arma. Un ex comandante dei Carabinieri, Leonardo De Leo, 64enne, già alla guida della stazione di Francavilla Marittima, è deceduto nelle scorse ore all’ospedale Guido Compagna di Corigliano-Rossano. Una vicenda che, nel giro di poche ore, si è trasformata in un caso giudiziario, con l’ipotesi , sempre da verificare, di presunta malasanità.

Il malore e il ricovero: condizioni inizialmente non gravi

Secondo quanto ricostruito dalle prime informazioni diffuse da più testate locali, tra cui Gazzetta del Sud e Cosenza Channel, l’uomo si era recato al pronto soccorso accusando alcuni disturbi. In un primo momento il quadro clinico non avrebbe destato particolare allarme, tanto da non far presagire un epilogo così drammatico. Nel giro di poche ore, però, la situazione sarebbe precipitata: un peggioramento improvviso che ha portato al decesso, lasciando sgomenti familiari e colleghi.

Il profilo di Leonardo De Leo: una figura stimata dell’Arma

L’ex comandante aveva alle spalle una lunga carriera nell’Arma dei Carabinieri, era, infatti, giĂ  stato comandante della stazione di Francavilla Marittima, piccolo centro del cosentino, dove aveva costruito nel tempo un rapporto diretto con i cittadini. Chi lo conosceva lo descrive come un militare esperto, contraddistinto da una certa riservatezza, forse austera, ma che non si tirava mai indietro di fronte alla possibilitĂ  di essere utile. E, anche dopo il pensionamento continuava a essere una figura gradita nella comunitĂ  locale, segno di un servizio svolto con continuitĂ  e senso del dovere.

L’esposto dei familiari: “Vogliamo la verità”

A far scattare l’inchiesta è stata la reazione della famiglia, che non si è rassegnata alla dinamica della morte. I parenti hanno presentato una denuncia chiedendo di accertare eventuali responsabilità mediche.

Al centro dei dubbi ci sono la gestione del paziente nelle prime ore, la tempestivitĂ  degli accertamenti diagnostici e le decisioni cliniche adottate durante il ricovero. Tante domande, un insieme di interrogativi che ha portato la Procura ad aprire un fascicolo per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Sequestro della salma e della cartella clinica

Gli inquirenti hanno disposto immediatamente il sequestro della salma e della cartella clinica, mentre il corpo è stato trasferito per gli accertamenti medico-legali, e tutta la documentazione sanitaria è ora al vaglio degli investigatori. Passaggi fondamentali per ricostruire con precisione cosa sia accaduto nelle ore precedenti al decesso. L’ipotesi di reato, al momento, è quella tipica dei casi di presunta malasanità: si procederà per verificare se vi siano stati errori, omissioni o ritardi tali da aver inciso sull’esito finale. Ma, sarà l’autopsia a fornire le risposte più importanti.

Francavilla distrutta per la perdita del comandante Leonardo De Leo

Notizie di questa portata tendono a diffondersi velocemente, soprattutto quando riguardano personaggi noti come De Leo, anche se solo nella piccola comunità della provincia di Cosenza. Tutti i colleghi, al momento, non possono fare a meno, superato lo sbigottimento comprensibile, di ricordare un uomo che è stato, oltre che ufficiale, un amico, un fratello e spesso una spalla.

La vicenda, inoltre, al di là del peso personale che porta con sé, riporta al centro dell’attenzione il tema della sanità in Calabria. Episodi simili, quando emergono dubbi sulla gestione clinica, alimentano un clima di sfiducia e richiedono risposte rapide e trasparenti.

L’inchiesta appena avviata rappresenta ora l’unico strumento per fare chiarezza, e, in attesa di ciò, la sola cosa che resta è la consapevolezza di una perdita importante, tanto familiare, quanto comunitaria.