Morto in caserma a La Spezia un carabiniere di 24 anni: accertamenti in corso, cordoglio dell’Arma

Serena Comito

Muore in caserma a La Spezia un carabiniere di 24 anni: accertamenti in corso, cordoglio dell'Arma

Aveva 24 anni. Era arrivato al Levante ligure dalla Campania, come fanno tanti giovani militari che si formano alla Scuola Marescialli e poi vengono assegnati lontano da casa. Sabato 18 aprile 2026, poco dopo mezzogiorno, è morto all’interno della caserma della Compagnia dei Carabinieri della Spezia, in via Carlo Alberto dalla Chiesa.

I soccorsi sono arrivati. Non c’è stato niente da fare.

La notizia e il silenzio

Il nome del giovane non è ancora stato reso pubblico nelle comunicazioni ufficiali. Le autorità stanno ancora ricostruendo la dinamica esatta della vicenda. Primocanale, testata ligure, ha riportato la notizia già nelle prime ore del pomeriggio con una sintesi secca: carabiniere si toglie la vita in caserma alla Spezia.

Poco altro, almeno per ora. È il tipo di notizia che le cronache locali consumano in poche righe, una data, un’età, un luogo. Eppure dietro c’è una famiglia in Campania che oggi ha ricevuto la telefonata più brutta della propria vita. C’è una caserma svuotata dal silenzio. Ci sono colleghi che lo conoscevano, che ci lavoravano ogni giorno.

Chi era

Si era formato alla Scuola Marescialli — il percorso che forma i sottufficiali dell’Arma — e da qualche anno prestava servizio nel Levante ligure. Chi lo conosceva lo descrive come un giovane serio, stimato, con un forte senso del dovere. Ventiquattro anni, il grado di maresciallo, una vita intera davanti.

Il SIM Carabinieri, il sindacato dell’Arma, ha diffuso un messaggio di cordoglio nelle ore successive alla notizia, definendo questa una giornata di profondo dolore e silenzio, ricordando il militare per la sua dedizione e il suo spirito di servizio. Parole di vicinanza ai familiari, agli amici, ai colleghi.

Un’emergenza che non si può più ignorare

La morte di questo ragazzo non arriva nel vuoto. Arriva in un anno che sta già pesando, e molto, sull’Arma. Dall’inizio del 2026, sono già cinque i carabinieri che hanno deciso di togliersi la vita in tutta Italia — una statistica agghiacciante se si considera che siamo a poco meno di tre mesi dall’inizio dell’anno.

Con un bilancio che raggiunge i cinque casi totali dall’inizio del 2026, il problema del supporto psicologico ai militari diventa una priorità assoluta. Non si tratta di casi isolati, ma di una sequenza temporale ristrettissima che richiede interventi strutturali.

Il SIM Carabinieri su questo tema ha una posizione precisa da anni. Quando un Comandante sceglie di parlare apertamente di sofferenza, fragilità, disagio psicologico e suicidi tra i militari, non sta compiendo un atto ordinario. Sta riconoscendo che dietro l’uniforme ci sono donne e uomini, con famiglie, tensioni, malattie e difficoltà che non sempre trovano spazio di ascolto.

I numeri del problema, nel tempo, sono stati fotografati con precisione dai sindacati militari. Nel triennio 2023–2025, nel solo 2023 si sono registrati circa trentanove suicidi tra Forze Armate e Forze di Polizia. Nel 2024 le stime parlano di un numero ancora più alto, con circa cinquanta casi nell’arco dell’anno.

E non è solo una questione di numeri. È una questione di come si vive dentro a una caserma quando si è lontani da casa, giovani, soli, con turni pesanti e poco spazio per chiedere aiuto senza temere di essere giudicati. Tra i fattori ricorrenti emergono: turni prolungati, carichi di lavoro pesanti, contatto quotidiano con violenza ed emergenze. E ancora: persistente timore di dichiarare disagio psicologico, paura di ripercussioni sulla carriera. Senso di solitudine emotiva, soprattutto nei giovani militari trasferiti lontano da casa.

Proprio questo ultimo punto — la lontananza da casa — è uno dei fili che attraversa tante di queste storie. Ragazzi del Sud che vanno al Nord, o viceversa. Che costruiscono una vita in un posto che non è il loro, senza una rete attorno. Con l’uniforme addosso anche quando la tolgono.


Il nodo del chiedere aiuto

C’è un dato che i sindacati militari ripetono da anni, e che spiega molte cose. I soldati di solito non sono richiamati a controlli psicologici se non su loro specifica richiesta o quando si è già evidenziato un disturbo. In tal caso viene messa in valutazione la loro idoneità al servizio e così i militari preferiscono curarsi le ferite da soli. Dire

Finire in infermeria, vedersi ritirare l’arma di ordinanza, rischiare una nota sul fascicolo. Sono gli spettri che frenano chi potrebbe parlare. In Italia si assiste a un suicidio in divisa ogni sei giorni, in media, un numero significativamente più elevato rispetto al resto della popolazione.

A marzo 2026 è nato anche un Nucleo d’ascolto interforze — un gruppo informale di agenti in servizio e in congedo che offre supporto ai colleghi in difficoltà, al di fuori delle gerarchie. La scelta di totale indipendenza è stata fatta per permettere ai colleghi di superare il timore dello stigma sociale e la paura di essere giudicati deboli dai superiori. Un segnale che qualcosa si muove, anche dal basso. Ma non basta.

FAQ

Dove è morto il carabiniere alla Spezia il 18 aprile 2026? All’interno della caserma della Compagnia dei Carabinieri della Spezia, in via Carlo Alberto dalla Chiesa, nella mattinata di sabato 18 aprile 2026.

Quanti anni aveva il carabiniere morto alla Spezia? Aveva 24 anni. Era originario della Campania e si era formato alla Scuola Marescialli dei Carabinieri.

Cosa sappiamo sulle cause della morte? Secondo quanto riportato da Primocanale, il giovane militare si sarebbe tolto la vita. Gli accertamenti ufficiali sono ancora in corso e le autorità non hanno ancora rilasciato una comunicazione definitiva.

Chi ha espresso cordoglio per la morte del giovane carabiniere? Il SIM Carabinieri ha pubblicato un messaggio ufficiale, parlando di una giornata di profondo dolore e ricordando il militare per la sua dedizione e il suo spirito di servizio.

Quanti carabinieri si sono tolti la vita nel 2026? Dall’inizio del 2026, i casi documentati tra i militari dell’Arma sono già diversi. Secondo i dati riportati da Infodifesa, nei soli primi mesi dell’anno si sono contati almeno cinque suicidi tra i carabinieri, un dato che i sindacati definiscono una vera emergenza nazionale.