È morto Stefano Talice, il padre del flair bartending in Italia: aveva 57 anni. Il beverage italiano perde una delle sue figure più amate

Serena Comito

È morto Stefano Talice, il padre del flair bartending in Italia: aveva 57 anni. Il beverage italiano perde una delle sue figure più amate

Se ne è andato a 57 anni, e chi lo conosceva sa benissimo cosa vuol dire. Stefano Talice, milanese classe ’68, figura di riferimento della bar industry italiana da oltre trent’anni, è morto. La notizia sta circolando con forza sui social, accompagnata da messaggi di cordoglio che arrivano da ogni angolo del mondo del beverage. Il nome compare anche nella sezione necrologi delle Onoranze Funebri Dell’Orto di Seregno.

Causa della morte, data e luogo dei funerali non sono ancora stati resi pubblici. Quello che è certo è che il settore ha perso uno dei suoi protagonisti più autentici.

Il padre del flair in Italia

Parlare di Stefano Talice significa parlare di una storia che inizia nei primissimi anni Novanta, quando in Italia il flair bartending era praticamente sconosciuto. Fu lui, insieme a Gianluca Pomati, a importare le prime attrezzature per il flair nel paese. Nel 1992, portando in Italia il bartender portoghese Paulo Ramos, contribuì a fondare la prima scuola italiana di flair. Da quel momento in poi, decine e decine di bartender italiani oggi apprezzati a livello internazionale si sono formati attraverso le scuole e i percorsi che Talice aveva contribuito a costruire.

Non era solo un formatore. Era uno di quei professionisti capaci di stare dentro al mercato a 360 gradi: dal bancone alla distribuzione, dalla formazione alla strategia commerciale. Dal 2005 in poi aveva ricoperto ruoli di primo piano in aziende di produzione e distribuzione spirits, come Sales Manager e responsabile canale Super HoReCa. Dal gennaio 2021 era entrato in Mercanti di Spirits come HoReCa Channel Director, ruolo che aveva lasciato il posto, dal febbraio 2022, a quello di Direttore Vendite canale normal trade. Collaborazioni con centinaia di realtà del comparto, lanci di brand, formazione di bartender: un curriculum che racconta da solo il peso di una presenza.

“Spingere, spingere, spingere”

Chi seguiva Stefano Talice sui social riconosceva subito il suo motto: “Spingere, spingere, spingere”. Non era uno slogan. Era un modo di stare nel lavoro, nell’entusiasmo, nel rapporto con le persone. Aveva circa 1.900 follower su Instagram e oltre 5.000 like sulla sua pagina Facebook, numeri che per un professionista del settore pesano più di molti influencer con sei zeri. Il cordoglio che sta arrivando in queste ore da colleghi, amici e bartender di ogni generazione dice tutto sulla qualità delle relazioni che aveva costruito.

Tra i ricordi più sentiti quello di Gianluca Pomati — suo storico socio nelle avventure del flair — e del fratello Luca Talice.

FAQ

Chi era Stefano Talice? Milanese, classe 1968, era uno dei massimi esperti di spirits e bar industry in Italia. È considerato uno dei padri del flair bartending nel nostro paese, che contribuì a introdurre nei primi anni Novanta.

Quanti anni aveva Stefano Talice? Aveva 57 anni.

Di cosa si occupava professionalmente? Negli ultimi anni era Direttore Vendite di Mercanti di Spirits. In precedenza aveva ricoperto ruoli strategici in diverse aziende del settore spirits per oltre 35 anni.

Cosa si sa sulla sua morte? La notizia è confermata dai necrologi e dal cordoglio social già in circolazione. Causa della morte, data e luogo dei funerali non sono ancora stati resi pubblici.

Cos’è il flair bartending? È la tecnica acrobatica di preparazione dei cocktail, fatta di lanci, prese e movimenti spettacolari. Talice fu tra i primi a importarne le attrezzature in Italia e tra i fondatori della prima scuola italiana di flair nel 1992.