C’è una data che, per chi ha cartelle da sistemare, in queste settimane pesa parecchio: 30 aprile 2026. È quello il termine da segnare in rosso per la domanda di adesione alla rottamazione quinquies. Ed è bene chiarirlo subito, senza creare confusione inutile: il 30 aprile non è la scadenza del pagamento, ma l’ultimo giorno utile per inviare la richiesta all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La domanda, peraltro, non si presenta in ufficio e non si spedisce in modo tradizionale: va fatta solo online, come previsto dalla Legge n. 199/2025.
È il punto che molti stanno cercando in queste ore, anche perché il conto alla rovescia è partito davvero. Le ultime notizie diffuse oggi parlano apertamente di “scadenza in arrivo” e ricordano che chi vuole aderire deve muoversi entro fine mese, senza sforare di un giorno. Chi resta fuori dal termine, resta fuori dalla misura.
Cosa significa rottamazione quinquies
La rottamazione quinquies è una nuova definizione agevolata dei debiti affidati alla riscossione. In parole semplici, permette di chiudere alcune posizioni versando l’importo dovuto senza corrispondere sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. È questo il vantaggio vero della misura: alleggerire il peso finale del debito e dare una via d’uscita più sostenibile a chi ha cartelle aperte da anni.
La finestra temporale coperta dalla misura riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Non tutto, quindi. Non ogni debito, non qualsiasi cartella. Per capire con precisione cosa rientra nel proprio caso, l’Agenzia invita infatti a consultare il Prospetto informativo, che serve proprio a individuare i carichi effettivamente definibili e l’importo dovuto in misura agevolata.
Tra gli esempi richiamati nelle fonti ufficiali e nei lanci di servizio ci sono, in particolare, alcune somme derivanti da imposte dichiarate ma non versate, omessi versamenti di contributi Inps non richiesti a seguito di accertamento e sanzioni amministrative affidate dalle Prefetture, comprese quelle per violazioni del Codice della strada. Ma la verifica vera, quella da fare prima di muoversi, resta sempre una: controllare i carichi ammissibili nel prospetto.
Il punto che molti sbagliano: 30 aprile non è la data del pagamento
Qui serve essere netti. Chi cerca “rottamazione quinquies ultima data 30 aprile” spesso pensa che quella sia la scadenza per versare la prima rata. Non è così. Il 30 aprile 2026 è il termine per presentare la domanda di adesione. Dopo, toccherà all’Agenzia delle Entrate-Riscossione inviare la risposta con l’esito della richiesta e il dettaglio delle somme da pagare. Questa comunicazione dovrà arrivare entro il 30 giugno 2026.
Solo dopo quella comunicazione si passa alla fase del pagamento. Chi sceglie l’unica soluzione dovrà versare tutto entro il 31 luglio 2026. Chi invece preferisce la dilazione potrà pagare fino a un massimo di 54 rate bimestrali in 9 anni, con le prime tre scadenze fissate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026. Nel caso di pagamento rateale, si applicano interessi del 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026 e ciascuna rata non può essere inferiore a 100 euro.
Come si presenta la domanda
Anche qui non c’è molto da interpretare: la domanda si presenta esclusivamente in via telematica sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le strade sono due. La prima passa dall’area riservata, con accesso tramite Spid, Cie o Cns e, per professionisti e imprese, anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso il sistema mostra direttamente i debiti “rottamabili”, così il contribuente può selezionare quelli che vuole inserire nella richiesta.
La seconda strada è l’area pubblica. Si può usare anche senza credenziali, ma bisogna allegare la documentazione di riconoscimento e seguire la procedura prevista dal portale. In entrambi i casi va indicato se si intende pagare in un’unica soluzione oppure a rate.
C’è poi un passaggio utile, spesso sottovalutato: prima ancora di fare domanda, è possibile chiedere il Prospetto informativo. Serve a capire quali debiti rientrano davvero nella misura e quanto si andrebbe a pagare in forma agevolata. È disponibile sia dall’area riservata sia dall’area pubblica del sito.
Cosa succede dopo l’invio
Una volta inviata la domanda, il contribuente non resta nel vuoto. Entro il 30 giugno 2026 Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà inviare la Comunicazione delle somme dovute, con l’esito della richiesta, l’ammontare da versare e i moduli di pagamento. È da quel momento che il quadro diventa definitivo.
Le fonti di servizio ricordano anche che, dopo la presentazione della domanda, scattano alcuni effetti di tutela: non vengono avviate nuove azioni esecutive sui carichi inseriti e quelle in corso si fermano nei casi previsti dalla legge, mentre restano fermi gli eventuali provvedimenti già iscritti, come ipoteche o fermi amministrativi.
Perché conviene muoversi adesso
Il vero rischio, a questo punto, non è capire male la misura. È arrivare lunghi. Il 30 aprile è vicino, e il meccanismo non lascia molto spazio agli indugi. Le ultime ricognizioni delle agenzie di stampa insistono proprio su questo: siamo nella fase finale utile per aderire, e la misura consente di pagare il dovuto senza il peso di sanzioni, interessi e aggio, oppure di spalmarlo in un arco più ampio se si sceglie la rateazione.
Tradotto: chi ha cartelle o avvisi che potrebbero rientrare nella rottamazione quinquies farebbe bene a verificare subito il prospetto, invece di arrivare all’ultima sera. Perché il punto non è solo aderire. È capire prima se conviene davvero, quali carichi inserire e come costruire un piano di pagamento sostenibile.
FAQ
Qual è l’ultima data per la rottamazione quinquies?
L’ultima data utile è il 30 aprile 2026, ma riguarda la domanda di adesione, non il pagamento.
Come si fa domanda per la rottamazione quinquies?
La richiesta va presentata solo online sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, tramite area riservata o area pubblica.
Quando arriva la risposta dell’Agenzia?
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione deve inviare la Comunicazione delle somme dovute entro il 30 giugno 2026.
Quando si paga la prima rata della rottamazione quinquies?
La prima scadenza è il 31 luglio 2026. Le successive, in caso di rateazione, sono fissate al 30 settembre e 30 novembre 2026.
Quante rate si possono chiedere?
Si può pagare in un’unica soluzione oppure fino a 54 rate bimestrali in 9 anni, con rata minima di 100 euro e interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026 in caso di dilazione

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






