Finnian Garbutt morto a 28 anni, addio all’attore di Hope Street: il cancro, il peggioramento improvviso e l’ultimo saluto della famiglia

Serena Comito

Finnian Garbutt morto a 28 anni, addio all’attore di Hope Street: il cancro, il peggioramento improvviso e l’ultimo saluto della famiglia

La notizia è arrivata nelle ultime ore e ha colpito in pieno il pubblico di Hope Street. Finnian Garbutt è morto a 28 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. A comunicarlo è stata la sua famiglia, spiegando che l’attore è morto a casa, circondato dalle persone che amava, dopo un rapido peggioramento delle sue condizioni.

Garbutt era diventato noto soprattutto per il ruolo di PC Ryan Power nella serie BBC ambientata in Irlanda del Nord, ma negli ultimi mesi il suo nome era finito al centro dell’attenzione per motivi ben più duri. Aveva scelto di raccontare pubblicamente la malattia, senza teatralità e senza frasi costruite. A marzo aveva scritto che il tumore era avanzato in modo rapido e che stava entrando nelle ultime fasi della sua vita. Poco dopo era arrivato anche il passaggio alle cure hospice.

La malattia e il peggioramento

Da quanto emerge dalle ricostruzioni pubbliche, Garbutt conviveva con la malattia da circa quattro anni. Il tumore era un melanoma, quindi una forma aggressiva di cancro della pelle, diagnosticata quando era ancora molto giovane. Nel tempo aveva affrontato interventi pesanti e cure complesse, ma la situazione era peggiorata fino alla diffusione della malattia in altri organi. Nelle settimane più recenti lui stesso aveva raccontato dolori sempre più forti e un quadro ormai compromesso.

Uno dei passaggi che aveva colpito di più chi lo seguiva era stato proprio il tono con cui aveva parlato del suo stato. Niente piagnistei, niente retorica. Aveva detto in sostanza che, anche se la notizia era devastante, voleva vivere il tempo rimasto con la sua famiglia e i suoi amici, senza dover spiegare tutto uno per uno. Una frase semplice, ma devastante, perché faceva capire che il confine era ormai lì, davanti a lui.

Chi era Finnian Garbutt

Finnian Garbutt era originario di Bangor, in Irlanda del Nord, e si era diplomato al Royal Welsh College of Music & Drama nel 2019. Negli anni successivi aveva costruito un percorso che, pur essendo ancora all’inizio, stava prendendo una forma concreta. Dopo le prime esperienze era arrivato Hope Street, la serie che lo aveva fatto conoscere a un pubblico più ampio. Aveva anche recitato in Casualty e nel film Housejackers, presentato al Belfast Film Festival.

Il suo profilo pubblico, almeno per quello che si vede, dava l’idea di un attore serio, ancora in piena corsa, con la sensazione concreta di avere davanti gli anni in cui tutto poteva crescere davvero.

La moglie Louise, la figlia Saoirse e la raccolta fondi

Nelle ultime settimane si era parlato molto anche della sua famiglia. Finnian Garbutt lascia la moglie Louise e la figlia piccola Saoirse. La raccolta fondi aperta per aiutarli era nata proprio da lì, dal timore concreto che il tempo fosse poco e dalla necessità di garantire un sostegno economico a chi sarebbe rimasto. La campagna ha raccolto una cifra altissima, segno di quanto la sua storia avesse toccato persone ben oltre il piccolo schermo.

Il dato più duro, forse, è un altro: Garbutt aveva raccontato di aver ricevuto la diagnosi terminale poco prima di diventare padre. In mezzo a questa tragedia aveva comunque continuato a fare progetti, a lavorare, a vivere passaggi enormi della sua vita. Aveva parlato con orgoglio del matrimonio, della casa comprata, della figlia, del film girato, della serie tv. Non come chi fa un bilancio solenne, ma come chi guarda in faccia la realtà e dice: almeno queste cose le ho vissute davvero.

L’addio e il cordoglio

Dopo la notizia della morte, sui social e sui siti di spettacolo stranieri sono comparsi messaggi di cordoglio, rilanci e tributi. Il punto centrale, però, resta il messaggio diffuso dalla famiglia: parole piene di dolore, ma anche di gratitudine verso chi è rimasto vicino a Finnian nel periodo più duro. Il racconto che esce da queste ore è quello di un addio intimo, familiare, lontano dal clamore, anche se la notizia ormai ha fatto il giro del Regno Unito e non solo.