Ciro Varlese se n’è andato. Un metro e novantasei, ala grande, uno di quei giocatori che nei campionati campani degli anni Ottanta e Novanta tutti ricordavano per come saltava — filiforme, esplosivo, letale vicino all’area colorata.
Era classe 1962, nato a Ponticelli. Il basket lo aveva portato in giro per la Campania, poi fino a Capri, poi ancora più lontano — alla fine viveva in Polonia, con una compagna e un figlio di 13 anni, Enrico, che ha già preso la sua strada nel basket.
Marigliano e Capri: le stagioni che lo hanno reso leggendario
A Marigliano aveva formato con Pietro Spaccaforno uno di quei tandem che chi li ha visti giocare non ha dimenticato. Due ali complementari, un’intesa che funzionava. Poi era arrivata l’avventura di Capri, nella squadra che in quegli anni scalava i campionati fino alla serie B nazionale. Ciro ci rimase tre anni, contribuendo in modo decisivo alle promozioni.
In panchina aveva Manfredo Fucile — bandiera del basket napoletano, poi presidente Federbasket Campania. Un coach che lo ha conosciuto bene e che oggi lo ricorda con le parole giuste, quelle semplici: «Nel nostro Capri è stato un giocatore molto efficace, che ha contribuito alle promozioni nei campionati superiori. Grazie caro Ciro, per tutto quello che ci hai dato, con la tua amicizia e la passione per la pallacanestro».
E poi, più di tutto, questa: «Un ragazzo buonissimo, con una vita movimentata, ma sempre a disposizione se ti poteva aiutare». Ottimo giocatore, buono come il pane. A volte bastano poche parole per dire una persona intera.
I Vesuvians e gli anni del basket Over
Ciro non aveva mai smesso di amare la pallacanestro. Aveva fatto parte dei Vesuvians, la squadra che ha partecipato a europei e mondiali Over, portando il basket campano anche fuori dai confini italiani. In quella foto di gruppo — lui il secondo da sinistra in piedi, numero 20 — c’è ancora quel fisico lungo e asciutto che aveva fatto la differenza per anni sui parquet della Campania.
Il basket campano perde uno dei suoi. Non uno di quelli che finiscono sui giornali nazionali, ma uno di quelli che tengono vivo uno sport nei posti dove lo sport conta davvero — nelle palestre di periferia, nei campionati di provincia, nelle squadre che salgono di categoria a forza di talento e sacrificio.
Ciro Varlese aveva 63 anni. Lascia il figlio Enrico, che ha già il pallone tra le mani.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






