L’Amstel Gold Race 2026 arriva nel punto esatto in cui la primavera del ciclismo cambia faccia. Finito il rumore delle pietre, cominciano le Ardenne. Domenica 19 aprile si corre la 60ª edizione della classica olandese, l’unica prova maschile WorldTour nei Paesi Bassi, con partenza da Maastricht e arrivo a Berg en Terblijt, nel cuore del Limburgo. E quest’anno c’è anche un dettaglio che pesa più del solito: sarà l’ultima Amstel diretta da Leo van Vliet, che dal 2027 lascerà il posto a Tom Dumoulin.
Non è un’edizione qualsiasi neppure per un altro motivo. Il quadro dei partenti, almeno per la gara maschile, racconta una corsa apertissima ma non morbida. Anzi. Mancano alcuni nomi giganteschi, a partire da Tadej Pogačar, e questo cambia gli equilibri, ma non abbassa il livello. Al contrario: quando spariscono i cannibali, la corsa si apre e diventa ancora più nervosa, perché si allunga la lista di chi può davvero provarci.
Una corsa che ha ancora il Cauberg in mano
L’Amstel Gold Race continua a vivere attorno al Cauberg, anche se il traguardo non è più piazzato in cima come succedeva anni fa. È lì che la corsa si spezza, è lì che chi bluffa viene scoperto, ed è lì che spesso si capisce chi ha ancora gambe e chi invece sta solo sopravvivendo. Il fascino dell’Amstel è tutto qui: non è una classica lineare, non è una corsa da controllare dall’inizio alla fine. È un continuo cambio di ritmo, una gara in cui il posizionamento conta quasi quanto la forza.
Gli organizzatori hanno confermato un tracciato maschile da 257,4 chilometri con 33 salite, in continuità con l’impianto già visto di recente. Il gruppo partirà da Maastricht alle 11:10 e andrà a cercarsi il finale vero dopo una lunga prima parte di gara. Il primo passaggio sul Cauberg arriva con circa 80 chilometri ancora da percorrere; poi si entra nella zona più cattiva del percorso, con una sequenza che comprende anche Eyserbosweg, Fromberg e Keutenberg, fino al secondo Cauberg a circa 22 chilometri dall’arrivo e all’ultimo blocco decisivo con Geulhemmerberg, Bemelerberg e la terza scalata del Cauberg.
Questo è il punto che rende l’Amstel diversa da tante altre corse di un giorno. Non basta avere uno strappo secco, non basta lo spunto. Serve tenere insieme fondo, lettura della corsa e sangue freddo. Per questo, negli anni, qui hanno vinto corridori molto diversi tra loro: specialisti delle classiche, uomini da grandi giri, finisseur capaci di muoversi nel caos. È una corsa che premia chi sa adattarsi e punisce chi resta fermo un attimo di troppo.
La gara femminile merita lo stesso spazio
Guai a trattarla come un’appendice. La prova femminile, anche quest’anno, ha peso proprio, qualità vera e un percorso che promette selezione seria. Le donne partiranno da Maastricht alle 10:10 e affronteranno un tracciato di circa 158 chilometri con 22 salite. Nella prima metà compaiono già nomi che bastano a fare danni, come Kruisberg, Eyserbosweg, Fromberg e Keutenberg; poi, a circa 80 chilometri dalla fine, la corsa entra nel circuito attorno a Valkenburg, dove le atlete dovranno ripetere più volte la combinazione Cauberg, Geulhemmerberg e Bemelerberg.
La campionessa in carica è Mischa Bredewold, vincitrice dell’edizione 2025 davanti a Ellen van Dijk e Puck Pieterse. È un dettaglio che conta, perché racconta bene quanto questa gara riesca ogni anno a mescolare potenza, lettura tattica e coraggio. Non basta essere la più forte in salita: bisogna scegliere il momento, capire il vento, fiutare la mossa giusta.
E anche il cast, sulla carta, non scherza. Tra i nomi più attesi compaiono Demi Vollering, Marianne Vos, Puck Pieterse, Lorena Wiebes e Kasia Niewiadoma, in una corsa che ha tutto per esplodere presto e non aspettare l’ultima salita per decidere davvero chi resta davanti. Le liste sono ancora provvisorie, ma il livello che emerge è già da grande classica.
Favoriti veri, assenti pesanti e il caso Pidcock
Tra gli uomini il nome che torna più spesso è uno: Remco Evenepoel. Le preview e le startlist circolate in questi giorni lo mettono al centro della corsa, e non per caso. È il corridore che più di altri sembra costruito per un finale simile: esplosivo, aggressivo, capace di fare il vuoto ma anche di reggere una corsa dura e spezzata. In più arriva all’Amstel dentro una fase della stagione che, almeno nel racconto che lui stesso ha fatto, vive con più equilibrio e meno ossessione.
Subito dietro, però, il gruppo dei pretendenti è largo. Mattias Skjelmose, che qui ha vinto nel 2025 battendo Pogačar e lo stesso Evenepoel, resta un nome che non si può lasciare in fondo a un elenco. Poi ci sono Ben Healy, Matteo Jorgenson, Giulio Ciccone, Christian Scaroni, Romain Grégoire, Julian Alaphilippe e altri corridori capaci di entrare nel finale se la corsa diventa più tattica del previsto.
Il grande punto interrogativo riguarda invece Tom Pidcock. In alcune startlist provvisorie compare, ma le notizie arrivate negli ultimi giorni invitano alla prudenza. Cyclingnews ha scritto chiaramente che il suo ritorno alle Ardenne resta incerto dopo la caduta alla Volta a Catalunya e i problemi al ginocchio destro. Tradotto: citarlo tra i possibili protagonisti ha senso, scriverlo come presenza certa no, almeno finché non arriverà una conferma definitiva.
Poi ci sono gli assenti che cambiano la temperatura della corsa. L’assenza di Pogačar pesa perché toglie dal tavolo il corridore che, oggi, in una corsa così avrebbe comunque attirato addosso tutta la pressione. E se davvero resteranno fuori anche altri nomi enormi come Van der Poel e Van Aert, l’effetto è ancora più netto: corsa meno bloccata, meno gerarchica, più pronta a esplodere da lontano.
Dove vederla in Italia
Per il pubblico europeo, il sito ufficiale dell’Amstel Gold Race indica come broadcaster HBO Max/Discovery+ ed Eurosport 1 International. In Italia, inoltre, Eurosport Italia ha rilanciato sui social l’appuntamento con la diretta di domenica 19 aprile su Eurosport 1, HBO Max e discovery+, segnalando la finestra delle 14:55. È uno di quei pomeriggi in cui vale la pena mettersi davanti allo schermo in anticipo, perché l’Amstel non sempre aspetta gli ultimi due chilometri per fare male.
Sui social l’atmosfera si sente già
Anche i canali ufficiali stanno spingendo forte sull’evento. L’account X della corsa usa già l’hashtag #AGR26 e ha ricordato in modo esplicito che quella del 2026 sarà la 60ª edizione. Non è un dettaglio secondario: quando una gara riesce a tenere insieme tradizione, riconoscibilità del percorso e nomi di questo livello, il rumore cresce prima ancora della partenza. Stavolta, poi, c’è in più il saluto a Van Vliet, e questo dà alla domenica olandese un’aria da passaggio di consegne.
In fondo è questo il bello dell’Amstel Gold Race. Non promette mai una sceneggiatura pulita. Ti dà una strada nervosa, salite corte ma tossiche, corridori costretti a restare svegli per ore e un finale che non perdona il minimo errore. Domenica 19 aprile, da Maastricht a Berg en Terblijt, comincia davvero un altro pezzo di primavera. E chi vuole arrivare fino in fondo al trittico delle Ardenne con la faccia del favorito, qui deve farsi vedere per forza.
FAQ finali
Quando si corre l’Amstel Gold Race 2026?
La corsa è in programma domenica 19 aprile 2026. La gara femminile parte alle 10:10, quella maschile alle 11:10 da Maastricht.
Quanto misura il percorso maschile dell’Amstel Gold Race 2026?
Il percorso uomini misura 257,4 chilometri e comprende 33 salite, con il Cauberg affrontato tre volte nel finale.
Chi sono i favoriti dell’Amstel Gold Race 2026?
Tra gli uomini il nome più citato è Remco Evenepoel, con Skjelmose, Healy, Jorgenson, Ciccone e altri subito dietro. Nella gara femminile le più attese sono Demi Vollering, Marianne Vos, Puck Pieterse e Kasia Niewiadoma.
Dove vedere l’Amstel Gold Race 2026 in tv e streaming?
Per l’Europa il sito ufficiale indica HBO Max/Discovery+ ed Eurosport 1 International. In Italia, Eurosport Italia ha annunciato la diretta su Eurosport 1, HBO Max e discovery+

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






