Alessandra Ghisleri, sondaggi oggi: cosa dicono gli ultimi numeri su FdI, Pd e M5S

Serena Comito

Alessandra Ghisleri, sondaggi oggi: cosa dicono gli ultimi numeri su FdI, Pd e M5S

Nelle ultime ore il nome di Alessandra Ghisleri è tornato a circolare con forza nel dibattito politico, soprattutto dopo la rilevazione presentata a Realpolitik su Rete 4. È lì che si è fermata l’attenzione di queste giornate, perché l’ultima fotografia firmata da Only Numbers conferma una linea che, almeno per ora, non cambia: Fratelli d’Italia resta il primo partito, il Partito Democratico non riesce ad accorciare davvero e il Movimento 5 Stelle prova invece a rosicchiare qualcosa.

Il dato più pesante è quello di FdI al 28,5%. Subito dietro c’è il Pd al 22,3%, fermo su una quota che non basta a trasformare le difficoltà del governo in un recupero netto. Più sotto si muove il M5S al 12%, in lieve crescita, mentre Forza Italia sale all’8,7%, la Lega all’8,1% e Alleanza Verdi e Sinistra si assesta al 6,5%. Tra i partiti minori, Futuro Nazionale viene indicato al 3,5%, Azione al 3,3%, Italia Viva al 2,8%, +Europa all’1,6% e Noi Moderati allo 0,7%.

Quello che rende la rilevazione interessante, però, non è soltanto la classifica. È il confronto con la settimana precedente. Nel sondaggio diffuso per Porta a Porta l’8 aprile, sempre a firma Only Numbers, Fratelli d’Italia era al 27,3%, il Pd sempre al 22,3% e il M5S all’11,7%. Significa che nel giro di pochi giorni il partito di Giorgia Meloni ha recuperato terreno, mentre il Pd è rimasto fermo e i Cinque Stelle hanno continuato a muoversi, ma senza ancora cambiare davvero i rapporti di forza.

È proprio questo il punto politico del momento. Il centrodestra continua a mostrare una struttura che regge anche quando perde qualcosa, mentre dall’altra parte il principale partito di opposizione non trova ancora lo scatto per trasformare il malcontento in consenso. Il M5S cresce un po’, si tiene vivo, ma resta lontano da un livello che possa ribaltare la partita da solo. In altre parole, il quadro si muove, ma non abbastanza da cambiare il copione.

Per capire perché il nome di Ghisleri pesi così tanto in queste settimane, però, bisogna allargare appena lo sguardo. Non c’è soltanto il termometro dei partiti. Negli ultimi giorni la sondaggista ha firmato anche rilevazioni sul clima del Paese, e il quadro che ne esce è piuttosto duro: il 12 aprile su La Stampa ha scritto che l’80% degli italiani è in ansia per la crisi e che circa la metà sente già gli effetti sul portafogli. Poco prima, il 5 aprile, aveva raccontato un centrosinistra ancora diviso sulla leadership, con Schlein favorita su Conte solo se la corsa è a due e con una quota non piccola di elettori che preferirebbe un federatore invece di una gara interna classica.

Messa così, la lettura diventa più chiara. I sondaggi di queste settimane non raccontano soltanto chi è davanti. Raccontano anche un Paese teso, inquieto, poco disposto a premiare davvero qualcuno. È dentro questo clima che FdI continua a restare in testa, il Pd resta inchiodato e il M5S prova a farsi spazio. Non è solo una questione di percentuali: è il riflesso di un equilibrio politico che resta instabile, ma che per ora non produce nessuna vera scossa.

Anche il profilo di Ghisleri, nel frattempo, si è definito ancora meglio. A febbraio La Stampa ha raccontato che è diventata presidente e amministratrice delegata di Only Numbers, la società proprietaria del marchio Euromedia Research. È un dettaglio che conta, perché spiega anche perché oggi il suo nome venga associato non solo alla televisione, ma a una struttura che prova a tenere insieme analisi politica, ricerca demoscopica e lettura dell’opinione pubblica in modo più largo.

Alla fine, il senso dell’ultima fotografia è questo: Meloni resta davanti, il Pd non riesce a sfruttare fino in fondo la fase, il M5S cresce ma non sfonda. E intorno, fuori dalle percentuali, resta un Paese nervoso, stanco e ancora molto più preoccupato del sistema politico che dovrebbe rassicurarlo. È anche per questo che i numeri di Ghisleri continuano a fare rumore: perché non mostrano solo una classifica, ma il tono del momento.