Sciopero autotrasportatori, dal 14 al 18 aprile stop in Sicilia: il 17 decide Unatras, dal 20 al 25 resta il nodo del fermo nazionale

Serena Comito

Sciopero autotrasportatori, dal 14 al 18 aprile stop in Sicilia: il 17 decide Unatras, dal 20 al 25 resta il nodo del fermo nazionale

Non c’è un solo sciopero e infatti in molti stanno facendo confusione. In queste ore il mondo dell’autotrasporto è attraversato da più fronti di protesta: uno è già partito in Sicilia, un altro è stato proclamato a livello nazionale da Trasportounito, mentre Unatras ha fissato per il 17 aprile il passaggio decisivo per valutare un fermo dei servizi.

Chi sente parlare di sciopero autotrasportatori e pensa a un unico blocco nazionale rischia di capire male metà della storia. Il punto, oggi, è che le proteste sono almeno tre e non stanno tutte sullo stesso piano. Il fronte più concreto è quello siciliano, già in corso. Poi c’è il fermo nazionale annunciato da Trasportounito dal 20 al 25 aprile. E infine c’è Unatras, che il 17 aprile dovrà decidere se procedere davvero verso il blocco.

Il fermo in Sicilia è già partito

Il dato più solido è questo: in Sicilia il fermo dell’autotrasporto merci è già partito il 14 aprile e, salvo cambiamenti, andrà avanti fino al 18 aprile 2026. Lo conferma il portale ufficiale degli scioperi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove compare come fermo regionale di 120 ore proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano.

La protesta siciliana nasce da una questione semplice e pesante: i costi, secondo i promotori, non stanno più in piedi. Sky TG24 riporta che il nodo principale è il caro carburante, a cui si aggiungono i rincari del trasporto via mare e i maggiori oneri che gravano sulle imprese dell’isola. Sempre la stessa fonte riferisce che non sono previsti blocchi o presidi stradali, ma una pressione diretta sulla filiera, con l’obiettivo dichiarato di fermare il rifornimento della grande distribuzione alimentare fino ad avere risposte scritte dal governo.

Il blocco nazionale dal 20 al 25 aprile è ancora sul tavolo

Il secondo fronte è quello più delicato, perché riguarda tutto il Paese. Sul portale ufficiale del MIT risulta ancora registrato un fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci dal 20 al 25 aprile 2026, per un totale di 144 ore, proclamato da Trasportounito. Questo vuol dire che, a oggi, la proclamazione risulta ancora presente nei canali istituzionali.

Però qui bisogna stare attenti a non scrivere sciocchezze. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha chiesto di revocare quel fermo, come riportato da Adnkronos. Quindi oggi la situazione è questa: il blocco nazionale è stato proclamato ed è visibile sul portale ministeriale, ma sul piano regolatorio è contestato e oggetto di richiesta di revoca. Non è corretto raccontarlo né come definitivamente saltato né come blindato in modo assoluto.

Il 17 aprile è il giorno chiave per Unatras

C’è poi un terzo passaggio, ed è quello che potrebbe cambiare davvero il quadro nelle prossime ore. RaiNews scrive che il 17 aprile il comitato esecutivo nazionale di Unatras sarà chiamato a pronunciarsi sul fermo dei servizi, avviando eventualmente le procedure previste per il blocco. In altre parole, lì si capirà se una parte importante del settore è pronta a fare il salto da minaccia a mobilitazione vera.

La stessa RaiNews riporta anche le motivazioni economiche della protesta: le imprese parlano di un atteggiamento della committenza che arriverebbe a comprimere i corrispettivi fino a 40 centesimi al litro, oltre a denunciare la mancanza di attenzione da parte del governo. È su questo terreno che si sta alzando la tensione.

Perché protestano gli autotrasportatori

La base della protesta è chiara: gasolio troppo caro, margini sempre più stretti e costi di esercizio che molte imprese dicono di non riuscire più a reggere. In Sicilia il quadro si appesantisce ulteriormente per via del trasporto marittimo e dei costi legati ai collegamenti con il resto del Paese. È per questo che proprio lì la mobilitazione è partita prima e con un impatto più visibile.

In sostanza, non si tratta solo di uno sciopero “contro il carburante”. Il settore sta mettendo insieme più problemi: prezzo del gasolio, costi logistici, rapporti con la committenza e assenza di risposte giudicate sufficienti. Il risultato è un clima che, ormai, ha superato la fase della semplice protesta verbale.

FAQ

C’è davvero uno sciopero autotrasportatori in corso?
Sì. In questo momento è in corso il fermo regionale in Sicilia, partito il 14 aprile e previsto fino al 18 aprile 2026.

Lo sciopero degli autotrasportatori è nazionale?
Per ora il fronte certamente attivo è quello siciliano. Esiste anche un fermo nazionale proclamato da Trasportounito dal 20 al 25 aprile, ma la Commissione di garanzia ne ha chiesto la revoca.

Perché protestano gli autotrasportatori?
Le ragioni principali riguardano il caro gasolio, i costi di esercizio sempre più alti, la compressione dei margini e, nel caso siciliano, anche il peso del trasporto marittimo.

Cosa succede il 17 aprile?
Il 17 aprile 2026 il comitato esecutivo nazionale di Unatras deve decidere se avviare formalmente le procedure per un fermo dei servizi.

Ci saranno blocchi stradali in Sicilia?
Secondo quanto riportato da Sky TG24, i promotori del fermo siciliano hanno detto che non sono previsti blocchi o presidi stradali.

Il rischio di disagi per merci e rifornimenti è reale?
Sì. I promotori della protesta siciliana hanno indicato come obiettivo quello di fermare il rifornimento della grande distribuzione alimentare, segnale di possibili ripercussioni sulla filiera delle merci.