Annabella Lamparelli muore a 47 anni dopo una lunga malattia, Agropoli in lutto per l’ex vicesindaco. Lascia il marito e due figli, funerali a Santa Maria delle Grazie

Daniela Devecchi

Agropoli si è svegliata con una notizia che nessuno avrebbe voluto leggere. Annabella Lamparelli è morta a soli 47 anni, lasciando dietro di sé un dolore profondo, difficile da contenere in poche parole. Quando se ne va una persona così conosciuta, stimata e presente nella vita di una comunità, il lutto non resta privato. Si allarga. Entra nelle case, nei messaggi, nei pensieri di chi la conosceva e anche di chi, magari, l’aveva incrociata una sola volta ma ne conservava un ricordo limpido.

La sua scomparsa ha colpito Agropoli nel modo più duro. Non solo per la sua giovane età, che da sola rende tutto più ingiusto, ma perché Annabella Lamparelli era considerata una figura di riferimento del tessuto sociale cittadino, una donna apprezzata per il suo impegno umano e professionale, capace di lasciare un segno vero nelle persone che aveva accanto.

Chi era Annabella Lamparelli

Parlare di Annabella oggi significa raccontare una donna che aveva saputo costruire un rapporto autentico con la sua città. Era conosciuta, rispettata, benvoluta. Non una presenza distante, ma un volto familiare per tanti, legato a un percorso fatto di dedizione, responsabilità e attenzione agli altri.

Accanto alla dimensione personale, c’era anche quella pubblica. Annabella Lamparelli aveva dedicato anni all’impegno civile e al sociale, diventando un nome riconosciuto e stimato in un ambito delicato come quello del terzo settore. È proprio questo uno degli elementi che più emergono in queste ore: il ricordo di una donna seria, presente, capace di farsi carico degli altri con discrezione ma con forza.

L’impegno nel sociale e nella vita pubblica

Uno degli aspetti più forti del ricordo che si sta componendo attorno al suo nome riguarda proprio il suo lavoro e il suo impegno nella comunità. Annabella era considerata una professionista esemplare nel settore sociale, un punto di riferimento per chi operava nel terzo settore e per chi aveva avuto modo di conoscerla sul piano umano e professionale.

Il cordoglio delle istituzioni

In queste ore sono arrivate parole che raccontano bene il clima che si respira ad Agropoli. Il sindaco Roberto Mutalipassi ha espresso il dolore dell’intera amministrazione con parole molto sentite:

“Il dolore per la scomparsa di una donna così giovane è il dolore di una comunità intera. Il nostro abbraccio commosso va a Vanna, già stimatissima vicesindaco, e a tutti i familiari per questa grave perdita.”

Parole che restituiscono il senso collettivo di questo lutto. Non un dolore confinato dentro una sola casa, ma una ferita che la città sente propria.

Anche il consigliere comunale Massimo La Porta ha affidato il suo ricordo a un messaggio toccante, tra i più intensi circolati in queste ore:

“Quando si diventa genitori inizia l’avventura più importante della vita… il pensiero di perderli rappresenta l’incubo più grande. Cara Vanna, non esistono parole capaci di lenire un dolore così profondo.”

È una frase che colpisce, perché va dritta al cuore del dramma: il dolore di una madre, il dolore di una famiglia, il dolore di chi si ritrova davanti a una perdita che sembra impossibile da accettare.

Il ricordo del mondo del sociale

A unirsi al cordoglio è stato anche il CROAS Campania, che ha voluto ricordare Annabella per la dedizione dimostrata nel suo percorso e per l’esempio lasciato ai colleghi e alla professione. Un passaggio importante, perché conferma quanto la sua figura fosse stimata non solo sul piano umano, ma anche in ambito professionale.

Quando un ambiente lavorativo si ferma per ricordare una persona in questo modo, significa che quella presenza aveva lasciato un’impronta reale. Significa che non si parla solo di competenza, ma anche di autorevolezza, umanità, capacità di esserci davvero.

Il dolore della famiglia

La notizia diventa ancora più straziante se si pensa alla dimensione privata di questa perdita. Annabella Lamparelli lascia il marito e due figli. È forse questa la parte più difficile da leggere, e ancora di più da immaginare.

Dietro ogni titolo ci sono vite spezzate, abitudini interrotte, stanze che da un giorno all’altro sembrano diverse. E quando scompare una donna così giovane, con una famiglia, con figli, con legami profondi, il dolore assume una forma che va oltre ogni parola di circostanza.

In queste ore tutta Agropoli si sta stringendo attorno alla madre Vanna e alla famiglia Lamparelli, in un abbraccio che prova almeno a rendere meno insopportabile un momento così duro.

Quando si terranno i funerali

L’ultimo saluto ad Annabella Lamparelli è previsto per venerdì alle ore 11, presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Sarà il momento del commiato, quello in cui il dolore si farà presenza, volto, silenzio condiviso.

È facile immaginare che saranno in tanti a voler partecipare. In questi momenti non servono grandi discorsi. Serve esserci. Serve far sentire vicinanza a una famiglia colpita da una perdita devastante. Serve ricordare, in silenzio, una donna che ha avuto un posto importante nella vita della sua comunità.

Un vuoto che resterà

La morte di Annabella Lamparelli lascia una ferita profonda ad Agropoli. Resta il dolore per una vita spezzata troppo presto. Resta lo sgomento per una notizia che nessuno si aspettava di dover affrontare. Resta soprattutto il ricordo di una donna che, da quanto emerge con forza in queste ore, aveva saputo farsi voler bene davvero.

Ed è forse questa la cosa che pesa di più quando qualcuno se ne va: capire quanto fosse presente solo nel momento in cui manca. Annabella oggi viene ricordata con affetto sincero, con commozione, con rispetto. Segno che il suo passaggio nella vita degli altri non è stato lieve, né invisibile.

Agropoli oggi la piange così: con il cuore stretto, con parole spezzate, con quella sensazione amara che accompagna solo le perdite più dure. E con la consapevolezza che un nome come il suo, in città, non sarà dimenticato facilmente.