A Massa il dolore non ha fatto in tempo a spegnersi che già torna a farsi sentire, ancora più forte: fonti locali informano della tragica scomparsa di Valerio Pucciarelli, giovane del posto. Solo il giorno prima, la città si era stretta nel silenzio e nelle luci della fiaccolata per ricordare Giacomo Bongiorni. Un momento intenso, partecipato, che sembrava voler dire basta a tragedie così difficili da accettare. E invece, poche ore dopo, un’altra notizia ha scosso tutti.
Cos’è successo a Valerio Pucciarelli?
Un ragazzo di appena 22 anni sarebbe morto, e il suo nome – che in queste ore circola con insistenza – sarebbe quello di Valerio Pucciarelli. Non ci sono ancora conferme ufficiali, ed è giusto aspettare che siano le autorità a fare chiarezza. Ma intanto, tra la gente, sui social, nei messaggi che si rincorrono, quel nome è già diventato il simbolo di un’altra giovane vita spezzata troppo presto.
Una perdita di cui non ci si capacita
La sensazione che si respira è difficile da spiegare. È un misto di incredulità, rabbia, tristezza. Come se tutto fosse successo troppo in fretta, troppo vicino. Come se nessuno avesse avuto il tempo di fermarsi davvero a capire, a elaborare, prima di essere travolto da un nuovo dolore.
In tanti si stanno interrogando su quello che sta succedendo. Non è solo una questione di cronaca: è qualcosa che tocca nel profondo una comunità intera. Ci si chiede dove si sia sbagliato, cosa si possa fare, come si possano evitare altre tragedie. Domande che spesso restano senza risposta, ma che continuano a tornare, ogni volta più urgenti.
Cautela nella divulgazione
Ora si attendono certezze: il nome, le circostanze, le spiegazioni ufficiali. Ma al di là di tutto, resta un vuoto difficile da colmare. Un vuoto da trattare con rispetto. Perché quando a spegnersi è la vita di un ragazzo così giovane, non è solo una notizia. È una ferita che riguarda tutti.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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