Nelle ultime ore la notizia della sua scomparsa ha iniziato a circolare sui social. Si spegne una figura che teneva insieme scrittura, arte e mondo del lusso.
Certe figure stanno in più mondi insieme. E quando vengono a mancare, il vuoto non resta chiuso in un solo ambiente. È quello che sta succedendo con Maia Guarnaccia Molho, la cui morte è stata rilanciata nelle ultime ore sui social, lasciando sgomenti chi lo conosceva come autore, creativo e professionista del settore moda e lusso.
Milanese, nato nel 1972, Maia Guarnaccia Molho aveva costruito nel tempo un profilo difficile da incasellare in una definizione sola. Era scrittore, regista e manager, con una traiettoria personale e professionale che lo aveva portato a vivere e lavorare tra città e contesti molto diversi, da Parigi a Berlino, da Londra a San Francisco, mantenendo però un legame forte con Milano.
Una vita tra narrativa, immaginazione e lavoro internazionale
Chi ha letto i suoi libri lo ricorda per una scrittura inquieta, mobile, mai addomesticata. Le biografie pubbliche raccontano che aveva scritto il suo primo romanzo, Ottoluno, già ai tempi del liceo scientifico, e che dopo la laurea in filosofia aveva continuato a pubblicare, portando avanti in parallelo anche una carriera dirigenziale nel mondo del lusso e dell’intrattenimento.
Nel suo percorso convivano due binari che in molti tengono separati e che lui, invece, sembrava attraversare senza forzature: da una parte la letteratura, dall’altra i ruoli di vertice in realtà internazionali come Vivienne Westwood, Art Basel, Yoox Net-a-Porter, Tod’s e IMG. Una biografia fuori asse rispetto ai percorsi più lineari, e forse proprio per questo riconoscibile.
I libri, l’ultimo romanzo e il lavoro creativo
Negli anni Maia Guarnaccia Molho ha firmato diversi titoli. Tra quelli citati nelle schede pubbliche compaiono Ottoluno, Maba Ratta, A un passo, Chiusi dentro e più di recente Art Novel, uscito nel 2025. Il suo nome compare anche in ambito audiovisivo, con crediti da writer/producer e progetti che confermano una vocazione creativa mai limitata a un solo linguaggio.
Il tratto che torna più spesso nelle sue presentazioni pubbliche è proprio questo: l’idea di una persona abituata a passare da un mondo all’altro, dall’editoria alla moda, dalla scrittura al pensiero strategico, senza mai rinunciare a una voce personale. Non una figura da salotto, ma uno di quelli che si muovono dietro le quinte e davanti alla pagina con la stessa naturalezza.
La vita privata tra Milano e la famiglia
Negli ultimi tempi viveva a Milano con la moglie, Marlene Taschen, e le loro due figlie. Era stata la stessa Vogue Italia, pochi mesi fa, a raccontare quel nucleo familiare dentro un articolo dedicato all’editrice tedesca, parlando di Maia come del “marito scrittore” trasferitosi con la famiglia in città. Anche sui social restano tracce pubbliche del matrimonio celebrato a Londra nel giugno 2024.
È anche per questo che la notizia della sua scomparsa colpisce in modo particolare. Perché dietro il profilo professionale c’era una vita piena, attraversata da legami, figli, libri, progetti e spostamenti. Una di quelle esistenze che sembrano sempre sul punto di aprire un altro capitolo.
FAQ
Chi era Maia Guarnaccia Molho?
Era uno scrittore, regista e manager nato a Milano nel 1972, attivo tra letteratura, creatività e settore del lusso.
Quali libri ha scritto Maia Guarnaccia Molho?
Tra i titoli associati al suo nome compaiono Ottoluno, Maba Ratta, A un passo, Chiusi dentro e Art Novel.
In quali settori aveva lavorato?
Le biografie pubbliche lo collegano a realtà come Vivienne Westwood, Art Basel, Yoox Net-a-Porter, Tod’s e IMG.
Dove viveva Maia Guarnaccia Molho?
Negli ultimi tempi viveva a Milano con la moglie Marlene Taschen e le loro due figlie.
Come si è diffusa la notizia della morte di Maia Guarnaccia Molho?
La notizia ha iniziato a circolare pubblicamente attraverso i social, dove nelle ultime ore sono comparsi i primi rilanci.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






