Il dolore, quando arriva all’improvviso, lascia segni che le parole faticano a contenere, eppure, a volte, proprio le parole diventano l’unico modo per restare aggrappati a chi non c’è più, ed è quello che sta accadendo in queste ore sui social, dove il profilo di Monica D’Onofrio si è trasformato in uno spazio di memoria, di amore e di sofferenza condivisa.
La perdita di Monica D’Onofrio
Monica vive a Isernia, la sua città, dove è conosciuta da amici e conoscenti come una ragazza semplice, riservata, molto legata agli affetti. Non è un personaggio pubblico, non cerca visibilità. E proprio per questo il suo messaggio ha colpito così profondamente: perché è autentico, diretto, privo di filtri.
Il post dedicato all’ultima vittima dell’incidente di Isernia
Nelle scorse ore ha pubblicato una dedica al suo fidanzato, Gino Notte, il giovane che ha perso la vita nell’incidente che ha sconvolto l’intera comunità. Parole che non hanno bisogno di spiegazioni. Arrivano dritte al cuore di chi legge.
“Non dimenticherò mai il giorno in cui mi sono seduta di fianco al tuo letto in ospedale, con gli occhi annebbiati dalle lacrime e il cuore spezzato…”.
È l’inizio di un ricordo che si fa racconto, quasi una fotografia del dolore. Quello vissuto in quei momenti sospesi tra speranza e paura. Monica ripercorre attimi che per lei resteranno indelebili: lo stare accanto a lui, il rivivere ogni ricordo, il tentativo disperato di aggrapparsi a ciò che è stato.
“Ripensando più e più volte a ogni singolo ricordo che mi hai lasciato… come se potessi riportarti indietro.”
In queste righe c’è tutto: l’amore, la perdita, e quella sensazione universale di impotenza davanti a qualcosa che non si può cambiare. Non è solo un messaggio d’addio, ma un dialogo che continua, come se Gino potesse ancora ascoltare.
La chiusura è forse la parte più intensa, quella che racchiude il senso di un legame che non si spezza nemmeno davanti alla morte:
“Sarai per sempre il mio ricordo più bello, ma anche il mio dolore più grande.”
Una frase semplice, ma devastante nella sua verità.
Il sostegno, la comprensione e il dolore della gente
Sotto il post, in poche ore, si sono moltiplicati i commenti: amici, conoscenti, persone che forse non la conoscono nemmeno ma che si sono riconosciute in quel dolore. Parole di conforto, cuori, messaggi silenziosi che cercano, in qualche modo, di stringersi attorno a lei.
La storia di Monica non è fatta di grandi titoli o notorietà. È la storia di una ragazza qualunque che si trova ad affrontare una perdita immensa. Ed è proprio questa normalità a rendere tutto più vicino, più reale. Perché dietro ogni tragedia ci sono volti, relazioni, sogni interrotti.
Oggi il suo profilo racconta questo: non solo chi è, ma chi era insieme a lui. E quella dedica resta lì, come una traccia indelebile di un amore che continua a vivere, anche nel dolore.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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