La notizia della morte di Luca Del Re ha sconvolto i più, lasciando un senso di incredulità e tristezza tra chi lo conosceva. In poche ore, i social si sono riempiti di messaggi, ricordi, parole semplici ma cariche di affetto.
Fonte Ufficiale: Chiamamicittà .it
Analitica di un giornalista: Luca Del Re
Luca non era una persona che amava stare al centro dell’attenzione. Era piuttosto uno di quelli che si fanno voler bene in silenzio, con i gesti quotidiani, con la disponibilità sincera, con quella capacità rara di esserci davvero quando serve. Chi lo ha conosciuto parla di lui come di una persona gentile, presente, capace di ascoltare e di dare senza aspettarsi nulla in cambio.
Un vuoto che non si riempirÃ
La sua scomparsa lascia un vuoto difficile da spiegare, è vero. Inutile negarlo. Soprattutto per la famiglia e gli amici più stretti, questo è certo. È un vuoto fatto di abitudini spezzate, di parole che non verranno più dette e di momenti condivisi che oggi tornano alla memoria con ancora più forza.
Il ricordo, gli omaggi e il dolore
In tanti lo stanno ricordando attraverso piccoli episodi: un favore fatto senza pensarci, una risata condivisa, una presenza discreta ma importante. Sono proprio questi frammenti di vita a raccontare davvero chi fosse Luca.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle circostanze della sua morte né sulla data dei funerali. Resta però forte il ricordo di una persona autentica, che nel suo modo semplice ha lasciato un segno profondo nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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