Per quasi due giorni a Mercogliano si è sperato che da un momento all’altro potesse arrivare una telefonata, un avvistamento, una notizia capace di ribaltare tutto. Invece la vicenda di Gianfranco De Simone si è chiusa nel modo peggiore. Il fornaio di Torelli di Mercogliano, 50 anni, è stato trovato morto nella mattinata di giovedì 9 aprile 2026, al termine di ricerche che avevano tenuto con il fiato sospeso non solo il suo paese, ma anche Monteforte Irpino e Avellino.
Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto in un casolare di campagna in via Rivarano, zona già battuta nelle ore precedenti da carabinieri, volontari della Misericordia del Partenio e polizia municipale. È lì che si sono fermate le ricerche partite dopo la sua scomparsa, denunciata quando ormai di lui si erano perse le tracce da troppo tempo per pensare a un semplice ritardo. Sulle cause della morte, al momento, non sono emersi chiarimenti pubblici definitivi.
De Simone era un volto conosciuto. Non soltanto perché a Mercogliano il pane si compra spesso dagli stessi forni per una vita intera, ma perché il suo nome era legato da anni al panificio di famiglia di Torelli, una realtà ben radicata sul territorio. Già nel 2022 era comparso pubblicamente come titolare dell’omonimo panificio, quando aveva raccontato le difficoltà del settore durante la crisi del caro energia. Anche sui social l’attività risulta presente e riconoscibile, segno di un lavoro che andava avanti da tempo e che in paese conoscevano in molti.
Le ultime ore prima della scomparsa sono quelle su cui si sono concentrate subito le attenzioni. Secondo la ricostruzione diffusa nelle prime fasi delle ricerche, Gianfranco De Simone era stato visto per l’ultima volta martedì 7 aprile, dopo il giro abituale di consegne e il passaggio al circolo che frequentava spesso. Poco dopo, si sarebbe fatto accompagnare da un amico verso Monteforte Irpino. Da lì in poi, il vuoto. Con sé non aveva il cellulare: solo documenti e denaro contante.
Quando è scattato l’allarme, la macchina delle ricerche si è mossa in fretta. La Misericordia del Partenio ha attivato le squadre di volontari, ha fatto alzare in volo anche un drone e, insieme alle forze dell’ordine, ha passato al setaccio strade, campagne e aree rurali tra Mercogliano e Monteforte. In parallelo sono stati controllati i filmati della videosorveglianza, nel tentativo di ricostruire con precisione i suoi ultimi movimenti. La vicenda era diventata così seria da arrivare anche all’attenzione di “Chi l’ha visto?”, che aveva rilanciato l’appello nelle ore più difficili.
A rendere ancora più pesante questa storia è il profilo umano che emergeva già durante la scomparsa. Sposato e padre di due figli, Gianfranco De Simone, secondo chi lo conosceva, non aveva mai dato segnali che facessero pensare a un allontanamento volontario o a situazioni simili già accadute in passato. Ed è proprio questo ad avere alimentato da subito l’angoscia di familiari, amici e conoscenti: l’idea che qualcosa, all’improvviso, si fosse spezzato fuori da ogni abitudine.
Nel piccolo mondo dei paesi irpini, un fornaio non è mai soltanto un commerciante. È una presenza fissa, uno di quelli che la gente incontra la mattina presto, conosce per nome, associa ai gesti semplici di ogni giorno. Per questo la morte di Gianfranco De Simone ha colpito così tanto. Non riguarda solo una famiglia o un’attività storica, ma una comunità che in queste ore si ritrova a fare i conti con una perdita improvvisa e con troppe domande ancora aperte.
Resta il fatto più duro, quello che non ha bisogno di essere caricato da altro: un uomo molto conosciuto, uscito come tante altre volte, non è più tornato. Le ricerche lo hanno restituito senza vita. E adesso, mentre Mercogliano si stringe attorno ai suoi familiari, tutto il resto passa alle verifiche degli investigatori.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






