Stando a quanto apprendiamo grazie al portale Facebook di Alto Adige, Cesare Zilio è venuto a mancare dopo aver, duramente, lottato per tre giorni.
Cos’è successo a Cesare Zilio?
Una giornata di festa trasformata in tragedia, disgraziatamente, visto che il trentaseienne, originario di Bassano del Grappa, travolto da una valanga mentre si trovava in montagna durante le vacanze di Pasqua alla fine non ce l’ha fatta.
L’incidente si è consumato lungo i pendii della Val di Vizze, in Alto Adige. Zilio stava affrontando un’escursione verso Cima Grava insieme ad alcuni amici. All’improvviso, una massa di neve si è staccata dalla montagna, investendolo e trascinandolo per centinaia di metri.
I tentativi di salvezza
L’allarme è scattato immediatamente. Le squadre del soccorso alpino, supportate da elicotteri, si sono mobilitate in tempi rapidissimi. Grazie al segnale dell’Artva, i soccorritori sono riusciti a localizzarlo sotto circa un metro e mezzo di neve. Le sue condizioni sono apparse fin da subito disperate: i tecnici hanno lavorato a lungo per rianimarlo sul posto, prima del trasporto urgente all’ospedale di Bolzano.
Giorni di lotta, di agonia e di speranza
Ricoverato in terapia intensiva, Cesare ha lottato per giorni, ma le gravi lesioni riportate e il tempo trascorso sotto la neve si sono rivelati fatali. Nella mattinata dell’8 aprile è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: il suo cuore ha smesso di battere.
Il ricordo di Cesare: ciò che resta a chi l’ha amato
Architetto e grande appassionato di montagna, Zilio amava la natura e gli sport all’aria aperta. Era arrivato in Alto Adige proprio per trascorrere qualche giorno tra le vette, insieme alla compagna e agli amici, condividendo quella passione che lo accompagnava da sempre.
La sua morte lascia un vuoto profondo nella comunità bassanese e tra tutti coloro che lo conoscevano. Ancora una volta, la montagna mostra il suo volto più duro, ricordando quanto possa essere imprevedibile e pericolosa, anche per chi la vive con esperienza e rispetto.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
www.linkedin.com/in/giorgia-tedesco-b781401b6
Per eventuali rettifiche scrivere a giorgia.tedesco@alphabetcity.it






