Novellara: Addio ad Ahmed Riaz, morto dopo 24 giorni di agonia. Lavorava per costruire un futuro al figlio

Daniela Devecchi

Novellara: Addio ad Ahmed Riaz, morto dopo 24 giorni di agonia: lavorava per costruire un futuro al figlio

Ahmed Riaz aveva 55 anni, viveva da circa 25 anni a Novellara e lavorava alla Dgp di San Tomaso della Fossa, nel Reggiano. Non è riuscito a sopravvivere alle gravissime ferite riportate dopo l’infortunio sul lavoro del 9 marzo 2026, quando era caduto in una vasca di acqua bollente all’interno dell’azienda.

Chi era Ahmed Riaz

Ahmed Riaz era un operaio di origine pakistana, da molti anni radicato nel territorio di Novellara. La sua vita era quella di tanti lavoratori stranieri arrivati in Italia per costruire qualcosa di stabile: un lavoro, una casa, una famiglia, un futuro più sicuro.

L’incidente in fabbrica

L’infortunio è avvenuto il 9 marzo 2026 nello stabilimento della Dgp a San Tomaso di Bagnolo in Piano. Secondo le ricostruzioni, Riaz è caduto in una vasca di acqua bollente, riportando ustioni devastanti. Parliamo di ustioni di terzo grado su almeno il 60% del corpo, un quadro che fin da subito aveva fatto capire quanto la situazione fosse grave.

Da quel momento è iniziata una lunga lotta in ospedale. Giorni durissimi, passati in Rianimazione, con la speranza che il suo corpo riuscisse a reggere. Ma dopo quasi un mese di ricovero, Ahmed Riaz è morto. Le testate locali raccontano un’agonia durata 24 giorni, chiusa con il decesso comunicato nei primi giorni di aprile.

Il dettaglio che rende questa storia ancora più dolorosa

C’è un elemento che colpisce più di altri. Ahmed Riaz stava per trasferirsi perché aveva trovato un ospedale in grado di seguire il figlio disabile. È un dettaglio che cambia il peso emotivo di tutta la vicenda: non solo un operaio morto dopo un terribile incidente sul lavoro, ma un padre che stava cercando di organizzare una vita migliore per la sua famiglia.

Ed è forse proprio questo che rende la sua morte così difficile da leggere senza fermarsi. Dietro i numeri, dietro la cronaca, dietro le parole “infortunio sul lavoro”, c’era un uomo che aveva ancora progetti concreti, urgenti, familiari.

Il dolore a Novellara e nel Reggiano

La morte di Ahmed Riaz ha colpito la comunità di Novellara, dove viveva da anni, e più in generale il territorio reggiano. Non è soltanto il racconto di una tragedia in fabbrica. È anche il ritratto di una vita spezzata dopo settimane di attesa, quando in tanti speravano ancora che potesse salvarsi.

Nel mondo del lavoro, casi come questo lasciano sempre una ferita doppia. Da una parte il lutto personale e familiare, dall’altra la durezza di una morte arrivata dopo un incidente avvenuto mentre si stava semplicemente facendo il proprio mestiere.

Una morte che pesa oltre la cronaca

La storia di Ahmed Riaz resta addosso perché non parla solo di un infortunio. Parla di fatica, responsabilità, famiglia. Parla di un uomo di 55 anni che aveva costruito la propria vita in Italia e che non ce l’ha fatta dopo settimane di ricovero.

FAQ

Chi era Ahmed Riaz?
Ahmed Riaz era un operaio di 55 anni, di origine pakistana, residente da circa 25 anni a Novellara.

Dove lavorava Ahmed Riaz?
Lavorava alla Dgp di San Tomaso della Fossa, nel comune di Bagnolo in Piano.

Cosa gli è successo?
È rimasto coinvolto in un gravissimo infortunio sul lavoro il 9 marzo 2026, cadendo in una vasca di acqua bollente.

Quando è morto Ahmed Riaz?
È morto nei primi giorni di aprile 2026, dopo circa 24 giorni di ricovero seguiti all’incidente.

Perché la sua storia ha colpito così tanto?
Perché Ahmed Riaz stava cercando un trasferimento per poter far curare meglio il figlio disabile, un dettaglio che ha reso la vicenda ancora più dolorosa.