La scomparsa di Graziella Nannavecchia ha colpito nel profondo chiunque l’abbia conosciuta, anche solo per un tratto di strada. Donna forte, determinata, con lo spirito combattivo di chi nella vita non si tira mai indietro, Graziella un punto di riferimento, una presenza concreta, una di quelle persone che non si limitano a esserci, ma fanno la differenza.
Il ricordo di Graziella Nannavecchia
Chi l’ha incontrata la ricorda sempre in prima linea. Aveva trovato un modo autentico per esprimere sé stessa, soprattutto nel sociale. Il suo impegno con associazioni come “Creattivamente” e “Gioia” racconta di una donna capace di donarsi senza riserve. Che si trattasse di organizzare una cena benefica, distribuire giocattoli ai bambini o semplicemente regalare un po’ del suo tempo a chi ne aveva bisogno, lei c’era. Sempre.
Non faceva differenze, non si risparmiava. Il suo sorriso era lo stesso per tutti: sincero, aperto, umano. Era quel tipo di persona che non cerca visibilitĂ , ma lascia un segno profondo proprio per la sua autenticitĂ .
Il centro del suo mondo
Negli ultimi anni, la sua vita aveva preso una direzione ancora più intensa e piena d’amore. I suoi gemelli erano diventati il centro del suo mondo, il sogno più grande, quello che ogni giorno provava a costruire con dedizione e tenerezza. Chi le stava accanto non ha dubbi: sarebbe stata una madre straordinaria, presente, forte, capace di trasmettere quei valori che lei stessa incarnava.
Una perdita devastante: inaccettabile
La notizia della sua morte ha lasciato incredulità e dolore. Perché quando una vita così piena si spezza, sembra sempre troppo presto, troppo ingiusto. E allora restano le immagini, i momenti condivisi, le parole dette e quelle che non si è fatto in tempo a dire.
Resta il ricordo di una donna che ha combattuto, nella vita, ogni giorno, scegliendo di esserci per gli altri, di tendere una mano, di mettersi in gioco senza paura.
Alla sua famiglia, al compagno, ai suoi figli, va l’abbraccio più sincero di una comunità intera che oggi si stringe nel dolore. Perché la perdita è grande, ma lo è anche l’eredità che Graziella lascia: fatta di gesti semplici, di amore autentico, di una forza che continuerà a vivere nei ricordi di chi le ha voluto bene.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
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