Per oltre mezzo secolo il suo nome è rimasto legato a uno dei fascicoli più dolorosi collegati a Ted Bundy. Oggi, però, Laura Ann Aime non è più soltanto una giovane vittima associata per anni al serial killer americano: dal 1° aprile 2026 il suo caso è stato chiuso ufficialmente grazie a una conferma scientifica arrivata dal DNA. Le autorità della contea di Utah hanno annunciato che fu proprio Bundy a ucciderla nel 1974.
Chi era Laura Ann Aime
Laura Ann Aime aveva 17 anni. Le ricostruzioni più recenti la descrivono come una ragazza molto amata dalla famiglia, legata alla vita all’aria aperta, ai cavalli e agli animali. La sorella Michelle Impala l’ha ricordata come una ragazza piena di vita, con una forte gioia di stare al mondo. Alcune fonti la collegano a Fairview, nello Utah.
Guardando oggi alla sua storia, colpisce soprattutto il contrasto tra la giovane età e il destino di un caso rimasto sospeso per decenni, conosciuto da chi seguiva le indagini su Bundy ma mai chiuso in modo definitivo fino a quest’anno.
La scomparsa nella notte di Halloween del 1974
Laura Ann Aime sparì la sera del 31 ottobre 1974, dopo aver lasciato da sola una festa di Halloween nello Utah County. Secondo le ricostruzioni, uscì dalla festa per andare verso un negozio di vicinato e da quel momento di lei si persero le tracce.
Il suo corpo fu ritrovato il 27 novembre 1974 da alcuni escursionisti nei pressi di American Fork Canyon, vicino alla State Road 92. Le autorità hanno spiegato che Laura era stata trovata legata, picchiata e senza vestiti; le cronache più recenti aggiungono che fu strangolata con una calza di nylon. È il punto più duro della vicenda, quello che per anni ha reso il suo caso una ferita aperta per la famiglia e per gli investigatori.
Perché il nome di Ted Bundy circolava già allora
Ted Bundy era finito presto tra i sospettati. Nel 1974 viveva a Salt Lake City e studiava legge alla University of Utah, proprio nel periodo in cui diverse giovani donne sparivano o venivano uccise tra Utah e Pacific Northwest. Gli investigatori notarono fin dall’inizio che il delitto di Laura Ann Aime presentava elementi compatibili con il suo modo di agire.
C’era anche un altro dettaglio importante: prima della sua esecuzione nel 1989, Bundy aveva ammesso verbalmente di aver ucciso Laura Ann Aime. Quella confessione, però, non bastò. Gli investigatori dell’epoca non la considerarono sufficiente per chiudere il fascicolo, perché mancavano riscontri materiali capaci di sostenere in modo definitivo quella responsabilità . Così il caso rimase formalmente aperto per oltre cinquant’anni.
La svolta arrivata nel 2026
La novità che rende questa storia di nuovo attuale è arrivata con le tecniche forensi più recenti. La Utah County Sheriff’s Office ha riesaminato i reperti conservati dal caso e, grazie al lavoro del laboratorio forense dello Utah, è stato possibile isolare un profilo genetico maschile dai campioni raccolti sul corpo della vittima. Quel DNA è stato poi confrontato con i dati disponibili e il match con Bundy ha dato finalmente la prova che per decenni era mancata.
Durante la conferenza stampa del 1° aprile 2026, lo sceriffo della contea di Utah ha spiegato che non c’erano più dubbi: Laura Ann Aime fu uccisa da Ted Bundy. È questo il passaggio che cambia tutto, perché trasforma un sospetto storico in una responsabilità confermata. Dopo 51 anni, la vicenda ha smesso di essere un cold case.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






