ABV Biella compie 40 anni: mezzo secolo di trasporti volontari e un nuovo veicolo per i disabili

Danila Callipo

ABV Biella compie 40 anni: mezzo secolo di trasporti volontari e un nuovo veicolo per i disabili

Quarant’anni non si festeggiano con una riunione qualunque. Si festeggiano con le persone che ci sono state, con quelle che non ci sono più, e con chi continua a salire su quei mezzi ogni mattina per portare qualcuno che non potrebbe farcela da solo. Mercoledì 26 marzo, nella sede di Viale Matteotti a Biella, l’Assemblea Annuale dell’Associazione Biellese Volontariato è diventata qualcosa di più di un appuntamento ordinario.

ABV è nata il 20 marzo 1986. Quarant’anni esatti.

Un ricordo prima dei numeri

La presidente Rita Di Braccio ha aperto i lavori con un momento che i presenti non si aspettavano di trovare nell’ordine del giorno: il ricordo di Luigi Prina Mello, segretario storico dell’associazione, e di Cesare Bocca, presidente dal 2018 al 2020. Due nomi che per chi ha vissuto ABV da dentro significano qualcosa di preciso — facce, voci, anni di lavoro silenzioso. Prima dei bilanci, le persone. È un modo di fare le cose che dice molto su come è fatta questa associazione.

Il nuovo mezzo e l’idea di trasporto che c’è dietro

Tra le novità dell’ultimo anno c’è l’acquisto di un nuovo veicolo attrezzato per il trasporto di persone disabili e fragili: pedana elettrica, sedile anteriore destro automatizzato. Non è solo un aggiornamento del parco mezzi. È la risposta concreta a un bisogno che nel territorio biellese continua a crescere.

«Il nostro impegno non è solo “chilometrico”, ma profondamente umano», ha detto Rita Di Braccio. «Ogni trasporto deve trasformarsi in un momento di ascolto. Il nostro obiettivo è ridurre quel senso di solitudine che, troppo spesso, accompagna la malattia e la fragilità.»

Una frase che vale più di qualsiasi statistica.

Quarant’anni, uno alla volta

In quattro decenni ABV ha incrociato migliaia di vite — pazienti, familiari, medici, altri volontari. Ha percorso un numero di chilometri che probabilmente nessuno ha mai sommato davvero. Ha riempito corsie d’ospedale e strade di periferia con persone che avevano scelto di esserci senza essere pagati per farlo.

«Da 40 anni scriviamo lo stesso, bellissimo capitolo: quello del dono», ha concluso la presidente. Una chiusura semplice, senza retorica. Che funziona proprio per questo.