Un risveglio amaro, di quelli che segnano una comunità intera oggi a Romano: la notizia della morte di Egidio Bergamo si è diffusa rapidamente, lasciando dietro di sé sgomento e incredulità . Un uomo conosciuto e benvoluto che ha perso la vita mentre si trovava in montagna, impegnato in un lavoro su un terreno di famiglia.
La notizia della morte di Egidio Bergamo
Le parole affidate ai social nelle prime ore della giornata hanno dato voce a un dolore collettivo. Un dolore composto, ma profondo, che ha unito subito l’intera comunità attorno alla famiglia Bergamo. In tanti si sono stretti in un silenzio carico di rispetto, mentre le notizie cominciavano a circolare, lasciando spazio a domande e a un senso diffuso di impotenza.
Egidio era uno di quei volti familiari, presenti, radicati nel territorio. Viveva il legame con la propria terra in modo concreto, fatto di lavoro, di impegno quotidiano, di gesti semplici ma autentici. Proprio quel legame lo aveva portato, anche questa mattina, a trovarsi in montagna, in un luogo che probabilmente conosceva bene. Un ambiente che, però, può trasformarsi in pochi istanti, diventando imprevedibile e pericoloso.
Il dolore della perdita, condiviso da tutta la comunitÃ
Non è solo la perdita in sé a colpire, ma il modo improvviso e drammatico in cui è avvenuta. Quando una vita si spezza così, senza preavviso, lascia un vuoto difficile da descrivere. A Romano, questo vuoto oggi si percepisce nelle strade, nei discorsi interrotti, negli sguardi bassi di chi fatica a trovare le parole giuste.
La vicinanza alla famiglia Bergamo è stata immediata. Un abbraccio collettivo, fatto di messaggi, di pensieri, di presenza discreta. In momenti come questi, la comunità diventa rifugio, sostegno, memoria condivisa. E proprio la memoria di Egidio, del suo modo di essere, del suo rapporto con gli altri, sarà ciò che resterà nel tempo.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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