Morto Ettore Vivo a Marigliano: lutto per il farmacista che amava la musica

Giorgia Tedesco

Ci sono notizie che arrivano all’improvviso e lasciano senza parole: la morte di Ettore Vivo è una di queste. Un evento inatteso, difficile da accettare. La perdita in realtà non ha colpito nel profondo solo la sua famiglia, ma un’intera comunità che oggi si ritrova smarrita e incredula.

Chi era Ettore Vivo?

Ettore era molto più di un farmacista. Nella sua vita aveva costruito un rapporto autentico con le persone, qualcosa che non è possibile forse raccontare davvero. Ma, chi entrava nella sua farmacia non trovava soltanto professionalità, c’era anche ascolto, disponibilità e un sorriso sincero. Un punto di riferimento concreto, umano, capace di trasformare un luogo di lavoro in uno spazio di fiducia e vicinanza.

Ma ridurre la sua figura alla sola professione sarebbe limitante. Ettore era un uomo dalle passioni profonde e dall’energia creativa rara. La musica, in particolare, rappresentava una parte importante della sua vita. Non era solo un interesse, ma un linguaggio attraverso cui creare legami, dare voce alle idee, coinvolgere gli altri. Progetti come Radio Entropia ne sono la dimostrazione: un’iniziativa che ha saputo aggregare tanti giovani, offrendo loro uno spazio di espressione e crescita. In quel contesto, Ettore non era solo un ideatore, ma un vero promotore di opportunità.

Allo stesso modo, la sua visione imprenditoriale si è espressa anche in ambiti diversi, come quello della ristorazione. Il progetto Soul Burgers racconta la sua capacità di guardare oltre, di immaginare qualcosa di nuovo e di mettersi in gioco con entusiasmo, senza mai perdere autenticità.

Una perdita indescrivibile: inaccettabile

La sua scomparsa improvvisa, avvenuta tra le mura domestiche a seguito di un malore, ha reso tutto ancora più difficile da comprendere. I tentativi di soccorso, immediati e prolungati, non sono bastati a salvarlo. In pochi minuti la notizia si è diffusa, generando sgomento e dolore. Marigliano si è fermata, come accade quando viene meno una figura che, in modo silenzioso ma costante, ha contribuito a costruire relazioni, fiducia e comunità.

Quel che resta: quel che resiste al dolore

Oggi resta un vuoto che non si misura solo con l’assenza, ma con tutto ciò che Ettore rappresentava: un uomo capace di unire, di innovare, di esserci. Resta il ricordo delle sue idee, dei progetti avviati, delle parole scambiate dietro un bancone o davanti a un microfono. Resta soprattutto l’impronta umana che ha lasciato in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.