BFF Bank, azioni in caduta il 30 marzo: cosa sta succedendo dopo il provvedimento di Bankitalia

Serena Comito

BFF Bank, azioni in caduta il 30 marzo: cosa sta succedendo dopo il provvedimento di Bankitalia

Seduta nerissima per BFF Bank a Piazza Affari. Il titolo, travolto dalle vendite, nel pomeriggio del 30 marzo segnava 1,669 euro, con un calo del 47,52% rispetto alla chiusura precedente. Non è un movimento qualsiasi, e infatti il tonfo non nasce da rumor di mercato o da una trimestrale deludente: dietro c’è un nuovo intervento della Banca d’Italia che ha acceso di nuovo i riflettori sui problemi interni della banca.

Il punto centrale è questo: Bankitalia ha disposto la nomina di due commissari in temporaneo affiancamento al consiglio di amministrazione, Raffaele Lener e Francesco Fioretto, insediati il 28 marzo. Il loro compito, spiegano sia l’Autorità sia la banca, è aiutare il CdA nel rapido risanamento del quadro operativo-contabile, delle azioni correttive sul comparto factoring e del sistema dei controlli interni. Il consiglio, comunque, resta formalmente in carica con i suoi poteri decisionali.

A far scattare il panico è soprattutto il contenuto del comunicato diffuso da BFF il 29 marzo. La banca ha ammesso che l’ispezione generale ancora in corso ha individuato criticità nel factoring e nella classificazione prudenziale dei crediti. Secondo la stessa nota, queste criticità potrebbero generare past due addizionali fino a circa 0,8 miliardi di euro legati alla possibile inclusione degli interessi di mora nel cosiddetto perimetro “contagiante”, e fino a circa 0,5 miliardi per una possibile interpretazione più restrittiva dei meccanismi sospensivi nel calcolo dei giorni di arretrato. BFF precisa che questi effetti non sono necessariamente cumulabili, ma il mercato oggi ha guardato soprattutto al rischio e molto meno alle precisazioni.

Nello stesso documento la banca aggiunge un altro tassello pesante. Oltre agli errori già individuati a febbraio, le verifiche interne hanno evidenziato un quadro più ampio di anomalie contabili. Viene richiamata la precedente errata registrazione di incassi nel factoring per circa 54 milioni di euro, con un effetto negativo sul patrimonio netto di apertura 2025 pari a 15,1 milioni. In più, su un’analisi campionaria relativa a circa 452 milioni di pagamenti accessori ricevuti tra il 2015 e il 2025, l’impatto negativo stimato sull’intera popolazione è di circa 3,4 milioni pre-tasse. E c’è poi il nodo delle esposizioni verso il settore pubblico interessate da sentenze sfavorevoli, pari a circa 400 milioni prima di rettifiche per circa 70 milioni, anch’esse suscettibili di aggiornamento in sede di bilancio.

Come se non bastasse, Bankitalia ha chiesto a BFF di ritardare la presentazione del progetto di bilancio 2025 non oltre il 30 aprile 2026 e l’approvazione da parte dell’assemblea non oltre il 30 giugno 2026. Oggi la banca ha anche convocato una Market Update Call per provare a spiegare il quadro agli investitori. È uno di quei passaggi che il mercato legge subito in modo brutale: quando il regolatore interviene sui tempi del bilancio, la fiducia si assottiglia in fretta.

Il tonfo del 30 marzo, però, non arriva in un vuoto. Già il 2 febbraio BFF aveva annunciato un pacchetto di azioni di de-risking sul portafoglio factoring, con one-off straordinari stimati per circa 95 milioni di euro pre-tasse, la revisione dei target 2026 e il restatement del patrimonio netto 2024. Nello stesso giorno era stato comunicato anche l’avvicendamento ai vertici, con Massimiliano Belingheri che aveva rimesso le deleghe da amministratore delegato e Giuseppe Sica nominato direttore generale con tutte le deleghe operative. In pratica, il mercato era già nervoso da settimane: il provvedimento di Bankitalia ha soltanto reso il quadro ancora più duro.

C’è un ultimo elemento che spiega bene la violenza della reazione di oggi. Nel suo comunicato BFF sostiene di continuare a rispettare i requisiti patrimoniali di CET1, anche nello scenario peggiore delineato sui crediti scaduti. Ma in Borsa, quando si sommano governance sotto vigilanza rafforzata, incertezza sui numeri, bilancio rinviato e problemi sui controlli interni, il mercato tende a punire prima e chiedere chiarimenti dopo. È questo, in sostanza, il motivo per cui le azioni BFF Bank sono finite in caduta libera il 30 marzo.

Domande frequenti

Perché le azioni BFF Bank stanno crollando il 30 marzo 2026?
Perché il mercato sta reagendo al nuovo provvedimento di Banca d’Italia, che ha affiancato due commissari al CdA e ha messo nero su bianco criticità ancora aperte su factoring, classificazione dei crediti, controlli interni e quadro contabile.

Chi sono i commissari nominati da Bankitalia per BFF?
Sono Raffaele Lener e Francesco Fioretto, nominati come commissari in temporaneo affiancamento al consiglio di amministrazione e insediati il 28 marzo 2026.

BFF rischia problemi patrimoniali immediati?
Nel comunicato del 29 marzo la banca afferma di continuare a rispettare i requisiti patrimoniali di CET1, anche nello scenario citato sui past due, ma precisa anche che è in corso una valutazione complessiva degli impatti su capitale e accantonamenti.

Cosa succede al bilancio 2025 di BFF Bank?
La presentazione del progetto di bilancio 2025 è stata rinviata e dovrà arrivare non oltre il 30 aprile 2026, mentre l’approvazione assembleare dovrà tenersi non oltre il 30 giugno 2026.

Il crollo di oggi nasce solo da questa notizia?
No. Il titolo arrivava già da settimane difficili: il 2 febbraio BFF aveva annunciato de-risking sul factoring, one-off per circa 95 milioni, target 2026 rivisti e il cambio di guida operativa con l’uscita dalle deleghe di Belingheri e la nomina di Giuseppe Sica.

Quanto stava perdendo il titolo BFF Bank nel pomeriggio del 30 marzo?
Sulla pagina titolo di Borsa Italiana, alle 15:05, BFF Bank segnava 1,669 euro, in calo del 47,52%.