Non basta dire attore, o cantautore, o scrittore. David Riondino, morto oggi a 73 anni, era una di quelle presenze difficili da chiudere in una riga, perché per decenni ha attraversato linguaggi diversi senza mai perdere la sua impronta: ironica, colta, laterale, sempre riconoscibile. La notizia della sua scomparsa è arrivata nella mattinata di domenica 29 marzo 2026. I funerali saranno celebrati martedì 31 marzo alle 11, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, a Roma.
Riondino era nato a Firenze il 10 giugno 1952. Nel tempo era diventato uno dei volti più originali della cultura italiana, capace di passare dalla scena teatrale alla musica, dalla scrittura alla televisione con una naturalezza che non apparteneva a molti. Il suo stesso sito ufficiale lo presenta come un artista poliedrico, uno di quelli che hanno saputo muoversi per oltre cinquant’anni tra canzone, drammaturgia, regia e parola recitata.
Una carriera fuori dagli schemi
Il bello di David Riondino è che non è mai sembrato costruito. Anche quando arrivava al grande pubblico, conservava qualcosa di appartato, quasi da artigiano della parola. Aveva il gusto del racconto, della satira mai gridata, dell’intelligenza che non aveva bisogno di alzare la voce per lasciare il segno. È stato teatro, certo, ma anche musica e scrittura. E soprattutto uno stile personale che, negli anni, lo ha reso immediatamente riconoscibile.
Per molti resterà legato anche a “Maracaibo”, una canzone che nel tempo è tornata spesso a essere associata al suo nome e alla sua storia artistica. Negli ultimi mesi, tra l’altro, quel titolo era tornato al centro del dibattito pubblico proprio attraverso sue prese di posizione e ricostruzioni sulla paternità del brano.
L’annuncio e i funerali a Roma
A dare notizia della morte è stata, secondo le prime ricostruzioni rilanciate dalle agenzie e dai media nazionali, Chiara Rapaccini, artista, illustratrice e designer, attraverso Facebook. Le fonti concordano anche sul luogo dell’ultimo saluto: martedì 31 marzo, a Roma, nella Chiesa degli Artisti. È una cornice che in qualche modo racconta bene anche il posto che Riondino occupava nel panorama culturale italiano: quello di una figura trasversale, amata da pubblici diversi e difficilmente sostituibile.
Sulle cause della morte, le informazioni diffuse finora parlano di una grave malattia affrontata da tempo. Al momento, però, nelle fonti aperte e affidabili consultate non compare una diagnosi precisa, ed è giusto che il racconto resti fermo qui, senza aggiungere dettagli che non risultano confermati.
Un artista ancora presente fino a poco fa
Ed è forse questo uno degli aspetti che colpisce di più. David Riondino non era una figura chiusa da tempo nel ricordo. Nelle ultime settimane risultava ancora impegnato in progetti culturali pubblici. A Rieti, tra fine febbraio e inizio marzo, veniva indicato come direttore artistico della Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari, un’iniziativa legata a L’Aquila 2026 e ai percorsi culturali promossi sul territorio. Insomma, era ancora dentro le cose, ancora al lavoro, ancora presente.
Questo dettaglio cambia molto anche il modo in cui arriva la notizia. Non è solo l’addio a un nome importante del passato. È la perdita di una voce che, pur con il peso degli anni e della malattia, stava ancora lasciando tracce nel presente. E forse è proprio qui che si misura davvero il vuoto che resta.
L’eredità lasciata da David Riondino
Ci sono artisti che funzionano per etichette e altri che sfuggono continuamente a ogni etichetta. Riondino apparteneva alla seconda categoria. Lo si poteva incontrare in teatro, in una canzone, in un testo, in una comparsa televisiva, in un progetto culturale apparentemente laterale che poi diventava centrale proprio grazie alla sua presenza. Aveva un modo tutto suo di stare sulla scena pubblica: mai banale, mai allineato, mai davvero addomesticabile.
È anche per questo che la sua morte pesa. Perché con lui se ne va non soltanto un artista, ma un certo modo di usare la cultura senza irrigidirla, di maneggiare ironia e intelligenza senza trasformarle in posa. In un panorama spesso rumoroso, David Riondino era rimasto qualcosa di diverso: una voce capace di farsi ascoltare anche quando sembrava parlare di lato. E forse proprio per questo arrivava così dritta.
Domande frequenti
Quando è morto David Riondino?
David Riondino è morto domenica 29 marzo 2026 all’età di 73 anni.
Dove si terranno i funerali di David Riondino?
I funerali sono previsti martedì 31 marzo alle 11 nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, a Roma.
Chi era David Riondino?
Era un artista poliedrico: cantautore, attore, regista, scrittore e autore teatrale, nato a Firenze nel 1952.
David Riondino era ancora attivo?
Sì. Nelle ultime settimane risultava coinvolto come direttore artistico della Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari a Rieti.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






