Stefania Craxi, età, carriera politica e nuovo ruolo in Forza Italia: chi è la senatrice figlia di Bettino Craxi e perché oggi conta di più

Daniela Devecchi

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Stefania Craxi, età, carriera politica e nuovo ruolo in Forza Italia: chi è la senatrice figlia di Bettino Craxi e perché oggi conta di più

Stefania Craxi è tornata al centro della scena politica italiana in una fase delicata per Forza Italia. Il suo nome non è mai rimasto davvero ai margini, ma oggi pesa in modo diverso: dal 26 marzo 2026 è la nuova capogruppo di Forza Italia al Senato, un incarico che la porta in una posizione ancora più esposta dentro gli equilibri del partito e della maggioranza.

Non è un dettaglio di palazzo. In partiti come Forza Italia, dove storia personale, simboli, fedeltà e posizionamento politico si intrecciano continuamente, la scelta di un capogruppo dice molto più di quanto sembri. E il nome di Stefania Craxi, per storia familiare, esperienza istituzionale e profilo politico, racconta bene la direzione che gli azzurri stanno provando a prendere.

Età, origini e vita privata

Stefania Gabriella Anastasia Craxi è nata a Milano il 25 ottobre 1960 e ha 65 anni. È la figlia di Bettino Craxi, uno dei leader più influenti e controversi della Prima Repubblica, e questo dato ha segnato inevitabilmente la percezione pubblica della sua figura sin dall’inizio.

Ma fermarsi al cognome sarebbe riduttivo. Nel tempo Stefania Craxi ha costruito un’identità politica autonoma, riconoscibile, con una collocazione molto chiara nell’area moderata, liberale e atlantista del centrodestra. Prima del percorso parlamentare ha lavorato anche nel mondo delle produzioni televisive, un passaggio che spesso torna nelle ricostruzioni dedicate alla sua biografia e che contribuisce a restituire il profilo di una figura arrivata alla politica dopo un’esperienza professionale non esclusivamente di partito.

Sul piano personale, è sposata con Marco Bassetti, nome noto nel settore televisivo e dell’intrattenimento.

La carriera politica di Stefania Craxi

La carriera istituzionale di Stefania Craxi attraversa più stagioni della politica italiana. È stata parlamentare alla Camera dei deputati nella quindicesima e nella sedicesima legislatura, per poi passare al Senato nella diciottesima e nella diciannovesima.

Il suo ruolo di governo più rilevante resta quello di sottosegretaria agli Affari esteri nel quarto governo Berlusconi. È lì che si consolida il suo profilo più riconoscibile, quello legato ai temi internazionali, alla politica estera, alla collocazione dell’Italia nello scenario euro-atlantico e ai rapporti diplomatici.

Negli anni, infatti, Stefania Craxi è diventata una figura soprattutto associata ai dossier esteri. Non una parlamentare da polemica quotidiana, non una presenza costruita sul commento a caldo, ma una politica che ha trovato la propria cifra nei rapporti internazionali, nella difesa, nella dimensione istituzionale più sobria.

Il lavoro in Commissione Esteri

Fino al 26 marzo 2026, Stefania Craxi ha guidato la Commissione Affari esteri e difesa del Senato, uno degli incarichi più delicati di questa legislatura. È stato questo il suo principale osservatorio politico negli ultimi anni.

Il ruolo le ha permesso di consolidare un’immagine precisa: quella di una figura rigorosa, molto istituzionale, attenta agli equilibri diplomatici e ai temi strategici. Medio Oriente, sicurezza, rapporti con il Golfo, Balcani occidentali, difesa europea: il suo nome è rimasto legato soprattutto a questo tipo di dossier.

Ed è un punto importante, perché il passaggio di oggi non avviene da una posizione marginale. Stefania Craxi arriva alla guida del gruppo azzurro al Senato dopo aver occupato uno spazio già molto visibile e politicamente significativo. Non è una promozione improvvisa, né un nome spuntato all’ultimo momento. È una figura che negli ultimi anni si era già ritagliata un profilo solido e riconoscibile.

Il nuovo ruolo in Forza Italia

La vera novità, adesso, è politica. Con la nomina a capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi smette di essere soprattutto una figura di riferimento sui dossier internazionali e diventa uno dei volti più centrali della gestione parlamentare del partito.

È un cambio di passo netto. La guida del gruppo a Palazzo Madama significa tenere insieme disciplina interna, rapporti con il governo, equilibrio con gli alleati e presenza nelle partite legislative più sensibili. È un ruolo che richiede mediazione, autorevolezza e anche una certa capacità di rappresentare un’identità politica.

Proprio qui il suo nome acquista un peso particolare. Craxi non è una figura di rottura, non ha un profilo urlato, non arriva con il linguaggio dello scontro permanente. E forse è proprio questo il punto: Forza Italia, scegliendola, sembra aver puntato su una figura di equilibrio, con un cognome che pesa ancora nel racconto politico italiano ma anche con una storia istituzionale ormai autonoma e consolidata.

Il legame con Bettino Craxi

Parlare di Stefania Craxi significa inevitabilmente toccare anche la memoria del padre. Il rapporto con Bettino Craxi non è mai rimasto confinato alla sfera privata e continua a incidere sulla sua immagine pubblica.

Questa eredità, però, non va letta solo come peso simbolico. Per Stefania Craxi ha rappresentato anche una matrice culturale e politica. In lei convivono infatti una formazione che affonda nella tradizione socialista e una collocazione ormai pienamente inserita nel centrodestra moderato. È una combinazione che la rende una figura atipica, meno lineare di altri dirigenti cresciuti esclusivamente dentro l’universo berlusconiano.

E forse è proprio questa particolarità a renderla ancora oggi interessante: è un volto che tiene insieme memoria politica, identità personale e capacità di adattamento ai nuovi equilibri del partito.

Perché oggi Stefania Craxi conta di più

La sua nomina non è solo un cambio di poltrona. È un segnale interno a Forza Italia. Il partito, in una fase in cui deve continuare a ridefinire i propri equilibri dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, ha scelto di affidare uno dei ruoli più importanti a una figura che unisce esperienza istituzionale, riconoscibilità pubblica e una certa continuità con la tradizione moderata del partito.

Craxi porta con sé anche un elemento simbolico non secondario: non è soltanto una dirigente azzurra, ma una politica con una storia personale forte, un cognome ancora molto noto e una collocazione che parla a un’area liberale, garantista, occidentale.

La domanda vera, adesso, è un’altra: che tipo di capogruppo sarà? Il suo profilo fa pensare a una guida meno muscolare e più istituzionale, più portata alla tenuta interna che alla battaglia quotidiana. Ma sarà proprio il lavoro parlamentare dei prossimi mesi a dire se questo ruolo la trasformerà in uno dei volti più forti della nuova fase di Forza Italia.

Una figura da osservare con attenzione

Oggi Stefania Craxi è una delle personalità da seguire con più attenzione nel centrodestra italiano. Per età, esperienza, profilo internazionale e collocazione interna, rappresenta qualcosa di diverso da molti altri dirigenti del partito.

La sua salita ai vertici del gruppo al Senato non sembra un semplice avvicendamento tecnico. Assomiglia piuttosto a una scelta precisa: affidarsi a una figura capace di tenere insieme memoria politica, autorevolezza istituzionale e fedeltà all’identità moderata di Forza Italia.

Ed è per questo che, al di là del cognome e del suo peso inevitabile, il nome di Stefania Craxi oggi torna a contare più di prima.

FAQ su Stefania Craxi

Quanti anni ha Stefania Craxi?

Stefania Craxi è nata il 25 ottobre 1960 e oggi ha 65 anni.

Chi è il padre di Stefania Craxi?

È la figlia di Bettino Craxi, ex presidente del Consiglio.

Qual è il ruolo attuale di Stefania Craxi?

Dal 26 marzo 2026 è la nuova capogruppo di Forza Italia al Senato.

Che incarico aveva prima?

Fino al 26 marzo 2026 ha presieduto la Commissione Affari esteri e difesa del Senato.

Stefania Craxi è stata al governo?

Sì, è stata sottosegretaria agli Affari esteri nel quarto governo Berlusconi.