Kübra Karaaslan, 21 anni: l’influencer turca aveva cancellato tutto online, poi il Ponte Osmangazi. La Turchia sotto choc

Daniela Devecchi

Kübra Karaaslan, 21 anni: l'influencer turca aveva cancellato tutto online, poi il Ponte Osmangazi. La Turchia sotto choc

Aveva chiuso tutti i suoi account social settimane prima. Sul Ponte Osmangazi, passanti e automobilisti hanno cercato di fermarla. Non ci sono riusciti. La Turchia si interroga sulla salute mentale dei giovani e sulla pressione della vita digitale.

Qualcosa non andava, e chi la seguiva lo aveva capito prima ancora che accadesse il peggio. Kübra Karaaslan, 21 anni, influencer turca con un seguito importante su TikTok, aveva smesso di postare settimane fa. Aveva chiuso tutti i suoi account social, uno dopo l’altro, sparendo dalla rete senza spiegazioni. Una sparizione digitale che aveva allarmato amici e follower abituati ai suoi aggiornamenti quotidiani. Il 23 marzo 2026 è morta.

Chi era Kübra

Kübra Karaaslan era nata e cresciuta a Ümraniye, quartiere della sponda asiatica di Istanbul. Aveva 21 anni. Suo padre, Osman Şevket Karaarslan, è un funzionario religioso che lavora nello stesso quartiere. Una famiglia ordinaria, una ragazza che aveva trovato nella rete il suo spazio.

Su TikTok aveva costruito un seguito significativo con contenuti sulla vita quotidiana, la moda, il lifestyle. Era anche nota per i video legati al Fenerbahçe, la squadra di calcio di cui era tifosa. Come molti influencer della sua generazione, aveva fatto della propria vita quotidiana un contenuto: ogni momento potenzialmente condivisibile, ogni emozione potenzialmente pubblica. Finché non aveva smesso tutto, di colpo.

La sparizione digitale

Nelle settimane precedenti alla morte, Kübra aveva chiuso tutti i suoi profili social, incluso il suo account TikTok. Nessun post di addio, nessuna spiegazione. Solo silenzio. Chi la seguiva aveva notato l’assenza, aveva chiesto notizie, si era preoccupato. Nella vita degli influencer, smettere di postare è un segnale anomalo quanto gridare nel vuoto. Il pubblico se ne accorge. Questa volta se ne erano accorti, ma non era bastato.

Il 23 marzo sul Ponte Osmangazi

Kübra è arrivata da sola al Ponte Osmangazi, il grande ponte sospeso che collega Kocaeli e Yalova nei pressi di Gebze, sul Mar di Marmara. Automobilisti e passanti che si trovavano sul ponte si sono accorti di lei. Hanno cercato a lungo di convincerla a desistere, di parlarle, di fermarla. Nonostante i loro tentativi, Kübra è caduta nel vuoto.

I soccorritori l’hanno trasportata all’ospedale statale di Yalova Altinova, dove è stata dichiarata morta. Aveva 21 anni.

Dopo le operazioni di autopsia, la salma è stata riportata a Istanbul. Dopo la preghiera funebre a Ümraniye, Kübra è stata sepolta al cimitero di Kayabaşı, nel quartiere Başakşehir. Le autorità hanno aperto un’indagine. Il motivo che l’ha spinta a recarsi su quel ponte rimane, al momento, senza risposta ufficiale.

Le reazioni: un paese che si interroga

La notizia ha colpito duramente chi la conosceva. L’influencer Aleyna Bagdacicek ha scritto: “La mia cara amica Kubra, il mio angelo. Nessuno voleva salutarti così.” Sui social turchi le reazioni si sono moltiplicate rapidamente, e con esse le domande. Una in particolare è rimbalzata ovunque: “Quante donne e giovani stanno togliendo la vita a sé stessi? Cosa sta succedendo?”

La morte di Kübra ha riaperto un dibattito che in Turchia — come nel resto del mondo — fatica a trovare risposte concrete: la pressione psicologica che grava su chi vive la propria esistenza in pubblico, la solitudine che può nascondersi dietro un profilo seguito da migliaia di persone, il peso di dover essere sempre presenti, sempre positivi, sempre visibili. E la difficoltà, spesso, di chiedere aiuto quando quella presenza diventa insostenibile.

Kübra Karaaslan aveva 21 anni. Aveva smesso di postare settimane fa, e forse era già un segnale. Chi la seguiva se ne era accorto. Non è bastato. La domanda che resta — quella che la Turchia sta cercando di affrontare e che riguarda molti altri paesi, compreso il nostro — è come fare in modo che la prossima volta basti.