È morto Gualtiero Calboli, addio al maestro del latino che ha segnato Bologna

Daniela Devecchi

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È morto Gualtiero Calboli, addio al maestro del latino che ha segnato Bologna

Nato a Bologna il 3 gennaio 1932, la notizia della morte di Gualtiero ha colpito profondamente l’ambiente universitario e quello culturale.

Dopo un periodo di formazione e lavoro anche all’estero, tornò a Bologna e qui costruì gran parte della sua vita scientifica. Fu docente, direttore di istituti, guida per generazioni di studiosi. Ma soprattutto contribuì a dare prestigio a una tradizione di studi classici che con lui seppe rinnovarsi senza perdere serietà e profondità.

Il latino come lingua viva del pensiero

Chi ha letto i suoi lavori o ha avuto la fortuna di ascoltarlo sa bene che per Calboli il latino non era una lingua morta. Era materia viva, campo di ricerca, territorio da interrogare con intelligenza e libertà. Nei suoi studi convivevano filologia, linguistica e retorica, tre mondi che lui riusciva a far dialogare con naturalezza.

Il suo approccio aveva qualcosa di speciale: non guardava il passato come un museo immobile, ma come una realtà ancora capace di farci domande. Il latino, nelle sue mani, smetteva di essere solo esercizio scolastico e tornava a essere pensiero, struttura, invenzione, voce. E forse è proprio qui che si misura davvero la grandezza di un intellettuale: nella capacità di restituire vita a ciò che molti considerano distante.

Le opere che hanno lasciato il segno

Nel corso della sua lunga carriera, Gualtiero Calboli ha pubblicato studi fondamentali per chi si occupa di linguistica latina e di retorica antica. Tra i lavori più ricordati ci sono quelli dedicati a Catone e alla Rhetorica ad Herennium, testo centrale della tradizione retorica latina, al quale ha dedicato anni di studio, attenzione filologica e approfondimento critico.

Accanto a questi lavori, resta molto importante anche il suo contributo al dialogo tra linguistica moderna e latino. Era uno studioso capace di aprire strade, di mettere in contatto discipline diverse, di portare nello studio dei classici metodi nuovi senza mai cedere alla superficialità. Una qualità non così comune. Spesso si parla di innovazione in modo automatico, quasi distratto. Nel suo caso, invece, innovare voleva dire studiare meglio, capire di più, leggere più a fondo.

Un professore, ma anche un costruttore di scuola

Ridurre Gualtiero Calboli al solo ruolo di autore sarebbe ingiusto. La sua importanza è stata enorme anche come organizzatore di sapere, animatore di progetti, promotore di riviste scientifiche e di luoghi di confronto. Ha contribuito a costruire spazi in cui la ricerca potesse crescere, circolare, rinnovarsi.

Questo significa una cosa molto concreta: non ha lasciato soltanto libri, ma anche una scuola. E una scuola vera non è fatta solo di lezioni e programmi. È fatta di metodo, di relazioni, di allievi, di passaggi di testimone. È fatta di persone che, anni dopo, continuano a ragionare anche grazie a ciò che hanno ricevuto.

Il lato più umano del ricordo

Dietro il grande latinista c’era anche una dimensione personale e affettiva che molti, nel mondo accademico, ricordano con partecipazione. Nel suo cammino scientifico fu importante anche il legame con la moglie Lucia Montefusco, studiosa e collega, con cui condivise interessi, progetti e momenti importanti della vita culturale universitaria.

FAQ

Quanti anni aveva Gualtiero Calboli?

Aveva 94 anni. Era nato a Bologna il 3 gennaio 1932.

Perché Gualtiero Calboli era così importante?

Per il suo contributo agli studi di linguistica latina, filologia e retorica, ma anche per il ruolo avuto nella formazione di generazioni di studiosi e nella costruzione di una vera scuola accademica.

Quali sono le sue opere più note?

Tra i lavori più ricordati ci sono gli studi dedicati a Catone, alla Rhetorica ad Herennium e i suoi contributi sul rapporto tra linguistica moderna e latino.

Dove si terrà l’ultimo saluto?

L’ultimo saluto si svolgerà a Bologna, città alla quale Calboli è rimasto profondamente legato per tutta la vita.