La Bisti è una rinomata giornalista e conduttrice del TG1, classe ’74, è da sempre apprezzata per i suoi programmi di successo, come Unomattina e Linea Blu, ma oggi ci concentriamo su una figura che ha un ruolo essenziale nella sua vita: suo marito, Claudio Colaiacomo .
Chi è Claudio Colaiacomo?
Claudio, con gli anni, si è costruito un percorso articolato, in effetti. Si affaccia fin da subito al mondo aziendale e, nonostante si scontri spesso con la dura realtà riesce a emergere. Ricopre da sempre importanti ruoli dirigenziali che gli hanno consentito di sviluppare una solida esperienza nella gestione delle risorse umane e nei processi organizzativi.
Le sue competenze, però, sono cresciute e si sono ampliate nel tempo. Claudio si è affermato anche come coach professionista, dedicandosi alla crescita personale e allo sviluppo delle competenze individuali. Un ambito in cui accompagna persone e professionisti nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Una passione inarrestabile: la scrittura
Accanto alla carriera manageriale, Colaiacomo ha coltivato anche la passione per la scrittura. Ha infatti pubblicato diverse opere incentrate sul miglioramento personale e sulle dinamiche interiori, quindi sempre correlati alla sua influenza come coach: affrontando temi che riflettono il suo approccio orientato al cambiamento e alla consapevolezza.
Dietro la facciata: un uomo discreto che non ama le luci della ribalta
Pur essendo legato a un volto noto del giornalismo televisivo italiano come Valentina, Claudio mantiene un profilo riservato. E’ un tipo lontano dai riflettori, non li ama granché, piuttosto privilegia l’attività professionale e la dimensione privata. Il suo percorso si distingue per la capacità di coniugare pragmatismo aziendale e attenzione alla crescita individuale. Elementi che ne definiscono l’identità nel panorama del coaching e della formazione.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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