Antonino Messina morto a 44 anni, lutto nella danza siciliana

Serena Comito

Antonino Messina morto a 44 anni, lutto nella danza siciliana

Antonino Messina, maestro di danza molto conosciuto in Sicilia, è morto a 44 anni. La sua scomparsa ha colpito in modo particolare il mondo della danza tra Alcamo, Palermo e Salemi, territori nei quali negli anni aveva lasciato un segno profondo con il suo lavoro e con la sua scuola.

Messina era alcamese di nascita e palermitano d’adozione. A renderlo noto e amato da tanti allievi e famiglie era stata soprattutto la sua attività come fondatore della scuola Danzarke, realtà cresciuta nel tempo fino a diventare un punto di riferimento per molti giovani danzatori. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, il maestro si è spento dopo aver affrontato a lungo una grave malattia. I funerali sono in programma sabato 28 marzo alle 15.30 nella Chiesa Madre di Alcamo.

Una vita costruita nella danza

Per Antonino Messina la danza non era soltanto insegnamento. Era identità, disciplina, visione. Le fonti che ne hanno ripercorso la storia ricordano che aveva studiato danza a Roma prima di tornare in Sicilia, dove aveva scelto di investire energie, tempo e passione nella formazione dei più giovani. Da lì era nata Danzarke, una scuola che negli anni si è legata in modo forte a Salemi, diventando una vera palestra di crescita artistica e umana.

Già nel 2016, in occasione di uno spettacolo organizzato al Teatro Cielo di Alcamo, Messina veniva indicato come il maestro della scuola Danzarke di Salemi. In quell’occasione disse apertamente di essere felice di esibirsi ad Alcamo perché era la sua città, mentre la scuola e i suoi allievi erano legati a Salemi. Un dettaglio piccolo solo in apparenza, ma utile a capire quanto fosse forte il doppio legame con il territorio: le radici da una parte, il lavoro quotidiano dall’altra.

I talenti cresciuti nella sua scuola

A parlare per lui, oggi, c’è anche il percorso delle allieve che aveva formato. Negli anni il nome di Antonino Messina è comparso più volte nelle cronache locali legate ai successi dei suoi ragazzi. Nel 2019 una giovane ballerina della sua scuola, Alice Cassirà, riuscì a entrare all’Accademia di danza del Teatro San Carlo di Napoli, e in quell’occasione venne descritto come coreografo alcamese e direttore dell’Accademia Danzarké di Salemi.

Nel 2023 altre due sue allieve, Laura Caradonna e Clelia Calabrese, sono state raccontate come approdate al Balletto di Roma dopo il percorso iniziato proprio con lui. Sono passaggi che dicono molto più di tante parole: dietro quei traguardi non c’era solo una scuola di danza, ma un lavoro costante, una guida, una presenza riconosciuta e rispettata.

Il legame con i suoi allievi anche durante la malattia

Uno degli aspetti più toccanti emersi nelle ultime ore riguarda proprio il modo in cui Antonino Messina aveva continuato a vivere il suo mondo anche nei mesi più difficili. Un post pubblico comparso sulla sua pagina Facebook raccontava con parole molto personali un anno complicato, segnato dal fatto che il suo corpo lo aveva costretto a stare lontano dalla sala. In un altro passaggio pubblico, sempre legato ai suoi social, spiegava che la malattia gli aveva tolto la presenza fisica ma non il legame con i suoi allievi.

Non sono frasi qualunque. Sono il segno di quanto, per lui, insegnare non significasse soltanto correggere un passo o preparare una coreografia. Significava restare vicino ai suoi ragazzi anche quando farlo diventava più difficile. Ed è probabilmente anche per questo che la notizia della sua morte ha colpito così tanto chi lo conosceva, chi aveva studiato con lui e chi lo aveva incontrato dentro quel mondo fatto di prove, sacrifici e palcoscenico.

Un nome conosciuto anche nell’organizzazione di eventi

Antonino Messina non era presente solo nella vita quotidiana della scuola. Negli anni aveva preso parte anche all’organizzazione di eventi dedicati alla danza. Tra questi c’è “San Vito in Danza”, iniziativa nata da un’idea condivisa con Annalisa Croce e raccontata nel 2019 come un progetto capace di riunire scuole, stage e artisti di livello nazionale e internazionale. Anche questo tassello aiuta a capire il suo ruolo dentro il panorama della danza siciliana.

Il dolore dopo la notizia della morte

La scomparsa del maestro lascia adesso un vuoto forte in una comunità che non riguarda una sola città. Riguarda Alcamo, dove affondavano le sue origini. Riguarda Palermo, città che lo aveva accolto. E riguarda Salemi, dove la sua scuola è diventata casa per tante ragazze e tanti ragazzi. La sensazione, in queste ore, è quella che resti soprattutto il segno umano di una persona che aveva trasformato la passione in mestiere e il mestiere in presenza vera nella vita degli altri.

Sabato, nella Chiesa Madre di Alcamo, saranno in molti a salutarlo. E in quel momento il dolore si mescolerà inevitabilmente alla gratitudine. Perché ci sono insegnanti che passano, e poi ci sono quelli che restano nelle storie di chi hanno formato. Antonino Messina, per tanti, era uno di quelli.

Domande frequenti

Chi era Antonino Messina?
Antonino Messina era un maestro di danza siciliano, alcamese di nascita e palermitano d’adozione, fondatore della scuola Danzarke.

Quanti anni aveva Antonino Messina?
Aveva 44 anni.

Di cosa si occupava Antonino Messina?
Era maestro di danza, coreografo e formatore di giovani allievi, con una scuola legata soprattutto a Salemi.

Quando si terranno i funerali di Antonino Messina?
I funerali sono previsti per sabato 28 marzo alle 15.30 nella Chiesa Madre di Alcamo.

Quali allievi aveva formato Antonino Messina?
Tra i casi raccontati pubblicamente ci sono giovani allieve approdate al Teatro San Carlo di Napoli e al Balletto di Roma dopo il percorso iniziato nella sua scuola.