Morta Angelica Viotto: la trentenne muore di parto a Pinerolo

Giorgia Tedesco

Angelica Viotto avrebbe compiuto 32 anni il prossimo 6 ottobre. Questo doveva essere il suo primo compleanno come mamma, ma non ha potuto festeggiarlo: è morta solo due giorni dopo, in ospedale.

Fonte principale: Repubblica.it

Cos’è successo ad Angelica Viotto?

Angelica sognava di crescere sua figlia. Ma, a soli 32 anni, è morta il sedici marzo in ospedale dopo aver dato alla luce la sua bambina, lasciando dietro di sé dolore e sconcerto. Tutto ha inizio dopo il parto, la notte tra il 13 e il 14 marzo all’ospedale “Edoardo Agnelli” di Pinerolo: la nascita della sua piccola doveva andare senza problemi, nulla poteva far pensare a questo. Eppure, qualcosa non va come previsto. Secondo le prime ricostruzioni dell’Asl, si verifica una “complicanza clinica”.

La bambina nasce e viene messa in salvo grazie all’intervento dei medici: oggi è a casa dopo essere stata curata a Cuneo e sta bene. Ma per Angelica la situazione peggiora rapidamente. La notte stessa viene sottoposta a un intervento d’urgenza e trasferita in condizioni critiche alla rianimazione delle Molinette di Torino. Tuttavia, nonostante tutti i tentativi, Angelica muore due giorni dopo.

Iniziano le indagini: aperto un fascicolo per omicidio colposo

La Procura di Torino ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sotto la guida del procuratore aggiunto Roberto Sparagna e della pm Sofia Scapellato. Al momento non ci sono indagati, ma sono già state raccolte le cartelle cliniche e i dati relativi ai parametri vitali della paziente. Lo scopo è duplice: ricostruire ogni dettaglio degli eventi accaduti e verificare eventuali discrepanze tra i protocolli medici previsti e le procedure effettivamente eseguite. Gli investigatori stanno identificando il personale sanitario presente in sala parto, mentre si procede con la massima riservatezza.

Il dolore della famiglia: ci vogliono risposte

L’avvocato Roberto Macchia, rappresentante legale della famiglia, ha dichiarato con fermezza che ad oggi non si può morire in sala parto, la famiglia chiede solo chiarezza: devono comprendere come tutto ciò sia potuto accadere. A tal proposito, è già stato nominato un consulente per affiancare la famiglia nell’indagine. Nel frattempo, l’azienda sanitaria locale ha espresso il proprio cordoglio tramite una nota ufficiale, ma per adesso, ciò che resta davvero è solo il dolore straziante della famiglia distrutta da questa tragedia e la necessità morale di far luce su ciò che è accaduto in sala parto.