Luciano Zeetti è morto il 26 marzo 2026. Con lui se ne va un uomo che aveva saputo trasformare la passione, la memoria e la cura per i dettagli in qualcosa di concreto, vivo, condiviso.
Per molti il suo nome resterà legato soprattutto al Museo del Giocattolo di Perugia, una delle realtà più particolari e affascinanti della città . Ma Luciano Zeetti non era solo questo. Era architetto, collezionista, ideatore culturale, uomo vicino al teatro, al cinema, agli allestimenti, alle mostre, alle iniziative che tengono insieme bellezza e memoria. Una presenza discreta, ma profondamente riconoscibile.
Chi era Luciano Zeetti
Parlare di Luciano Zeetti era un architetto perugino,ma anche una figura capace di muoversi tra mondi diversi: la progettazione, la scenografia, gli eventi culturali, le letture pubbliche, la valorizzazione della memoria cittadina.
Negli anni aveva costruito un profilo umano e professionale molto particolare, difficile da incasellare in una definizione sola. C’era l’attività di architetto, ma anche quella di curatore di mostre, di promotore culturale, di uomo attento ai linguaggi dello spettacolo e alle storie che una città custodisce nei suoi luoghi più intimi. È proprio questa pluralità a renderlo una figura speciale nel panorama umbro.
Il Museo del Giocattolo, la sua creatura più amata
Se c’è un luogo che racconta Luciano Zeetti più di ogni altro, è senza dubbio il Museo del Giocattolo di Perugia. Non un museo freddo, non una semplice raccolta di pezzi rari da osservare a distanza, ma uno spazio capace di evocare ricordi, emozioni, epoche intere.
La sua collezione, diventata col tempo un museo vero e proprio, era molto più di un insieme di oggetti. Dentro c’erano infanzie, famiglie, abitudini, sogni, frammenti di un’Italia che oggi sopravvive anche grazie a chi ha scelto di conservarla con pazienza.
Ed è forse proprio questo il punto più bello della sua storia: Luciano Zeetti aveva capito che un giocattolo non è mai solo un giocattolo. È un pezzo di tempo. È una traccia. È una voce piccola che continua a parlare anche quando gli anni passano.
Un uomo della cultura, non soltanto un collezionista
Ridurre Luciano Zeetti al solo Museo del Giocattolo sarebbe ingiusto. La sua attività culturale è stata molto più ampia. Negli anni ha preso parte a mostre, iniziative teatrali, progetti legati al cinema, appuntamenti pubblici e momenti di riflessione culturale che hanno attraversato Perugia e l’Umbria.
Era uno di quegli uomini capaci di stare dentro la cultura senza trasformarla in qualcosa di rigido o distante. Il suo sguardo sembrava sempre muoversi in una direzione precisa: rendere la memoria accessibile, vicina, concreta. Non stupisce che fosse apprezzato da chi frequentava ambienti diversi, dai musei agli eventi cittadini, dalle rassegne agli spazi teatrali.
C’era in lui una forma di eleganza rara. Non quella di facciata, ma quella che si sente nelle persone che lavorano per anni intorno alle cose che amano, senza bisogno di alzare la voce.
Il valore del suo lavoro
In un tempo in cui tutto corre e tutto si consuma in fretta, Luciano Zeetti aveva scelto un’altra strada. Aveva scelto di custodire. Custodire oggetti, storie, atmosfere. Custodire l’idea che anche ciò che sembra piccolo, perfino marginale, meriti attenzione.
Questo valeva per il museo, ma valeva anche per la sua attività più ampia. Da architetto, da animatore culturale, da uomo di teatro e cinema, Zeetti aveva lasciato il segno proprio per questa capacità : dare valore a ciò che rischia di essere dimenticato.
E forse il motivo per cui oggi la sua scomparsa colpisce tanto è proprio questo. Non se ne va soltanto un professionista. Se ne va un custode della memoria, una persona che aveva dedicato parte della sua vita a tenere accesa una luce su ciò che passa, cambia, invecchia, ma non per questo perde significato.
Un progetto che parlava anche di famiglia e continuitÃ
Nel racconto della sua vita c’è anche una dimensione più intima, più tenera. Il Museo del Giocattolo non è stato soltanto un progetto personale, ma anche un’esperienza che negli anni ha avuto un respiro familiare, condiviso, costruito nel tempo.
È un tratto importante, perché restituisce l’immagine di un uomo che non accumulava memorie per nostalgia sterile, ma per consegnarle a qualcun altro. Per farle continuare.
L’addio a Luciano Zeetti
In queste ore Perugia si ferma per salutarlo. Il commiato non riguarda soltanto chi lo conosceva personalmente, ma anche chi, magari senza averlo frequentato davvero, aveva incrociato almeno una volta una sua idea, una sua iniziativa, un suo spazio, una sua traccia.
Ci sono persone che lasciano dietro di sé opere evidenti. Altre lasciano un’atmosfera. Luciano Zeetti lascia entrambe. Lascia un museo che continuerà a raccontare il tempo. Lascia un modo di fare cultura fatto di sensibilità , precisione, passione e attenzione per ciò che conta davvero.
E lascia soprattutto un’idea molto semplice, ma preziosa: che la memoria non è qualcosa da conservare solo per malinconia. È qualcosa da proteggere perché ci aiuta a capire chi siamo stati, e forse anche chi siamo ancora.
Il ricordo che resta
Oggi Perugia perde un architetto, un promotore culturale, un uomo di teatro e di cinema, un collezionista, ma soprattutto perde una persona che aveva saputo prendere sul serio la meraviglia.
Non è poco. Anzi, è forse la cosa più rara.
Perché ci sono vite che si ricordano per il ruolo ricoperto. Altre per il segno lasciato. Quella di Luciano Zeetti sembra appartenere alla seconda categoria. Il suo lavoro, la sua attività , il suo museo e la sua idea di cultura restano lì a dirlo con chiarezza.
E in una città come Perugia, che vive anche di memoria, di dettagli e di luoghi dell’anima, questo addio pesa ancora di più.
FAQ finali
Chi era Luciano Zeetti?
Era un architetto perugino, fondatore del Museo del Giocattolo di Perugia e figura molto attiva nella vita culturale cittadina.
Quali attività svolgeva Luciano Zeetti?
Oltre all’attività di architetto, era impegnato come collezionista, promotore culturale, curatore di iniziative legate a mostre, teatro, cinema ed eventi dedicati alla memoria e alla cultura.
Per cosa era conosciuto a Perugia?
Era conosciuto soprattutto per aver creato il Museo del Giocattolo, ma anche per il suo impegno costante nel mondo culturale umbro.
Quando è morto Luciano Zeetti?
Luciano Zeetti è morto il 26 marzo 2026.
Perché la sua figura era così amata?
Perché aveva saputo unire passione, memoria, cultura e umanità , trasformando la sua attività in qualcosa che parlava a tutta la città .

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






