Corso-concorso allievi SNA 2026, bando per 73 allievi e 61 dirigenti: requisiti, prove e scadenza

Serena Comito

Corso-concorso allievi SNA 2026, bando per 73 allievi e 61 dirigenti: requisiti, prove e scadenza

Per chi punta davvero alla dirigenza pubblica, questa è una di quelle scadenze da segnare subito. La Scuola Nazionale dell’Amministrazione ha aperto il 12° corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale, una procedura che porterà all’ammissione di 73 allievi e, al termine del percorso, alla copertura di 61 posti da dirigente di seconda fascia nelle amministrazioni statali e negli enti pubblici non economici.

Le domande si possono presentare dal 24 marzo 2026 alle 11:00 e il termine ultimo è fissato al 23 aprile 2026 alle 23:59. Chi sta seguendo il bando, in queste ore, cerca soprattutto tre cose: capire se ha i requisiti giusti, sapere come saranno strutturate le prove e non sbagliare la procedura di candidatura.

Il punto è proprio questo: non si tratta del concorso che si legge di corsa e si mette da parte. Il corso-concorso SNA è uno dei passaggi più seri e selettivi per entrare nella dirigenza dello Stato. Non a caso attorno al bando si è acceso subito l’interesse di candidati, addetti ai lavori e pagine specializzate nei concorsi pubblici.

Quanti sono i posti e dove sono distribuiti

Uno degli aspetti che può creare confusione riguarda il numero tra allievi e posti finali. Gli allievi ammessi al corso saranno 73, mentre i posti effettivi da dirigente sono 61. La differenza non è un errore: dipende dal meccanismo del corso-concorso, che prevede un numero di ammessi al percorso formativo superiore rispetto ai posti conclusivi.

I 61 posti sono distribuiti tra 18 amministrazioni. I contingenti più consistenti riguardano il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l’Agenzia delle entrate, con 14 posti ciascuno. Seguono INPS con 7 posti e Ispettorato nazionale del lavoro con 4. Gli altri posti sono ripartiti tra Presidenza del Consiglio dei ministri, Consiglio di Stato, Ministero degli affari esteri, Masaf, Mur, Difesa, Giustizia, Salute, Mimit, ANBSC, Agea, ICE e INAIL.

Già da questo si capisce il peso della selezione. Parliamo di ministeri, grandi enti e strutture centrali dello Stato. Non è una procedura minore, e infatti anche il livello richiesto ai candidati è alto.

Requisiti: non basta la laurea

Qui sta uno dei filtri più importanti. Per i candidati esterni non è sufficiente possedere una laurea magistrale o una laurea del vecchio ordinamento. Serve infatti anche un dottorato di ricerca, oppure un master universitario di secondo livello, oppure un diploma di specializzazione tra quelli previsti dalla normativa.

Per i dipendenti di ruolo della pubblica amministrazione la strada è diversa: in questo caso servono la laurea e almeno cinque anni di servizio effettivo in posizioni per cui è richiesto il possesso della laurea.

Restano poi i requisiti generali previsti per questo tipo di procedure, come la cittadinanza italiana, l’idoneità fisica all’impiego, il godimento dei diritti civili e politici e l’assenza delle cause ostative indicate nel bando.

Insomma, è uno di quei concorsi in cui conviene fermarsi e leggere bene tutto, riga per riga. Qui l’errore formale o la fretta possono costare caro.

Come si presenta la domanda

La candidatura va inoltrata esclusivamente online tramite il portale inPA. Per accedere servono SPID, CIE, CNS oppure eIDAS. Oltre a questo, il candidato deve avere anche una PEC personale oppure un domicilio digitale.

È un dettaglio pratico, sì, ma decisivo. Chi arriva a ridosso della scadenza senza avere già pronti questi strumenti rischia di complicarsi la vita da solo.

È previsto anche un contributo di segreteria di 10 euro, da versare secondo le modalità indicate direttamente sulla piattaforma. Per eventuali dubbi relativi alla compilazione della domanda, la SNA ha attivato anche una casella email dedicata.

Come funziona la selezione

La procedura è articolata e severa. Il bando prevede una eventuale prova preselettiva, tre prove scritte e una prova orale.

La preselettiva scatterà solo nel caso in cui il numero delle domande sia almeno pari a quattro volte il numero degli allievi ammessi, quindi da 292 candidature in su. In quel caso, sarà pubblicato un apposito avviso con data, sedi e modalità di svolgimento.

Chi pensa di cavarsela con qualche quiz fatto al volo, qui rischia di prendere una bella botta. La preselettiva, infatti, è costruita per fare selezione vera.

Com’è fatta la prova preselettiva

La prova preselettiva consiste in 60 quesiti a risposta multipla. Dentro c’è un po’ di tutto, ma non in modo casuale. Sono previsti 12 quesiti situazionali sulle competenze manageriali, 12 di ragionamento verbale e logico-astratto, poi domande su diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto dell’Unione europea, economia politica, politica economica, economia delle amministrazioni pubbliche, management pubblico e innovazione digitale, analisi delle politiche pubbliche e anche 6 quesiti di inglese di livello B2.

C’è poi un aspetto che fa la differenza: la banca dati non verrà pubblicata. Questo cambia parecchio l’approccio allo studio. Non si parla di imparare a memoria una lista infinita di risposte. Serve preparazione solida, capacità di ragionamento e una testa ben allenata.

Le tre prove scritte

Le prove scritte sono tre, e non hanno nulla di leggero.

La prima prova dura cinque ore e richiede di rispondere a quattro quesiti legati a materie giuridiche, economiche, management pubblico e innovazione digitale, oltre all’analisi delle politiche pubbliche. Non è impostata come una semplice verifica teorica: vuole capire se il candidato sa usare davvero quello che conosce.

La seconda prova dura due ore ed è costruita attorno a un caso gestionale. Qui entrano in gioco il problem solving, la capacità di prendere decisioni responsabili, la gestione delle relazioni, l’orientamento al risultato, lo sviluppo dei collaboratori e il modo in cui si affronta il cambiamento.

La terza prova dura due ore e mezza e si svolge in lingua inglese. Ai candidati viene chiesto di redigere un elaborato su una tematica connessa alla pubblica amministrazione, partendo da un dossier fornito in sede d’esame. Il livello richiesto è almeno B2.

Tutte le prove scritte si svolgono in modalità digitale. Per essere ammessi all’orale bisogna ottenere almeno 70/100 in ciascuna prova. Quindi no, non basta compensare un brutto scritto con uno buono: bisogna tenere il livello alto dappertutto.

La prova orale

Anche l’orale segue una logica precisa. Non è il classico colloquio finale dove si spera di cavarsela con una buona impressione. Si articola infatti in due momenti nella stessa giornata.

Il primo è un colloquio individuale sulle materie previste dal bando e sulla lingua inglese. Il secondo è una prova situazionale, una sorta di interview simulation, costruita con tecniche da assessment center. In pratica, non si valuta solo quanto il candidato sa, ma anche come ragiona, come si muove davanti a uno scenario concreto e come gestisce situazioni da dirigente.

Per superare l’orale servono almeno 70/100 complessivi.

Il corso dopo il concorso

Molti si fermano alla graduatoria, ma il tratto distintivo del corso-concorso SNA sta proprio nel passaggio successivo. I candidati collocati utilmente tra i primi 73 posti vengono ammessi al percorso formativo, che ha una durata complessiva di 12 mesi.

La struttura prevista è questa: 8 mesi di formazione generale presso la SNA e 4 mesi di formazione specialistica presso le amministrazioni. Per gli allievi che non sono già dipendenti pubblici è prevista anche una borsa di studio di 1.500 euro netti al mese.

È questo che rende la procedura particolarmente interessante. Non mette in palio soltanto un concorso, ma un percorso formativo selettivo che accompagna direttamente verso la dirigenza pubblica.

Perché questo bando sta attirando così tanta attenzione

Il motivo è semplice. Da una parte ci sono i posti, che riguardano amministrazioni pesanti e ruoli di responsabilità. Dall’altra c’è una selezione costruita per scegliere davvero profili pronti a reggere funzioni complesse. In mezzo, poi, c’è un percorso di formazione che rende il corso-concorso SNA qualcosa di diverso dal classico bando pubblico.

Per chi vuole provarci, la finestra è aperta adesso. Ma qui improvvisare sarebbe un errore. Servono requisiti in ordine, documenti pronti e soprattutto una preparazione fatta bene.

FAQ finali

Quando scade il corso-concorso allievi SNA 2026?
La scadenza per presentare la domanda è fissata al 23 aprile 2026 alle 23:59.

Quanti sono i posti del concorso SNA 2026?
Gli allievi ammessi al corso saranno 73, mentre i posti finali da dirigente di seconda fascia sono 61.

Chi può partecipare al corso-concorso SNA?
I candidati esterni devono avere laurea più dottorato, master universitario di secondo livello oppure diploma di specializzazione. I dipendenti pubblici di ruolo possono partecipare con laurea e almeno cinque anni di servizio effettivo in posizioni per cui è richiesta la laurea.

Serve la PEC per fare domanda?
Sì, serve una PEC personale oppure un domicilio digitale, oltre all’accesso al portale inPA con SPID, CIE, CNS o eIDAS.

Com’è strutturata la selezione?
La procedura prevede eventuale preselettiva, tre prove scritte e una prova orale, con verifica sia delle competenze teoriche sia di quelle manageriali e linguistiche.