C’è un nome che da oggi pesa molto di più dentro uno dei gruppi più importanti dei pagamenti digitali in Europa. Bernardo Mingrone è il nuovo amministratore delegato e direttore generale di Nexi, scelto dal consiglio di amministrazione il 25 marzo 2026 per raccogliere il testimone di Paolo Bertoluzzo, che ha lasciato dopo dieci anni alla guida del gruppo. Nello stesso passaggio, Mingrone è stato anche cooptato nel cda della società.
Non si tratta di una nomina qualsiasi. Non arriva da fuori, non è un manager chiamato all’ultimo minuto e non ha il profilo di chi deve ancora farsi conoscere internamente. Mingrone è uno di quegli uomini che Nexi la conoscono da dentro, nei numeri, nelle scelte industriali e nella trasformazione che l’ha portata a diventare una delle realtà più forti del settore. Sul sito del gruppo, il suo nome compare già come Group CEO, oltre che come figura chiave per l’Italy Region.
Chi è Bernardo Mingrone
Bernardo Mingrone è nato a Roma l’8 luglio 1974. Ha quindi 51 anni. La sua formazione parla chiaro: laurea in economia alla London School of Economics and Political Science, una delle scuole più riconosciute a livello internazionale per chi costruisce una carriera nella finanza e nella gestione d’impresa. È questo il primo dettaglio che aiuta a capire il profilo del nuovo CEO di Nexi: parliamo di un manager cresciuto in un ambiente molto tecnico, più da numeri e strategia che da esposizione mediatica.
Anche il suo posizionamento pubblico conferma questa impressione. Il profilo LinkedIn lo colloca a Milano e racconta una figura manageriale molto lineare, senza troppi orpelli: ruoli apicali, finanza, trasformazione, pagamenti digitali. È il classico dirigente che tende a pesare più nelle decisioni che nei riflettori.
La carriera tra investment banking, UniCredit e Monte dei Paschi
Per capire davvero chi è Bernardo Mingrone bisogna guardare il percorso che lo ha portato fin qui. Le biografie diffuse negli anni in occasione delle sue nomine raccontano un inizio a Londra, con un passaggio in Price Waterhouse, seguito dall’ingresso nell’investment banking, tra Lehman Brothers, Bear Stearns e J.P. Morgan, dove si è occupato di fusioni, acquisizioni e mercati dei capitali per clientela istituzionale italiana ed europea.
Nel 2008 entra in UniCredit a Milano, nel Group Finance Department. È l’inizio della fase più strettamente bancaria della sua carriera. Dopo questo passaggio arriva il ruolo di chief financial officer di Pioneer Global Asset Management, poi l’approdo nel 2012 a Banca Monte dei Paschi di Siena come Group CFO e membro del comitato esecutivo. Nel 2014 viene promosso vice direttore generale con deleghe su finance e operations. Nel 2015 torna in UniCredit come Group Chief Financial Officer.
Qui c’è un punto che vale più di mille slogan. Mingrone non nasce come manager “commerciale” o da facciata. È un profilo costruito nei reparti dove si leggono i bilanci, si tengono in piedi le operazioni complesse e si gestiscono i passaggi delicati. In una società quotata come Nexi, questa roba conta eccome.
L’arrivo in Nexi e il legame con Paolo Bertoluzzo
Il suo ingresso nell’orbita che poi diventerà la Nexi di oggi risale al 2016, quando viene nominato CFO di ICBPI e CartaSi. Anche qui il dettaglio non è secondario: quella fase coincide con il riassetto organizzativo guidato da Paolo Bertoluzzo, il manager che avrebbe poi portato il gruppo lungo il percorso di crescita e consolidamento degli anni successivi. In altre parole, il rapporto professionale tra Bertoluzzo e Mingrone parte da lontano.
Nelle biografie ufficiali del gruppo, Mingrone risulta poi Deputy General Manager for Finance & Transformation dal 2023 e CEO di Nexi Payments. È il classico percorso interno che non si costruisce per caso: prima la finanza, poi le leve strategiche, poi l’operatività su una parte centrale del business.
Un passaggio importante arriva a gennaio 2026. Nexi annuncia la nomina di Piergiorgio Pedron come nuovo CFO di gruppo e, nello stesso comunicato, spiega che Bernardo Mingrone rafforzerà il focus sulle attività italiane come CEO di Nexi Payments e Chief Regional Officer Italy, mantenendo anche il ruolo di Deputy General Manager. Riletta oggi, quella mossa sembra quasi la prova generale del salto successivo.
Perché la nomina a CEO di Nexi pesa davvero in questo momento
La verità è semplice: Mingrone prende il timone in una fase che non è affatto morbida. A inizio marzo, al Capital Markets Day 2026, Nexi ha presentato un piano che punta su una forte generazione di cassa, con circa 2,4 miliardi di euro di excess cash nel triennio 2026-2028 e oltre 1,1 miliardi di distribuzioni agli azionisti nello stesso periodo. Sulla carta è un messaggio di disciplina e solidità.
Il mercato, però, non l’ha presa bene. Reuters ha raccontato che il titolo è arrivato a cedere fino al 22% il 5 marzo, mentre il settore dei pagamenti si muove in un contesto sempre più competitivo e meno indulgente verso chi non convince subito su crescita e ritorni. Sempre Reuters ha ricordato che Nexi ha registrato una svalutazione contabile da 3,7 miliardi di euro legata anche al calo delle valutazioni di attività acquistate in passato e che, al momento della nomina di Mingrone, il titolo risultava in calo di circa 27% da inizio anno.
E allora il punto diventa questo: il nuovo CEO di Nexi non arriva in una stagione comoda, ma in una fase in cui bisogna rassicurare il mercato, difendere il posizionamento europeo del gruppo e dimostrare capacità di esecuzione. Non basta parlare bene. Serve tenere insieme finanza, strategia e credibilità. Ed è proprio su questo terreno che il profilo di Mingrone sembra essere stato scelto. Questa è una lettura, certo, ma è una lettura che si regge bene sul tipo di carriera che ha alle spalle e sul momento che Nexi sta attraversando.
Le parole ufficiali e il peso interno di Mingrone
Nel comunicato con cui è stata annunciata la nomina, il presidente Marcello Sala lo ha definito “la persona più idonea” a guidare Nexi nella nuova fase di sviluppo, sottolineando la conoscenza profonda del gruppo e la capacità di esecuzione in contesti complessi. Mingrone, da parte sua, ha parlato di una società costruita su basi solide, con scala europea, forte generazione di cassa e spazio di crescita in un mercato che cambia rapidamente.
C’è anche un altro dettaglio che non passa inosservato. Nel medesimo comunicato, Nexi segnala che, per quanto risulta alla società, Bernardo Mingrone detiene 1.908.471 azioni Nexi. Non è un elemento di colore: in un profilo del genere racconta un legame diretto con il gruppo anche sul piano azionario.
Presenza pubblica, social e dossier seguiti negli ultimi mesi
Sui social, il riferimento più chiaro resta LinkedIn. È lì che emerge la sua immagine pubblica più recente: un manager basato a Milano, usato da Nexi come volto istituzionale in dossier importanti, senza però trasformarlo in un personaggio da copertina.
Negli ultimi mesi, per esempio, Mingrone è comparso in prima linea su temi molto sensibili per il gruppo. A dicembre 2024 la pagina LinkedIn di Nexi Payments lo indicava come CEO di Nexi Payments in occasione della firma del protocollo con la Polizia di Stato per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici nel settore finanziario italiano. A settembre 2024 era stato invece protagonista dell’annuncio del finanziamento da 220 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti, presentato come un sostegno all’innovazione nei pagamenti digitali in Europa.
Sono tasselli che aiutano a capire una cosa precisa: prima ancora di diventare CEO di gruppo, Mingrone era già uno dei dirigenti chiamati a rappresentare Nexi nei dossier più delicati, da quelli finanziari a quelli legati a sicurezza, infrastruttura e innovazione.
Vita privata
Sulla vita privata di Bernardo Mingrone, almeno nelle fonti pubbliche consultate, non emergono dettagli confermati su moglie, figli o aspetti personali. E forse è anche questo a definire il personaggio: una figura molto istituzionale, poco incline a esporsi fuori dal perimetro professionale. Per un articolo pulito, la scelta migliore è restare sui fatti verificabili e sul peso che la sua nomina avrà per Nexi nei prossimi mesi.
Domande frequenti
Chi è Bernardo Mingrone?
È il nuovo amministratore delegato e direttore generale di Nexi, nominato il 25 marzo 2026 dopo l’uscita di Paolo Bertoluzzo. In precedenza era Deputy General Manager e CEO di Nexi Payments.
Quanti anni ha Bernardo Mingrone?
Bernardo Mingrone è nato a Roma l’8 luglio 1974, quindi oggi ha 51 anni.
Che studi ha fatto Bernardo Mingrone?
Ha una laurea in economia alla London School of Economics and Political Science.
Qual è stata la carriera di Bernardo Mingrone prima di Nexi?
Ha lavorato nell’investment banking internazionale e ha ricoperto incarichi di vertice in UniCredit e Banca Monte dei Paschi di Siena prima di entrare nel 2016 in ICBPI e CartaSi, realtà da cui è poi nata la Nexi attuale.
Perché la nomina di Bernardo Mingrone è importante per Nexi?
Perché arriva in un momento delicato per il gruppo, tra nuovo piano industriale, pressione del mercato e necessità di rafforzare la fiducia degli investitori. Nexi ha puntato su un manager interno con forte esperienza finanziaria e profonda conoscenza della macchina aziendale.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






