A Palermo certe notizie arrivano e non restano solo notizie. Diventano qualcos’altro — un pezzo di memoria collettiva che si riapre, una domenica di trent’anni fa che torna su. La morte di Giovanni Ferrara, ex presidente del club rosanero, è una di queste. Aveva 75 anni. Le prime informazioni parlano di un malore con alcune ricostruzioni che citano problemi cardiaci.
Chi ha vissuto il Palermo degli anni più duri sa cosa significa quel nome. Non era un presidente come tanti. Era uno di quelli che c’era quando le cose andavano male e restare non era scontato.
Gli inizi e la lunga storia con il club
Ferrara era nato il 1° novembre 1950 a Lercara Friddi, nel Palermitano. Una data che i tifosi più attenti non faticano a notare: il Palermo era stato fondato proprio il 1° novembre, ma del 1900. Una coincidenza che in queste ore è tornata fuori in tanti ricordi pubblicati online — piccola, simbolica, ma difficile da ignorare.
Imprenditore del settore della pasta, entrò nel mondo rosanero il 12 giugno 1989 diventando presidente del club con Liborio Polizzi al suo fianco come amministratore delegato. I due si alternarono ai vertici negli anni successivi fino al ritorno di Ferrara da proprietario unico nel 1995 con una gestione portata avanti fino al 2000.
La promozione e la Coppa
Sono anni che a Palermo non si archiviano in fretta. Sotto la sua guida nella stagione 1990-1991 arrivò la promozione in Serie B — un passaggio che in quel momento significava molto per una squadra che cercava di rimettersi in piedi. Ma il risultato che resta inciso in modo diverso nella storia rosanero è quello della stagione 1992-1993: la vittoria della Coppa Italia Serie C ancora oggi indicata come l’unico trofeo ufficiale nella storia del club. Un fatto che torna sempre fuori quando si parla di Ferrara — e non per caso.
Il Palermo dei picciotti
C’è però un capitolo che basta nominarlo per vedere i tifosi cambiare espressione. Il “Palermo dei picciotti”. Stagione 1995-1996 Ferrara di nuovo presidente una squadra costruita con pochissimi soldi puntando su giovani cresciuti in casa e su un gruppo profondamente legato alla città. L’allenatore era Ignazio Arcoleo. Il risultato fu un settimo posto in Serie B e una corsa in Coppa Italia che arrivò fino ai quarti di finale battendo squadre di categoria superiore prima di fermarsi contro la Fiorentina.
Non fu un’annata di grandi trofei. Ma fu qualcosa di più difficile da spiegare — quella sensazione di una squadra che assomigliava davvero alla sua città. Povera di mezzi piena di facce conosciute capace di sorprendere. Ancora oggi nei contenuti social che ripescano quella stagione il riferimento al Palermo dei picciotti funziona come una specie di password emotiva tra tifosi di generazioni diverse. Ferrara era il presidente di quel Palermo lì.
Le parole di Polizzi
Tra le reazioni arrivate nelle ore successive alla notizia quella di Liborio Polizzi è tra le più sentite. Con Ferrara aveva condiviso un tratto lungo e decisivo della storia rosanero — anni di decisioni difficili di bilanci tirati di una società che andava tenuta in piedi a forza di convinzione oltre che di mezzi. Le sue parole raccontano un rapporto fatto di stima vera e di tempo passato insieme a reggere qualcosa che in certi momenti sembrava troppo pesante per chiunque.
Chi era fuori dal calcio
Al di là delle vicende sportive Ferrara era conosciuto a Palermo anche come imprenditore nel settore della pasta. È quel profilo — uomo d’azienda radicato nel territorio — che lo aveva avvicinato al club e che aveva caratterizzato il suo modo di stare dentro la società. Non il presidente di passaggio non il mecenate arrivato da fuori. Uno di Palermo che aveva scelto di investire su Palermo anche quando non era la scelta più comoda.
Per questo la sua scomparsa pesa in un modo che va oltre il calcio. Se ne va un pezzo di una stagione precisa della città — quando il Palermo era più povero più ruvido più vicino alla gente che lo seguiva. Un calcio che molti continuano a sentire proprio anche a distanza di decenni.
Un addio che riapre la memoria
Nelle ore in cui Palermo raccoglie dolore e ricordi il nome di Giovanni Ferrara riporta su promozioni delusioni intuizioni e una stagione diventata quasi leggendaria. Non soltanto perché fu presidente ma perché rappresentava un tipo di presidenza — e un tipo di Palermo — che ha lasciato qualcosa dentro chi c’era.
Settantacinque anni. Una vita nel calcio e nell’imprenditoria. E un posto fisso nella memoria rosanero che nessuno gli toglierà.
Domande frequenti
Chi era Giovanni Ferrara? Imprenditore palermitano del settore della pasta ed ex presidente del Palermo. Fu tra i protagonisti della storia rosanero tra la fine degli anni Ottanta e il 2000.
Quanti anni aveva? 75 anni. Era nato il 1° novembre 1950 a Lercara Friddi.
Quando fu presidente del Palermo? Dal 1989 e poi di nuovo dal 1995 al 2000 dopo l’alternanza ai vertici con Liborio Polizzi.
Quali risultati ottenne? La promozione in Serie B nel 1991 la Coppa Italia Serie C nel 1993 e la stagione del Palermo dei picciotti nel 1995-1996 con il settimo posto in Serie B e i quarti di finale di Coppa Italia.
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