Un’intera città si è mobilitata nel ricordo di Fabio Petruzzelli. Un dolore improvviso e profondo che ha colpito la comunità e che, come spesso accade in questi casi, ha lasciato spazio a un’ondata di solidarietà concreta.
L’iniziativa per Fabio Petruzzelli
A lanciare l’iniziativa è stato Giuseppe Ragone, attraverso un messaggio diffuso nel gruppo social cittadino. Parole semplici, è vero, ma cariche di significato. Perché, quando la perdita è così grande, anche i gesti più piccoli possono diventare fondamentali.
È così nasce una raccolta fondi in memoria di Fabio, e l’obiettivo è preciso: sostenere la sua famiglia nelle spese per il rimpatrio della salma da Milano. Offrendo, dunque, un aiuto concreto in un momento segnato dal dolore.
Gli obiettivi: come trasformare il dolore
Il messaggio, infatti, non è arricchito da inutili convenevoli: è chiaro e diretto. C’è amore in questo messaggio, più di quanto potremmo mai leggerne in belle parole ornate e abbellite da buone intenzioni. Si legge chiaramente la volontà di trasformare la sofferenza in vicinanza reale: non solo parole di cordoglio, ma un impegno collettivo per alleggerire, almeno in parte, il peso che i familiari stanno affrontando. La risposta della comunità non si è fatta attendere. In poche ore, il post ha raccolto numerose reazioni, condivisioni e commenti, segno di una partecipazione sentita e diffusa.
Anche realtà associative del territorio hanno espresso il proprio sostegno. Tra queste, il Circolo Arci “Pierpaolo Pasolini”, che attraverso il suo presidente Leopoldo Attolico ha dichiarato piena adesione all’iniziativa, sottolineandone il valore umano e sociale.
La raccolta fondi rappresenta oggi un punto di incontro per chi vuole contribuire, anche con un piccolo gesto, a dare un aiuto tangibile alla famiglia di Fabio. In momenti come questi, Adelfia dimostra ancora una volta il volto più autentico di una comunità: quello della solidarietà, della vicinanza e del rispetto per chi non c’è più.
Un modo, forse il più sincero, per onorare la memoria di Fabio Petruzzelli.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
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