Morta Laura Mari: lutto per Repubblica, una perdita per il giornalismo italiano

Giorgia Tedesco


Anche i giornalisti piangono, soprattutto oggi, giorno in cui apprendiamo la scomparsa di Laura Mari a soli 43 anni. La sua morte lascia un vuoto impossibile da colmare. Incarnò la vera essenza della professione, affrontando con coraggio le avversità che la vita le aveva riservato.

Chi era Laura Mari?

Con una carriera iniziata molto giovane tra le cronache locali, Laura si è distinta per dedizione, curiosità e una straordinaria forza interiore nascosta dietro un sorriso dolce e una timidezza rara. La sua dipartita, avvenuta in silenzio per scelta di estrema riservatezza, ha sconvolto chiunque abbia condiviso con lei i ritmi frenetici del giornalismo e la passione per la notizia.

Gli inizi: dove tutto cominciò

Nel 2004, poco più che ventenne, Laura è entrata a far parte della redazione romana di Repubblica con un entusiasmo contagioso e una grande capacità di adattamento. Con un talento precoce, è stata tra le prime a destreggiarsi nel mondo digitale, diventando un punto di riferimento per i colleghi più esperti al desk centrale, dove nascevano titoli e si stabilivano priorità editoriali. Nonostante la giovane età, dimostrava un impegno fuori dal comune: significativo il modo in cui il giorno della sua laurea, dopo aver discusso la tesi, si sia presentata regolarmente alla riunione pomeridiana in redazione per contribuire al lavoro del giorno successivo. Per Laura, il giornalismo era più di un mestiere: era una vocazione vissuta con rigore e passione.

La lotta incessante: la dignità del silenzio

Laura aveva una malattia degenerativa che ne ha limitato progressivamente l’autonomia, ma nonostante ciò, usò il suo lavoro come fonte di energia. Si reinventò, si riorganizzò: non avrebbe smesso di fare ciò che amava, per nulla al mondo. La redazione è diventata una famiglia che non ha mai mancato di dimostrarle affetto e solidarietà, mentre Laura rispondeva con piccoli gesti generosi, come distribuire dolciumi dalla sua cassettiera aperta. Fino a poche settimane prima di lasciarci, dimostrava il suo amore per il lavoro presentandosi al mattino presto per ritirare materiali dal suo amato giornale. La sua dedizione restò inalterata sino alla fine.

L’amore per chi era stata: non dimenticarsi da dove si parte

Laura viveva nel cuore di Roma, nei pressi della Fontana di Trevi, incarnando l’attaccamento autentico che spesso emergeva nei suoi scritti. Profondamente turbata dal degrado urbano e dalla perdita d’identità delle strade storiche, era solita trasformare la sua indignazione in precise denunce giornalistiche. Quando la malattia l’ha portata a lavorare principalmente da casa, ha saputo spostare il proprio impegno professionale verso settori nazionali come politica e affari esteri, mantenendo sempre quel livello di cura estrema nei dettagli che l’aveva resa essenziale per la sua redazione. Oggi, la figura luminosa di Laura rimane impressa indelebilmente nella memoria della comunità giornalistica italiana e dei tanti colleghi che hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco.

Fonte principale: zazoom.it e thesocialpost.it