Lina Valentina colpita dall’epatite A: il racconto dell’estetista di Santa Maria a Vico

Serena Comito

Lina Valentina colpita dall'epatite A: il racconto dell'estetista di Santa Maria a Vico

Settimane di ospedale, valori del fegato alle stelle e una ripresa che ancora adesso non è completa. Lina Valentina, estetista di Santa Maria a Vico con un centro estetico lungo via Appia, ha raccontato pubblicamente quello che le è successo dopo aver contratto l’epatite A. La sua storia ha fatto rapidamente il giro della Valle di Suessola — non perché sia un caso isolato, ma perché arriva in un momento in cui la Campania sta già alzando l’allerta sui contagi.

Il racconto è quello che ha affidato a un’intervista rilasciata a Prima Tivvù.

Com’è iniziata

Il 10 gennaio Lina Valentina era andata a pranzo fuori. Aveva mangiato del sushi — una tartare di salmone in particolare. Gli altri familiari con lei avevano ordinato altro e non si sono ammalati. Circa una settimana dopo sono arrivati i primi segnali: stanchezza anomala, confusione, un malessere che cresceva piano piano senza una spiegazione chiara.

Il momento peggiore è arrivato il 1° febbraio: febbre alta, dolori addominali forti, mal di testa, prurito. Una serie di sintomi che non lasciavano margine di attesa.

Va detto con chiarezza: il collegamento tra il pasto di gennaio e il contagio è parte del suo racconto personale. Non risulta una conferma ufficiale pubblica delle autorità sanitarie sul suo caso specifico.

Il ricovero

Prima l’ospedale di Marcianise per tre giorni poi il trasferimento al Cotugno di Napoli. È lì che la situazione ha cominciato lentamente a girare. Ma non è stata una ripresa rapida.

Il dato che più colpisce nel suo racconto riguarda le transaminasi: stando a quanto riferito avrebbero superato quota 5.000 con un rischio serio per il fegato. Oggi dice di stare meglio ma la debolezza e l’affaticamento non sono ancora passati del tutto.

Nel suo racconto Lina Valentina ha anche detto che altre persone del territorio si sarebbero poi ammalate dopo aver frequentato lo stesso ristorante. Su questo punto non risultano nelle fonti aperte conferme ufficiali.

Il quadro in Campania

La vicenda di Lina Valentina non arriva nel vuoto. La Regione Campania ha comunicato il 19 marzo 2026 che alla data del 18 marzo i casi complessivi di epatite A registrati dall’inizio dell’anno erano 133. Un numero che ha spinto le autorità ad alzare il livello di attenzione su sicurezza alimentare sorveglianza epidemiologica e informazione ai cittadini.

Sono stati rafforzati i controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi ed è stata attivata una rete di monitoraggio che coinvolge ASL Istituto Zooprofilattico e strutture tecniche regionali. Il 21 marzo è stato annunciato anche il potenziamento dell’offerta gratuita del vaccino anti-HAV per le categorie più a rischio e per i contatti dei soggetti infetti.

Le raccomandazioni sul territorio

L’aumento dei casi si è fatto sentire anche nel Casertano. Il Comune di Marcianise il 20 marzo ha pubblicato le raccomandazioni della ASL Caserta rivolte ai cittadini per ridurre il rischio di contagio. Segno che l’episodio non viene trattato come un fatto isolato.

L’epatite A si trasmette per via oro-fecale attraverso acqua o cibi contaminati o per contatto stretto con una persona infetta. I sintomi più frequenti sono febbre malessere nausea dolori addominali urine scure e ittero. Nella trasmissione alimentare un ruolo importante lo giocano i cibi consumati crudi o poco cotti — molluschi bivalvi ma anche acqua frutta verdura e frutti di bosco.

Domande frequenti

Chi è Lina Valentina? Un’estetista di Santa Maria a Vico titolare di un centro estetico lungo via Appia nel Casertano.

Cosa le è successo? Ha raccontato di aver contratto l’epatite A ed è stata ricoverata prima a Marcianise poi al Cotugno di Napoli.

È confermato che il contagio sia partito dal sushi? No. Il collegamento risulta come parte del suo racconto personale. Non emerge una conferma pubblica ufficiale delle autorità sanitarie sul suo caso specifico.

Com’è la situazione in Campania? Al 18 marzo 2026 la Regione Campania aveva registrato 133 casi di epatite A dall’inizio dell’anno. Sono stati rafforzati i controlli e ampliata l’offerta vaccinale gratuita per i soggetti a rischio.